Politica
Votazioni cantonali: Zurigo respinge il limite di 30 km/h, Friburgo dice no al salario minimo, il Vaud amplia il diritto di voto degli svizzeri all’estero
Una panoramica delle principali votazioni cantonali del 30 novembre 2025. Nel Canton Zurigo, gli elettori hanno impedito alla città di introdurre un limite di velocità di 30 km/h sulle strade principali. Il Canton Friburgo ha respinto una proposta di salario minimo. Il Canton Vaud ha invece concesso ai cittadini svizzeri residenti all’estero il diritto di voto alle elezioni del Consiglio degli Stati.

In una vivida dimostrazione della democrazia diretta svizzera, il 30 novembre 2025 gli elettori di tre cantoni importanti si sono recati alle urne e hanno espresso verdetti decisivi su temi che spaziavano dalla gestione del traffico urbano alla protezione sociale e ai diritti democratici. A Zurigo, una mobilitazione di destra è riuscita a bloccare l’introduzione del limite di velocità di 30 km/h sulle principali strade cittadine. Il Canton Friburgo ha invece respinto una proposta per introdurre un salario minimo cantonale, dando ragione agli ambienti economici. In controtendenza, il Canton Vaud ha ampliato in modo significativo i diritti democratici dei cittadini residenti all’estero, concedendo loro la possibilità di votare alle elezioni del Consiglio degli Stati.
Zurigo frena i limiti di velocità a 30 km/h
Gli elettori del Canton Zurigo hanno limitato la facoltà delle sue principali città, Zurigo e Winterthur, di ridurre i limiti di velocità sulle strade principali. Con una maggioranza del 56,77%, i cittadini hanno approvato una modifica della legge cantonale che vieta di abbassare il limite di velocità a 30 km/h sulle strade principali, cantonali e intercomunali, salvo eccezioni temporanee su tratti brevi. La votazione è stata il culmine di un referendum lanciato dal Partito liberale radicale e dall’Unione democratica di centro dopo che le città avevano annunciato l’intenzione di introdurre ampie zone a 30 km/h. Il governo cantonale ha sostenuto la modifica, argomentando che velocità più basse renderebbero meno attrattivo il trasporto pubblico, sposterebbero il traffico nei quartieri residenziali e ostacolerebbero i servizi di soccorso. Gli oppositori, tra cui una coalizione di partiti di sinistra, hanno replicato che la riduzione della velocità aumenta la sicurezza e limita l’inquinamento fonico. In una votazione separata, gli zurighesi hanno approvato di stretta misura il raddoppio di un fondo per la costruzione di alloggi, portandolo a 360 milioni di CHF.
Friburgo dice «no» a un salario minimo cantonale
Un’iniziativa per istituire un salario minimo cantonale a Friburgo è stata respinta dal 53,54% degli elettori. La proposta, presentata dai partiti di sinistra e dai sindacati, mirava a fissare un salario minimo orario di 23 CHF per «consentire a tutti i dipendenti di guadagnarsi da vivere con il proprio salario». Il governo cantonale e gli ambienti economici hanno però condotto con successo la campagna contro l’iniziativa, definendola «estrema» e sostenendo che avrebbe minacciato l’economia friburghese perturbando il mercato del lavoro. Se fosse stata approvata, Friburgo sarebbe diventato il sesto cantone svizzero a introdurre un salario minimo, dopo Neuchâtel, Giura, Ginevra, Ticino e Basilea Città. La votazione, con una partecipazione del 40,6%, mantiene l’attuale sistema cantonale, che si affida ai contratti collettivi di lavoro per fissare salari minimi nei diversi settori.
Il Vaud estende i diritti democratici agli svizzeri all’estero
Con un significativo ampliamento della partecipazione democratica, il Canton Vaud ha votato a larga maggioranza a favore della partecipazione dei cittadini residenti all’estero alle elezioni del Consiglio degli Stati. La misura è stata approvata con il 63,9% dei voti. La decisione riguarda circa 25’000 vodesi espatriati, che ora potranno non solo votare per i propri rappresentanti nella camera alta del Parlamento svizzero, ma anche candidarsi, a condizione di rientrare nel cantone in caso di elezione. Il Vaud diventa così il 14º cantone a concedere questi diritti. In una votazione separata ma correlata, tenutasi lo stesso giorno, una proposta per concedere il diritto di voto cantonale ai residenti stranieri è stata chiaramente respinta dal 63,6% degli elettori. I partiti di destra avevano fatto campagna contro l’iniziativa, sostenendo che il «diritto di voto alle elezioni cantonali deve restare inscindibile dalla cittadinanza svizzera», una posizione che ha trovato riscontro tra gli elettori.