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Lindt sospende il progetto di un negozio di cioccolato a Dubai per i timori legati alla guerra nella regione
Lindt & Sprüngli ha sospeso i piani per un museo e negozio di punta a Dubai, citando le ripercussioni regionali della guerra in Iran e i timori di un indebolimento del turismo e delle condizioni d’investimento in Medio Oriente.

Lindt ha sospeso un progetto di punta a Dubai che avrebbe dovuto aprire nella seconda metà del 2028, collegando la decisione alla guerra in Iran e alle sue ripercussioni in Medio Oriente. Il produttore di cioccolato con sede a Kilchberg progettava un museo abbinato a un negozio, pensato per portare il suo concetto House of Chocolate in uno dei principali poli turistici e aeroportuali del mondo.
L’azienda ha dichiarato di aver sospeso il progetto «alla luce dell’attuale situazione geopolitica in Medio Oriente». Lindt ha inoltre indicato il calo del turismo e condizioni d’investimento più difficili nella regione. La decisione arriva mentre il conflitto comincia a incidere sul traffico commerciale da cui dipende il settore del commercio al dettaglio di lusso a Dubai.
A luglio Lindt aveva dichiarato che le tensioni in Medio Oriente stavano riducendo i volumi della sua attività di vendita al dettaglio per viaggiatori, con meno passeggeri in transito negli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi. Questi aeroporti sono importanti punti di transito per i visitatori internazionali e gli acquirenti, perciò il numero di passeggeri è una questione diretta per i marchi premium.
La sospensione non significa che Lindt si ritiri dalla regione. L’azienda ha affermato che il Medio Oriente rimane un mercato importante e che rivaluterà il progetto di Dubai se le condizioni sul posto miglioreranno.
Due anni di preparativi si fermano prima dell’inizio dei lavori
La preparazione della struttura di Dubai era durata due anni prima che Lindt mettesse il progetto in pausa. A febbraio il presidente del consiglio d’amministrazione Ernst Tanner aveva dichiarato al quotidiano svizzero Blick che l’azienda aveva impiegato due anni per raggiungere un accordo con il governo di Dubai. Ad aprile aveva detto che l’apertura era prevista per la seconda metà del 2028, anche se i lavori di costruzione non erano ancora iniziati.
Il progetto avrebbe unito spazi commerciali e un museo, ampliando un formato sviluppato da Lindt presso la propria sede di Kilchberg. La House of Chocolate del sito svizzero ospita una fontana di cioccolato alta nove metri, un’attrazione per i visitatori concepita per collegare il patrimonio industriale dell’azienda al suo marchio premium.
Lindt ha portato il concetto anche all’estero. Secondo la fonte della notizia, nel 2026 l’azienda ha aperto boutique simili a Londra e Vienna. Dubai offriva un’opportunità di tutt’altra portata, grazie al suo bacino di visitatori internazionali, al commercio al dettaglio di lusso e al ruolo di polo globale del trasporto aereo.
Sospendendo il progetto prima dell’inizio dei lavori, Lindt ha evitato di impegnare ulteriori risorse per la costruzione e il lancio mentre le condizioni regionali restano incerte. L’azienda non ha annunciato una nuova data di apertura né fornito una stima finanziaria del progetto.
Le tensioni regionali frenano il motore della vendita al dettaglio per viaggiatori
Il calo dei viaggiatori in transito a Dubai e Abu Dhabi sta già incidendo sui volumi di Lindt nella vendita al dettaglio per viaggiatori. Gli aeroporti e i negozi duty-free sono un importante canale di vendita per il cioccolato premium, in particolare in una regione in cui il turismo internazionale e il traffico di transito alimentano i consumi di fascia alta.
A luglio Lindt aveva reso noto l’impatto delle tensioni in Medio Oriente su questa attività. La decisione dell’azienda sul museo e negozio di Dubai riflette la stessa pressione da una prospettiva d’investimento a più lungo termine. Una struttura di punta ha bisogno di un numero adeguato di visitatori, di una fiducia stabile dei consumatori e di un accesso prevedibile ai viaggiatori internazionali. Il conflitto ha reso più difficile fare affidamento su queste premesse.
La pausa si inserisce inoltre in un contesto difficile per la strategia di espansione più ampia di Lindt. Nel 2024 l’azienda aveva avvertito che i prezzi elevati del cacao avrebbero potuto lasciare sottoutilizzate importanti espansioni della capacità produttiva. Il progetto di Dubai riguarda un’altra parte dell’attività, ma entrambi gli sviluppi mostrano come fattori esterni possano influenzare le decisioni delle aziende svizzere di beni di consumo, dalle materie prime al turismo all’estero.
Lindt non ha detto che il progetto sia definitivamente annullato. Le sue dichiarazioni lasciano aperta la possibilità di riprenderlo in futuro, a condizione che il contesto di sicurezza e commerciale cambi abbastanza da sostenere una grande attrazione per i visitatori.
Lindt lascia aperta la porta, ma senza una nuova data
Lindt mantiene viva la propria strategia regionale, ma mette in stand-by il suo investimento più ambizioso a Dubai. L’azienda ha dichiarato che il Medio Oriente resta un mercato importante e che continuerà a monitorare gli sviluppi. Questa posizione permette a Lindt di preservare i rapporti commerciali e i canali di vendita senza procedere con una grande struttura aperta al pubblico in un periodo di riduzione dei viaggi.
Per la Svizzera, la decisione mostra come il rischio geopolitico vada oltre la difesa, l’energia e i mercati finanziari. Un progetto di punta di uno dei marchi di consumo più noti del Paese può dipendere dai flussi di passeggeri aerei, dalla fiducia nel turismo e da partenariati governativi lontani dai siti di produzione svizzeri. La sede dell’azienda a Kilchberg rimane il centro del concetto House of Chocolate, mentre Londra e Vienna sono esempi internazionali del formato già attivi.
La prossima tappa sarà una nuova valutazione, non un progetto sostitutivo. Lindt non ha fornito un calendario aggiornato né dichiarato se il negozio di Dubai manterrebbe il formato previsto, con museo e spazio commerciale, qualora i lavori riprendessero. Un’eventuale ripresa dipenderà dalle prospettive di sicurezza nella regione, dal traffico passeggeri a Dubai e Abu Dhabi e dalla valutazione della domanda di visitatori da parte dell’azienda.
Per ora il progetto resta sospeso prima dell’inizio dei lavori e i piani di espansione di Lindt attendono condizioni più chiare in Medio Oriente.