Vai al contenuto
Swiss Observer

L’inchiesta sui servizi segreti svizzeri chiarisce molte questioni sulle fughe di dati, ma lascia aperto il caso Kaspersky

Il Dipartimento federale della difesa afferma che le indagini sugli incidenti legati all’ex unità cyber del Servizio delle attività informative della Confederazione hanno chiarito in gran parte le presunte fughe di dati e che le raccomandazioni precedenti sono state generalmente attuate. Restano senza risposta le domande su una possibile collaborazione con l’azienda russa di cybersicurezza Kaspersky, e il caso è stato trasmesso alla polizia.

AI22 settembre 2026Il nostro processo editoriale
L’inchiesta sui servizi segreti svizzeri chiarisce molte questioni sulle fughe di dati, ma lascia aperto il caso Kaspersky
AISWI swissinfo.ch

Il Dipartimento federale della difesa afferma che una serie di verifiche ha chiarito in gran parte la crisi legata all’ex divisione cyber del Servizio delle attività informative della Confederazione, mentre una questione delicata resta aperta. Il punto ancora irrisolto riguarda una presunta collaborazione con l’azienda russa di cybersicurezza Kaspersky ed è stato trasmesso alla polizia e al Ministero pubblico della Confederazione.\n\nLa valutazione del Dipartimento copre incidenti e rapporti accumulatisi nell’arco di oltre due decenni. L’ex unità cyber del SIC si occupava di queste questioni dal 2001, comprese le accuse secondo cui dati dei servizi segreti svizzeri sarebbero stati trasferiti ai servizi segreti russi tramite Kaspersky. Gli inquirenti hanno esaminato anche le affermazioni secondo cui alcuni dati sarebbero stati cancellati.\n\nI risultati rappresentano un certo sollievo sul piano istituzionale per il SIC. Il Dipartimento ha dichiarato che gli incidenti sono stati «sufficientemente chiariti» e che le raccomandazioni formulate nei rapporti precedenti sono state attuate «in linea di principio». Questa conclusione non chiude tutte le questioni giuridiche o fattuali. Le accuse relative a Kaspersky restano oggetto d’indagine, lasciando la parte politicamente più delicata della vicenda al di fuori della valutazione conclusiva del Dipartimento.\n\nPer le autorità svizzere di sicurezza, il caso procede ora su due binari: le raccomandazioni amministrative sembrano essere state in gran parte attuate, mentre la possibile relazione con un fornitore tecnologico legato alla Russia è in attesa dell’esito di un’indagine penale.

Quattro verifiche esaminano la gestione dei dati d’intelligence

Quattro procedure di verifica distinte hanno esaminato l’ex divisione cyber: un’indagine interna, due indagini esterne e una verifica dell’autorità di vigilanza. L’ampiezza del processo rispecchia la gravità delle accuse riguardanti un servizio federale d’intelligence e la gestione di informazioni sensibili.\n\nLe verifiche hanno esaminato segnalazioni di trasferimenti di dati, presunti legami con Kaspersky e affermazioni secondo cui alcune informazioni sarebbero state cancellate. La loro conclusione è limitata ma significativa: gli inquirenti non hanno trovato prove di cancellazioni di dati «su vasta scala». Questa formulazione lascia spazio a interrogativi su singoli incidenti o carenze più circoscritte, ma respinge la versione più ampia delle accuse di cancellazione descritta nella comunicazione del Dipartimento.\n\nIl Dipartimento della difesa ha inoltre dichiarato che le raccomandazioni dei rapporti precedenti sono state generalmente attuate. La precisazione «in linea di principio» è importante, poiché descrive la risposta formale alle carenze individuate, senza affermare che ogni problema operativo sia stato risolto. Nel materiale disponibile per questo articolo, il Dipartimento non ha pubblicato un resoconto dettagliato delle singole raccomandazioni.\n\nIl risultato è una conclusione ufficiale che circoscrive la controversia. Stabilisce che le verifiche principali non hanno confermato cancellazioni di dati su vasta scala, lasciando però aperta la possibilità che determinate condotte o procedure debbano ancora essere esaminate. Questa distinzione resterà importante mentre i procuratori esaminano separatamente le accuse legate a Kaspersky.

La questione Kaspersky resta nelle mani dei procuratori

La questione Kaspersky resta il nodo irrisolto della vicenda. Le accuse sostengono che dati dei servizi segreti svizzeri potrebbero essere transitati attraverso l’azienda russa di cybersicurezza per arrivare ai servizi segreti russi, sollevando interrogativi sui rischi legati ai fornitori, sui controlli degli accessi e sulla protezione di informazioni di sicurezza nazionale.\n\nIl Dipartimento della difesa non ha né confermato né respinto tali accuse. Le ha trasmesse alla polizia e il Ministero pubblico della Confederazione sta indagando. Questo passaggio porta la fase successiva al di fuori della verifica amministrativa del Dipartimento e nell’ambito di una procedura che potrebbe stabilire se vi siano stati reati.\n\nLa questione ha un’importanza più ampia per la Svizzera, poiché le autorità pubbliche si affidano ad aziende tecnologiche estere pur gestendo informazioni che non possono essere esposte a servizi ostili. Da anni Kaspersky è al centro di preoccupazioni internazionali in materia di sicurezza, e i media svizzeri hanno riferito anche di legami tra personale dei servizi segreti e altre controverse aziende russe. Queste notizie più ampie fanno parte del contesto politico, ma la fonte qui utilizzata non giunge a una conclusione definitiva sull’azienda o sull’ex unità.\n\nFinché l’inchiesta della magistratura non sarà conclusa, l’ampia riabilitazione disposta dal Dipartimento avrà limiti evidenti. Riguarda le indagini già concluse, mentre la questione di una possibile collaborazione con Kaspersky resta aperta sul piano giuridico e istituzionale.

La Svizzera attende le conclusioni della magistratura

Le indagini hanno circoscritto le accuse immediate contro l’ex divisione cyber, ma la Svizzera deve ancora fare i conti con la questione delle responsabilità. L’assenza di prove di cancellazioni di dati su vasta scala ridimensiona l’accusa più ampia emersa nel caso. Il rinvio della questione Kaspersky garantisce che la vicenda proseguirà attraverso un canale separato.\n\nPer il Parlamento e l’opinione pubblica, le prossime tappe saranno l’avanzamento dell’indagine del Ministero pubblico della Confederazione e le eventuali conclusioni rese note dalla polizia o dai procuratori. La comunicazione del Dipartimento della difesa non indica una tempistica, non identifica sospettati e non descrive le prove al vaglio. Non precisa neppure i dettagli operativi delle raccomandazioni attuate.\n\nQueste lacune limitano le conclusioni che si possono trarre oggi. Il SIC può richiamarsi alle numerose verifiche e all’attuazione delle raccomandazioni precedenti. I critici possono tuttora chiedere chiarezza su come un’azienda tecnologica russa sia entrata in gioco e se, tramite tale relazione, i dati svizzeri siano stati esposti. Entrambe le questioni possono restare aperte mentre le conclusioni amministrative rimangono valide.\n\nIl dibattito svizzero sulla vigilanza sui servizi d’intelligence si sposterà quindi dalla domanda se vi sia stata una cancellazione generalizzata di dati a quella, più circoscritta e potenzialmente più rilevante, di come siano state gestite informazioni sensibili nei rapporti con fornitori tecnologici esteri. L’inchiesta dei procuratori stabilirà se questa preoccupazione resterà una carenza istituzionale o sfocerà in un procedimento penale.