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Swiss Observer

Il Governo svizzero intende responsabilizzare i dirigenti bancari con nuove regole

Il Consiglio federale ha sottoposto a consultazione pubblica nuove norme volte a rendere i dirigenti bancari maggiormente responsabili e a prevenire incentivi a bonus rischiosi. Si tratta di una risposta diretta alle carenze emerse nel caso Credit Suisse.

Il Governo svizzero intende responsabilizzare i dirigenti bancari con nuove regole
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La Svizzera traccia una linea netta. Il Consiglio federale ha ufficialmente avviato un’ampia offensiva normativa per smantellare la cultura «sconsiderata» che ha portato al tracollo catastrofico di Credit Suisse. Non si tratta di una semplice proposta, ma di una riforma fondamentale della legge sulle banche. Il Governo interviene con precisione chirurgica per colmare le gravi lacune nella regolamentazione «too big to fail», che hanno lasciato ai contribuenti un conto di miliardi di franchi. Avviando una consultazione pubblica che durerà fino al 19 novembre, le autorità segnalano che l’era dell’impunità degli istituti è finita. La misura tocca il cuore stesso della piazza finanziaria svizzera: le banche con oltre 250 dipendenti dovranno adottare un sistema di responsabilità rigoroso e trasparente. I dirigenti non potranno più nascondersi dietro strutture di comitati opache quando le cose vanno male. Il messaggio è chiaro: lo Stato svizzero non sarà mai più il principale assicuratore in caso di fallimento del settore privato.

Recuperare i bonus e cambiare la cultura dell’avidità

La cultura dei bonus è chiamata a rendere conto. Il Consiglio federale prende di mira i comportamenti «eccessivamente rischiosi», alimentati da incentivi a breve termine che da tempo caratterizzano i vertici bancari di Zurigo e Ginevra. In base alla nuova proposta, una parte considerevole della remunerazione variabile dei dirigenti di alto livello dovrà essere soggetta a un periodo di maturazione pluriennale. In questo modo, se un’operazione «brillante» di un dirigente si trasforma in un disastro a lungo termine, il relativo bonus svanisce. Ancora più innovativa è l’introduzione di disposizioni di «clawback», che consentiranno alle banche di recuperare legalmente bonus già versati qualora venga scoperta in seguito una condotta scorretta. Così, i bonus passeranno dall’essere un guadagno garantito a una remunerazione legata ai risultati. La lobby bancaria potrebbe protestare, ma il Governo dà la priorità alla stabilità dell’economia nazionale rispetto alla ricchezza personale di poche centinaia di persone con redditi elevati. Allineando la retribuzione dei dirigenti alla solidità a lungo termine degli istituti, la Svizzera intende promuovere un nuovo standard globale per un’attività bancaria responsabile.

La FINMA si dota di nuovi poteri di vigilanza

Per anni, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) è stata criticata come una «tigre senza denti», capace di ruggire ma non di mordere. Ora le cose cambiano. Il Consiglio federale propone di conferire alla FINMA il potere senza precedenti di infliggere multe direttamente alle banche, uno strumento di cui non ha mai disposto dalla sua istituzione. Non si tratterà di sanzioni simboliche: potranno raggiungere il 10% dell’utile d’esercizio annuo di una banca. Per un colosso globale come UBS, una simile multa potrebbe ammontare a miliardi, costituendo un vero deterrente contro le violazioni delle norme. L’estensione dei poteri è pensata per favorire interventi tempestivi e proteggere la clientela prima che una crisi diventi irreversibile. Inoltre, il Governo rafforza il ruolo della Banca nazionale svizzera, introducendo requisiti quantitativi minimi per le linee di liquidità garantite. In questo modo, anche in caso di panico, le banche di rilevanza sistemica disporranno di un percorso chiaro e concordato in anticipo per superare la crisi, senza dipendere da decreti d’emergenza emanati nel cuore della notte.

Garantire il futuro della finanza svizzera

La strada verso la riforma è lunga, ma la meta non è negoziabile. I nuovi requisiti non dovrebbero entrare in vigore prima dell’inizio del 2029, ma l’iter legislativo è già in pieno svolgimento. Il Consiglio federale prevede di sottoporre il messaggio formale al Parlamento nel 2027, dopo un’analisi approfondita dei risultati della consultazione in corso. Questa tempistica riflette l’impegno della Svizzera per un lavoro accurato e mira a garantire che le nuove leggi siano abbastanza solide da resistere al prossimo shock finanziario globale. I critici sostengono che il ritmo sia troppo lento, ma il Governo afferma che la precisione è fondamentale per non compromettere la competitività della Svizzera. A differenza del salvataggio affrettato di Credit Suisse, queste misure rappresentano un rafforzamento deliberato e strategico della sovranità finanziaria del Paese. L’obiettivo è un settore bancario non solo grande, ma anche resiliente, trasparente e, in ultima analisi, responsabile nei confronti della popolazione svizzera. Il messaggio al mondo è chiaro: la banca svizzera si sta evolvendo e le regole del gioco sono cambiate per sempre.