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Swiss Observer

Crescono gli interrogativi sulle presunte pressioni statunitensi sull’indagine svizzera riguardante un imprenditore venezuelano

Le autorità svizzere stanno indagando sull’imprenditore venezuelano Alejandro Betancourt, mentre un’inchiesta del Washington Post sostiene che alti funzionari statunitensi siano intervenuti presso le autorità svizzere in suo favore. Il caso mette in luce le pressioni geopolitiche che circondano i procedimenti finanziari e giudiziari svizzeri legati al settore petrolifero venezuelano.

AI2 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Crescono gli interrogativi sulle presunte pressioni statunitensi sull’indagine svizzera riguardante un imprenditore venezuelano
AISWI swissinfo.ch

Un’indagine svizzera per riciclaggio di denaro si è intrecciata con la nuova diplomazia petrolifera di Washington. Dal 2019, la procura di Zurigo indaga sull’imprenditore venezuelano Alejandro Betancourt, mentre un’inchiesta del Washington Post sostiene che alti funzionari statunitensi siano intervenuti presso le autorità svizzere in suo favore.

I contatti riferiti sarebbero avvenuti dopo la cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi, in gennaio. Betancourt è poi emerso come interlocutore chiave tra Washington e Caracas, con particolare influenza nel settore petrolifero venezuelano. La sua azienda è oggi descritta come il secondo produttore privato di petrolio del Paese.

La tempistica ha intensificato l’attenzione in Svizzera. Venerdì scorso, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato quello che ha definito un accordo storico con il Venezuela. L’azienda di Betancourt dovrebbe svolgere un ruolo centrale nell’intesa, che riguarda 17 giacimenti petroliferi e circa 65 miliardi di barili di riserve.

Il caso affianca le autorità giudiziarie zurighesi a una politica statunitense verso Caracas in rapida evoluzione. Solleva inoltre interrogativi su come si intreccino priorità diplomatiche, interessi commerciali e un’inchiesta penale svizzera in corso quando un imprenditore diventa utile a governi potenti.

Washington prende contatto con Berna e Zurigo

Secondo il Washington Post, funzionari statunitensi avrebbero fatto pressione affinché Betancourt potesse continuare a spostarsi ed evitare sanzioni penali. Stando all’inchiesta, il Dipartimento di Stato ha contattato dapprima il Dipartimento federale degli affari esteri. In seguito, il Dipartimento di giustizia statunitense ha avuto colloqui con il procuratore generale della Confederazione.

L’Ufficio federale di giustizia ha confermato alla radiotelevisione pubblica svizzera RTS che si è svolto un «breve colloquio». Le autorità svizzere hanno dichiarato che il procuratore generale ha rimandato i suoi interlocutori statunitensi alla procura di Zurigo, competente per l’indagine.

Il Washington Post ha riferito che i colloqui successivi hanno coinvolto le autorità giudiziarie zurighesi. Il messaggio presunto era che Betancourt avrebbe dovuto poter viaggiare e che il caso avrebbe dovuto concludersi senza sanzioni penali.

Questi dettagli non sono stati confermati in modo indipendente dalle informazioni rese disponibili dalle autorità svizzere. È invece confermato che funzionari statunitensi e svizzeri hanno comunicato in merito a un caso trattato dalla procura di Zurigo. La distinzione è importante nel sistema federale svizzero, nel quale le procure cantonali dirigono in genere le indagini penali di loro competenza. L’Ufficio federale di giustizia ha dichiarato che il procuratore generale non ha assunto la conduzione del caso.

La finanza svizzera esposta al Venezuela

Il ruolo della Svizzera nel caso va oltre la vicenda di un singolo imprenditore. Da anni, commercianti di petrolio e banche svizzere sono esposti alla crisi politica venezuelana e alla politica statunitense in materia di sanzioni. Aziende svizzere hanno negoziato greggio venezuelano, finanziato transazioni o fornito servizi legati all’industria energetica del Paese, rendendo le decisioni in materia di conformità rilevanti sul piano finanziario e giuridico.

