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Swiss Observer

Gli elettori svizzeri scelgono se aumentare l’IVA per finanziare la 13esima rendita

Il 29 novembre gli elettori svizzeri decideranno se aumentare l’IVA di 0,4 punti percentuali per contribuire a finanziare la 13esima rendita AVS. Il pagamento supplementare sarà introdotto comunque, ma se la proposta verrà respinta il suo finanziamento a lungo termine resterà irrisolto.

Gli elettori svizzeri scelgono se aumentare l’IVA per finanziare la 13esima rendita
AILe News

La prima 13esima rendita AVS sarà versata nel dicembre 2026 e dovrebbe raggiungere circa 2,5 milioni di beneficiari. Nel marzo 2024 gli elettori svizzeri hanno approvato il nuovo pagamento con il 58,2% dei voti, garantendo ai pensionati una rendita annua più elevata dopo anni di dibattito sul costo della vita e sulla sicurezza finanziaria durante la pensione. Il referendum del 29 novembre riguarda il piano di finanziamento, non l’introduzione del pagamento.

Dal 2028 il Parlamento intende aumentare l’aliquota ordinaria dell’imposta sul valore aggiunto dall’8,1% all’8,5%. L’aliquota speciale per gli alberghi e gli altri alloggi salirebbe dal 3,8% al 4%. Gli alimenti, i medicamenti e gli altri beni soggetti all’aliquota ridotta continuerebbero a essere tassati al 2,6%.

Il nuovo pagamento costerà circa 4,2 miliardi di CHF all’anno. L’aumento dell’IVA proposto genererebbe circa 1,4 miliardi di CHF all’anno, lasciando l’AVS dipendente da ulteriori misure per coprire l’intero costo. La votazione mette quindi a confronto una prestazione pensionistica popolare e un aumento delle imposte che graverebbe sui consumatori, sulle imprese e sui visitatori della Svizzera.

Ecco come verrà finanziato il pagamento supplementare

Un pensionato che vive solo potrebbe ricevere fino a 2’520 CHF in più all’anno, mentre una coppia sposata potrebbe riceverne fino a 3’780 CHF. Il pagamento supplementare riguarda i beneficiari AVS in Svizzera e all’estero. Il suo costo annuo aumenterà con la crescita della popolazione pensionata e l’adeguamento delle rendite al costo della vita.

L’AVS funziona in gran parte secondo il principio della ripartizione. I contributi della popolazione attiva finanziano le rendite correnti; dipendenti e datori di lavoro forniscono circa il 70% delle entrate. La Confederazione copre poco più del 20% delle uscite, attingendo alle risorse generali e alle imposte sul tabacco e sui distillati. L’IVA e le imposte sui casinò rappresentano circa il 9% delle entrate.

Nel 2025 il sistema ha registrato un’eccedenza di 4,4 miliardi di CHF, con entrate complessive superiori a 55 miliardi di CHF. Questo risultato recente non elimina la pressione causata dal nuovo pagamento. Secondo le proiezioni del governo, se la proposta venisse respinta il disavanzo annuo dell’AVS raggiungerebbe quasi 5 miliardi di CHF entro il 2035. Stando alle stime citate dal Consiglio federale, l’approvazione ridurrebbe il disavanzo previsto a circa 3 miliardi di CHF.

Baume-Schneider difende la posizione del governo

Elisabeth Baume-Schneider sostiene che l’aumento delle imposte proposto proteggerebbe il fondo pensionistico da un peggioramento più marcato. La ministra delle politiche sociali ha definito il pacchetto un compromesso moderato, sottolineando che l’aliquota ridotta dell’IVA rimarrebbe invariata. Questa aliquota si applica ai beni essenziali, tra cui alimenti e medicamenti, mentre i premi dell’assicurazione malattie non sono soggetti all’IVA.

