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Swiss Observer

La marcia anti-aborto a Zurigo disturbata da contro-manifestanti

Oltre 1’000 persone hanno partecipato alla Marcia per la vita a Zurigo, mentre contro-manifestanti mascherati hanno disturbato la manifestazione anti-aborto, provocando un importante intervento di polizia.

AI21 settembre 2026Il nostro processo editoriale
La marcia anti-aborto a Zurigo disturbata da contro-manifestanti
AISWI swissinfo.ch

Oltre 1’000 persone si sono riunite sabato a Zurigo-Oerlikon per la Marcia per la vita, una manifestazione anti-aborto che ha richiesto un importante dispiegamento di polizia e ha attirato una contro-manifestazione organizzata. I partecipanti si sono radunati sulla piazza del mercato, dietro le transenne, sotto lo slogan «Insieme per la vita!». Nicolas Kolly, parlamentare dell’Unione democratica di centro, si è rivolto alla folla.

La manifestazione autorizzata si è svolta sotto stretta sorveglianza perché gruppi di estrema sinistra avevano annunciato contro-manifestazioni, secondo l’agenzia di stampa Keystone-ATS. La polizia ha impiegato due idranti e ha controllato diverse persone nelle vicinanze del luogo della manifestazione.

La marcia è diventata un appuntamento ricorrente nel calendario politico e religioso zurighese. Gruppi cristiani conservatori organizzano l’evento a Oerlikon dal 2021, mentre la più ampia Marcia per la vita si svolge dal 2010. La sua presenza continua a suscitare l’opposizione di attivisti che contestano la posizione degli organizzatori sull’aborto e la loro campagna pubblica.

Lo scontro di sabato ha portato la controversia nelle strade. I disordini hanno ostacolato l’inizio del corteo e reso necessario l’intervento della polizia, prima che i manifestanti potessero proseguire lungo il percorso previsto.

Ciclisti mascherati bloccano il percorso

Circa 200 contro-manifestanti mascherati sono arrivati in bicicletta e hanno disturbato l’inizio della marcia. Hanno bloccato la strada, rovesciato i bidoni dei rifiuti sulla carreggiata e fatto esplodere petardi, secondo Keystone-ATS.

La polizia ha intimato più volte al gruppo di andarsene. Gli agenti hanno poi usato gli idranti per liberare il percorso. In seguito i contro-manifestanti sono ricomparsi in diversi punti lungo il corteo, costringendo la polizia a mantenere una presenza consistente mentre la marcia attraversava il quartiere.

L’episodio mostra le difficoltà pratiche di gestire manifestazioni contrapposte in una città svizzera densamente popolata. Le autorità dovevano proteggere un corteo autorizzato e, al tempo stesso, intervenire contro un’azione non autorizzata che intralciava il traffico e creava pericoli lungo il percorso. La notizia di Keystone-ATS non indicava arresti, feriti o danni materiali oltre ai bidoni dei rifiuti rovesciati.

L’uso di maschere e biciclette ha dato mobilità ai contro-manifestanti, consentendo loro di allontanarsi da un luogo e ricomparire altrove. I controlli di polizia nei pressi del luogo della manifestazione rientravano nello sforzo più ampio di impedire ulteriori interferenze e consentire il regolare svolgimento dell’evento previsto.

Gli organizzatori contestano il divieto nel centro città

Sei anni consecutivi di esclusione dal centro di Zurigo hanno inasprito la controversia tra gli organizzatori della Marcia per la vita e le autorità cittadine. Gli organizzatori sostengono che la restrizione limiti in modo sproporzionato la libertà di riunione e di espressione. Stanno contestando la decisione in tribunale.

La città ha autorizzato il raduno a Oerlikon invece di permetterlo nel centro di Zurigo. Questa scelta riflette l’approccio delle autorità a un evento che attira regolarmente oppositori e richiede un’ampia pianificazione della sicurezza. Sabato la piazza del mercato è stata delimitata con transenne, mentre la polizia si preparava alle contro-manifestazioni annunciate.

I sostenitori della marcia presentano l’evento come un’espressione pubblica dell’opposizione cristiana conservatrice all’aborto. Gli oppositori hanno ripetutamente organizzato contro-manifestazioni non autorizzate a Oerlikon, anche in occasioni precedenti. Il conflitto ricorrente ha trasformato la scelta del luogo in un aspetto centrale della controversia.

In Svizzera, le norme sulle riunioni pubbliche affidano alle autorità il compito di bilanciare l’espressione politica, la sicurezza pubblica e l’accesso alle strade e agli spazi pubblici. Il ricorso stabilirà se il mantenimento della restrizione nel centro di Zurigo rispetta questo equilibrio.

Zurigo si prepara al prossimo confronto

Dal 2010, la Marcia per la vita offre regolarmente una piattaforma ai gruppi anti-aborto in Svizzera, mentre le ripetute contro-manifestazioni mantengono l’evento al centro del dibattito locale. Lo scontro di sabato mostra quanto rapidamente un raduno autorizzato possa trasformarsi in una vasta operazione di polizia quando gruppi contrapposti occupano le stesse strade.

La manifestazione si inserisce inoltre nel più ampio dibattito svizzero sulla politica in materia di aborto e sugli atteggiamenti della popolazione. Il Parlamento ha approvato una modifica in base alla quale, dal 2027, gli assicuratori malattia svizzeri copriranno l’intero costo degli aborti, un cambiamento esaminato in un articolo separato di Swissinfo. Gli organizzatori della Marcia per la vita continuano a opporsi all’aborto e a cercare visibilità per la loro posizione, nonostante siano tenuti fuori dal centro città.

Per Zurigo, la questione immediata resta come gestire le future manifestazioni. La polizia deve tenere conto della marcia ormai consolidata, delle proteste annunciate dagli oppositori e della possibilità che gruppi mobili intralcino il percorso. Il ricorso degli organizzatori potrebbe anche influire sui luoghi in cui si terranno eventi simili nei prossimi anni.

Nel materiale di partenza non è stato riferito alcun ulteriore esito del ricorso. Per ora, Oerlikon resta il teatro di uno scontro ricorrente sull’aborto, l’attivismo religioso e i limiti della protesta pubblica.