La posizione di Betancourt è cambiata nettamente con gli sconvolgimenti politici a Caracas. Secondo quanto riferito, mantiene stretti legami con le autorità venezuelane e ha accesso diretto alla presidente ad interim Delcy Rodríguez. Dopo la cattura di Maduro, questi rapporti lo hanno reso un tramite tra Washington e Caracas, in particolare per quanto riguarda la politica energetica.

L’accordo riferito dà la misura degli interessi commerciali in gioco: 17 giacimenti petroliferi e circa 65 miliardi di barili di riserve. L’azienda di Betancourt sarebbe al centro di un progetto che riguarda la risorsa economica più preziosa del Venezuela.

Per le istituzioni svizzere, le circostanze creano pressioni contrastanti. Gli istituti finanziari devono valutare i rischi legati alle sanzioni e al riciclaggio di denaro. I procuratori devono esaminare le prove secondo il diritto svizzero. I diplomatici devono gestire i rapporti con gli Stati Uniti e il Venezuela. Nessuna di queste responsabilità viene meno perché un accordo commerciale ha acquisito importanza strategica.

Il ritiro della richiesta di estradizione solleva interrogativi

La cronologia dell’estradizione ha acuito l’attenzione sulle decisioni di Zurigo. Nel novembre 2025, la Svizzera ha chiesto alla Gran Bretagna l’estradizione di Betancourt. Le autorità britanniche lo hanno arrestato e gli hanno vietato di lasciare il Paese mentre esaminavano la richiesta svizzera.

A maggio, le autorità giudiziarie zurighesi hanno ritirato la richiesta di estradizione. RTS ha chiesto alla procura di Zurigo di spiegare la decisione. La procura ha menzionato alcune peculiarità della procedura britannica, ma il materiale di partenza non fornisce una spiegazione completa.

Il ritiro è avvenuto dopo i contatti con gli Stati Uniti descritti dal Washington Post e mentre cresceva l’importanza di Betancourt nei rapporti emergenti tra Washington e Caracas. Questa sequenza ha alimentato interrogativi sull’eventuale influenza di pressioni esterne sull’indagine svizzera. Le dichiarazioni disponibili non dimostrano che sia stato così.

La procura di Zurigo resta competente per l’indagine sul riciclaggio di denaro. Betancourt nega ogni illecito. Qualsiasi decisione futura dovrà considerare le accuse a suo carico, lo stato delle prove raccolte dal 2019 e la base giuridica di eventuali ulteriori misure in Svizzera. La decisione sull’estradizione, da sola, non risolve l’indagine penale né dimostra che i funzionari statunitensi ne abbiano modificato l’esito.

La Svizzera tra giustizia e geopolitica

I prossimi passi metteranno alla prova la capacità della Svizzera di tutelare l’indipendenza giudiziaria e, al contempo, gestire i rapporti strategici. La procura di Zurigo deve continuare a stabilire se le accuse di riciclaggio di denaro giustifichino un rinvio a giudizio o altri procedimenti. Le autorità federali svizzere potrebbero inoltre dover rispondere ad altre domande sui contatti con Washington e sui confini tra comunicazione diplomatica e pressione giudiziaria.

Il caso si inserisce anche in una più ampia controversia sulle sanzioni. La Svizzera ha dovuto valutare le conseguenze delle misure statunitensi contro il Venezuela, comprese le questioni relative agli averi legati a Nicolás Maduro e agli effetti delle sanzioni americane sulle aziende svizzere. Queste decisioni incidono su banche, commercianti di materie prime e avvocati attivi dalla Svizzera, importante centro mondiale per il commercio di materie prime.

L’accesso di Betancourt a Caracas, riferito dai media, e il suo ruolo nell’accordo petrolifero proposto conferiscono all’indagine una dimensione internazionale. Il coinvolgimento della sua azienda in 17 giacimenti, con circa 65 miliardi di barili di riserve, rende il caso rilevante sia per i mercati energetici sia per la giustizia penale.

Gli atti pubblici confermano attualmente contatti tra funzionari statunitensi e svizzeri, una richiesta svizzera di estradizione e il suo successivo ritiro. Non dimostrano che Washington abbia impartito direttive alla procura di Zurigo né che Betancourt eviterà un processo. Questi aspetti dipendono dalle prove e da decisioni ancora pendenti in Svizzera.