Baume-Schneider ha affermato che respingere la misura avrebbe gravi conseguenze per le finanze dell’AVS. Le proiezioni del governo indicano che nel 2027 le riserve scenderebbero al di sotto del minimo legale, pari a un anno di uscite. Senza ulteriori entrate dall’IVA, entro il 2035 le riserve coprirebbero solo circa il 50% delle uscite annuali. Con l’aumento, la copertura prevista salirebbe a circa il 70%.

La ministra ha inoltre sottolineato che tutte le entrate generate dalle aliquote più elevate sarebbero destinate direttamente alla sicurezza sociale. Ha respinto gli appelli a riequilibrare il sistema con una ristrutturazione immediata dei dipartimenti e ha ricordato che un aumento dell’età di pensionamento richiederebbe l’approvazione del Parlamento e degli elettori. Il suo argomento ruota attorno ai tempi: la 13esima rendita entra in vigore ora, mentre riforme più ampie sono ancora in discussione nell’ambito della consultazione del governo sull’AVS 2030.

Gli oppositori chiedono una riforma strutturale

Il PLR/FDP ritiene che le economie domestiche e le piccole imprese non debbano farsi carico dei costi attraverso un aumento delle imposte sui consumi. A fine settembre il partito ha lanciato la campagna contro la proposta, sostenendo che un aumento dell’IVA indebolirebbe il potere d’acquisto e aggraverebbe la pressione sulle imprese, già confrontate con costi più elevati.

Gli oppositori preferiscono cambiamenti strutturali e tagli alla spesa. Alcuni sostengono un aumento dell’età di pensionamento, un’opzione politicamente difficile che richiederebbe una decisione parlamentare e una votazione popolare. Il dibattito riflette anche i diversi modi in cui gli elettori svizzeri vivono il sistema AVS: i pensionati riceverebbero il nuovo pagamento, mentre lavoratori e consumatori contribuirebbero a finanziarlo attraverso i contributi salariali e l’IVA.

Il governo e il Parlamento presentano l’aumento delle imposte come un modo per ripartire l’onere tra le generazioni. I critici affermano che rinvia decisioni più difficili sull’equilibrio a lungo termine del sistema. Le entrate proposte coprirebbero solo una parte del costo annuo di 4,2 miliardi di CHF, lasciando alla Confederazione il compito di valutare ulteriori modalità di finanziamento nell’ambito della riforma AVS 2030. Il futuro pacchetto potrebbe combinare un ulteriore aumento dell’IVA con contributi più elevati alla sicurezza sociale.

Il referendum prepara la prossima prova per l’AVS

Una bocciatura manterrebbe in vigore la 13esima rendita, ma riaprirebbe la contesa sul suo finanziamento. I pensionati continuerebbero a ricevere il pagamento del dicembre 2026, ma il Parlamento e il Consiglio federale dovrebbero reperire le entrate mancanti con un altro progetto di legge, nuovi contributi, modifiche alla spesa o una futura proposta fiscale.

L’approvazione garantirebbe all’AVS circa 1,4 miliardi di CHF all’anno, ma non finanzierebbe interamente la nuova prestazione. Stando alle cifre citate da Baume-Schneider, il governo dovrebbe comunque far fronte a un disavanzo previsto di circa 3 miliardi di CHF entro il 2035. In caso di bocciatura, il disavanzo previsto salirebbe a quasi 5 miliardi di CHF e, entro il 2035, le riserve coprirebbero circa il 50% delle uscite annuali.

La votazione metterà inoltre alla prova la tenuta politica della decisione sulle pensioni presa nel 2024. Prima di entrare in governo, Baume-Schneider aveva sostenuto la campagna socialista a favore della 13esima rendita, per poi opporvisi da ministra a causa dei costi. Ora sostiene l’aumento delle imposte necessario per contribuire a finanziarla. Gli elettori svizzeri decideranno se questo compromesso rappresenta un primo passo credibile verso la prossima riforma dell’AVS.