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Swiss Observer

L’Università di Berna riceve una grande collezione di diamanti per la ricerca

L’Università di Berna ospiterà una delle più grandi collezioni di diamanti da ricerca al mondo, dopo aver ricevuto in dono oltre 29’000 diamanti grezzi destinati alla ricerca scientifica e all’insegnamento. I ricercatori useranno i diamanti come archivi naturali per studiare i minerali e l’interno della Terra.

AI22 settembre 2026Il nostro processo editoriale
L’Università di Berna riceve una grande collezione di diamanti per la ricerca
AISWI swissinfo.ch

Oltre 29’000 diamanti grezzi entrano nell’orbita scientifica dell’Università di Berna, offrendo alla Svizzera una delle risorse più vaste al mondo per la ricerca e l’insegnamento sui diamanti. La Harris Diamond Collection è stata donata da Jeffrey W. Harris e dalla moglie Francesca Harris e sarà custodita fuori dal campus.

La collezione ha un valore commerciale limitato. Ogni pietra vale in media circa 10 dollari, ovvero 8.20 franchi. La sua importanza risiede in ciò che i diamanti conservano: testimonianze delle condizioni di pressione, temperatura e composizione chimica presenti nelle profondità della Terra al momento della loro formazione.

L’Università di Berna ha annunciato la donazione il 22 settembre 2026. I ricercatori useranno il materiale per studiare i minerali e la formazione e l’evoluzione dell’interno del pianeta. Anche gli studenti potranno accedere a un’ampia collezione didattica, senza dover fare affidamento su pochi esemplari insolitamente grandi o preziosi.

In origine, i diamanti erano stati donati dalla Diamond Trading Company di Londra a Harris per la ricerca scientifica. Ogni donazione è documentata da un atto di donazione originale, che permette di ricostruire la provenienza della collezione.

Leggere la storia profonda della Terra

Diamanti vecchi fino a 3,5 miliardi di anni possono conservare informazioni di epoche molto anteriori alla formazione dei continenti moderni. La loro struttura cristallina è eccezionalmente resistente e stabile dal punto di vista chimico, e consente alle tracce dell’ambiente in cui si sono formati di conservarsi nel corso del tempo geologico.

Alcune pietre contengono minuscole inclusioni di liquidi ad alta densità, materiale fuso o minerali. Queste inclusioni fungono da campioni sigillati provenienti da profondità che gli scienziati non possono raggiungere direttamente. Esaminandole, i ricercatori possono ricostruire le pressioni e le temperature che hanno modellato il mantello terrestre e studiare l’evoluzione del pianeta.

La collezione comprende diamanti formatisi in momenti molto diversi della storia geologica. I più antichi risalgono a circa 3,5 miliardi di anni fa, mentre i più giovani hanno all’incirca 55 milioni di anni. Questa varietà permette agli scienziati di confrontare le condizioni geologiche in periodi di tempo immensi.

I ricercatori possono tagliare, frantumare e analizzare alcune pietre, preservandone altre per studi futuri. L’Università di Berna definisce i diamanti archivi naturali perché ogni esemplare può custodire una distinta impronta chimica. L’ampiezza della collezione aumenta le probabilità di trovare inclusioni rare e associazioni minerali insolite.

La provenienza delle pietre: cinque regioni

La collezione rappresenta cinque continenti e regioni: Africa, America del Sud, America del Nord, Asia e Oceania. Questa distribuzione geografica offre ai ricercatori esemplari formatisi in contesti geologici diversi e materiale didattico per confrontare le origini dei diamanti nel mondo.

I diamanti sono giunti a Harris grazie alle donazioni della Diamond Trading Company di Londra, che li aveva forniti per la ricerca scientifica. Gli atti di donazione originali documentano ogni contributo. Questa documentazione è importante per una collezione di ricerca, poiché l’interpretazione geologica di un esemplare dipende in parte dal sapere da dove proviene e come è entrato nell’archivio.

L’Università di Berna custodirà la collezione fuori dal campus. Qui i ricercatori potranno selezionare campioni da sottoporre a studi mineralogici e gli studenti potranno esaminare diamanti grezzi in un ambiente accademico controllato. Il materiale sosterrà gli studi sulla formazione dei diamanti, sulle inclusioni minerali e sui processi che avvengono all’interno della Terra.

La donazione rafforza inoltre la posizione della Svizzera in un settore altamente specializzato delle scienze della Terra. I ricercatori di Berna avranno accesso a un’ampia raccolta comparativa, anziché a pochi esemplari isolati, e potranno così individuare schemi ricorrenti tra regioni ed epoche diverse.

Sfruttare le attrezzature specializzate di Berna

Le attrezzature specializzate dell’Università di Berna consentiranno agli scienziati di lavorare e analizzare i diamanti nel dettaglio. L’università è uno dei pochi istituti al mondo dotati di una propria mola diamantata e di un impianto per frantumare i diamanti. Dispone inoltre di uno spettrometro di massa ad alta precisione per l’analisi isotopica e di metodi per visualizzare la composizione chimica dei materiali nello spazio.

Questi strumenti permettono ai ricercatori di passare dalla scala di un cristallo visibile alla chimica delle inclusioni microscopiche. La molatura e la frantumazione rendono accessibile il materiale per le analisi di laboratorio. Le misurazioni isotopiche possono aiutare a ricostruire la storia geologica, mentre le immagini chimiche mostrano come gli elementi si distribuiscono all’interno di un esemplare.

La Harris Diamond Collection fungerà quindi sia da archivio sia da risorsa per la ricerca attiva. Alcune pietre potrebbero fornire materiale per nuovi studi sui minerali che si formano sotto pressioni estreme. Altre saranno utilizzate nell’insegnamento della mineralogia, della geochimica e delle scienze della Terra.

Per la Svizzera, la donazione collega un gesto privato di mecenatismo alle capacità di ricerca pubblica già esistenti. Il valore commerciale delle pietre è modesto, ma il loro impiego scientifico dipende da attrezzature, documentazione e competenze già concentrate a Berna. È questa combinazione a conferire alla collezione il suo valore a lungo termine.