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Swiss Observer

L’Università di Berna riceve una vasta collezione di diamanti per la ricerca

L’Università di Berna ha ricevuto oltre 29’000 diamanti grezzi per la ricerca e l’insegnamento. La collezione aiuterà gli scienziati a studiare la formazione dei minerali e la storia geologica dell’interno della Terra.

AI23 settembre 2026Il nostro processo editoriale
L’Università di Berna riceve una vasta collezione di diamanti per la ricerca
AISWI swissinfo.ch

Oltre 29’000 diamanti grezzi entrano a far parte della vita scientifica dell’Università di Berna, dando ai ricercatori svizzeri accesso a una delle più grandi collezioni al mondo assemblate per la ricerca e l’insegnamento. Jeffrey W. Harris e sua moglie, Francesca Harris, hanno donato le pietre all’ateneo. La collezione è conservata fuori dal campus e sosterrà gli studi sulla formazione dei minerali e sulla storia geologica dell’interno della Terra.

La donazione è arrivata con una netta distinzione tra valore commerciale e valore scientifico. Il valore medio dichiarato di ogni diamante è di 10 dollari, ovvero 8.20 franchi, il che limita il valore materiale della collezione. Il suo valore per la ricerca risiede nelle informazioni conservate all’interno dei cristalli. Le pietre provengono da Africa, America del Sud, America del Nord, Asia e Oceania, offrendo a studenti e scienziati accesso a materiale formatosi in contesti geologici diversi.

L’Università di Berna ha dichiarato che la collezione aiuterà i ricercatori a identificare i minerali e a ricostruire le condizioni nelle profondità sotto la superficie terrestre. La donazione rafforza inoltre il ruolo di Berna nelle scienze della Terra, un campo in cui gli strumenti di laboratorio e l’accesso a campioni rappresentativi possono determinare quali domande i ricercatori sono in grado di approfondire.

I diamanti conservano la storia profonda della Terra

I diamanti possono conservare testimonianze di miliardi di anni di storia della Terra. La loro durevolezza e la quasi totale stabilità chimica permettono loro di trattenere materiale legato alle condizioni in cui si sono formati. I diamanti più antichi della collezione risalgono a circa 3.5 miliardi di anni fa, mentre i più giovani hanno all’incirca 55 milioni di anni.

Alcune pietre contengono inclusioni, minuscole sacche di liquido ad alta densità, materiale fuso o minerali intrappolati durante la cristallizzazione. I ricercatori possono analizzare queste inclusioni per studiare la pressione, la temperatura e le condizioni chimiche in profondità sotto la superficie. Tali indizi aiutano gli scienziati a ricostruire l’evoluzione della Terra e i cambiamenti avvenuti al suo interno nel corso del tempo geologico.

L’Università di Berna definisce i diamanti archivi naturali perché i cristalli possono proteggere queste inclusioni da alterazioni successive. Una pietra grezza contiene quindi informazioni che potrebbero non essere visibili dall’esterno. I ricercatori possono tagliare, frantumare o analizzare campioni selezionati, conservando al contempo il resto della collezione per studi e attività didattiche future.

La varietà di età offre inoltre agli studenti un modo concreto per avvicinarsi ai tempi profondi della storia terrestre. Nei laboratori di Berna, una piccola inclusione minerale può collegare le misurazioni odierne a eventi avvenuti prima della comparsa dei continenti e degli ecosistemi moderni.

Cinque continenti alimentano la ricerca sui diamanti a Berna

Il materiale donato rappresenta cinque continenti. Prima di arrivare alla Diamond Trading Company di Londra, i diamanti grezzi provenivano da Africa, America del Sud, America del Nord, Asia e Oceania. La società li ha donati a Harris per la ricerca scientifica e ogni donazione è documentata da un atto originale di donazione.

Questa documentazione conferisce alla collezione una storia tracciabile e permette ai ricercatori di registrare la provenienza dei singoli campioni. L’origine geografica è importante perché i diamanti si formano in condizioni geologiche diverse. Confrontare pietre provenienti da regioni differenti può aiutare gli scienziati a esaminare le variazioni nella composizione minerale e i processi che hanno trasportato materiale dalle profondità della Terra verso la superficie.

La finalità della collezione determina anche il modo in cui l’università la utilizzerà. Si tratta di campioni destinati all’insegnamento e alla ricerca, non di una riserva per il mercato dei gioielli. Il loro valore medio contenuto, 10 dollari per diamante, rende l’archivio scientifico accessibile a studi di laboratorio controllati, preservando al contempo un’ampia quantità di materiale per progetti futuri.

Il deposito fuori dal campus offre alla collezione una sede dedicata. Da lì, ricercatori e studenti possono selezionare campioni per le analisi, conservare la documentazione che li accompagna e sviluppare nuovi studi su questioni ancora da esplorare.

Berna sviluppa un laboratorio per le scienze della Terra profonda

Berna dispone già degli strumenti per trasformare le pietre grezze in prove geologiche. L’Università di Berna è uno dei pochi atenei al mondo a disporre di una propria mola diamantata e di un impianto per la frantumazione dei diamanti. Gestisce inoltre uno spettrometro di massa ad alta precisione per le analisi isotopiche, oltre a metodi specializzati per visualizzare la composizione chimica dei materiali nello spazio.

Queste strutture consentono ai ricercatori di preparare i campioni e misurarne le proprietà nello stesso ambiente accademico. La molatura e la frantumazione possono mettere allo scoperto materiale interno da studiare. La spettrometria di massa può poi aiutare a determinare le firme isotopiche, mentre le immagini chimiche rivelano come gli elementi sono distribuiti in una pietra o in un’inclusione.

L’arrivo della Harris Diamond Collection amplia la gamma di campioni disponibili per queste tecniche. La collezione può sostenere corsi di laboratorio, ricerche di dottorato e progetti incentrati su minerali identificati di recente. L’università non ha fornito un calendario per studi specifici né annunciato risultati di singole ricerche condotte sulla collezione.

Per gli scienziati svizzeri che studiano la Terra, il valore risiede nell’accesso continuativo. Un’ampia base di campioni documentati permette ai ricercatori di confrontare i risultati tra regioni ed epoche diverse, mentre i laboratori didattici possono introdurre gli studenti agli stessi metodi analitici utilizzati nella ricerca geologica attiva.

La Svizzera amplia gli strumenti per le scienze della Terra

La collezione offre alla Svizzera una risorsa di ricerca a lungo termine, non un’esposizione di breve durata. I diamanti Harris saranno a disposizione per l’insegnamento e la ricerca scientifica all’Università di Berna, dove attrezzature specializzate permettono di sottoporre i campioni ad analisi ad alta precisione. L’istituto non ha pubblicato un calendario dettagliato per l’accesso, gli esperimenti o i risultati.

Il suo impatto si svilupperà probabilmente attraverso confronti ripetuti. I ricercatori potranno esaminare diamanti di diverse regioni, studiare inclusioni formatesi in epoche differenti e sperimentare nuovi metodi con il progresso delle tecnologie analitiche. Gli studenti potranno inoltre lavorare con campioni naturali la cui storia spazia da 55 milioni di anni a circa 3.5 miliardi di anni, inserendo la formazione nei laboratori svizzeri in un contesto geologico globale.

La collezione rafforza la posizione di Berna nelle scienze della Terra e offre ai ricercatori internazionali un’importante base di riferimento in Svizzera. Gli atti originali di donazione conservano la tracciabilità del materiale, mentre il deposito fuori dal campus mette a disposizione lo spazio necessario per un ampio archivio, il cui valore potrà crescere man mano che emergeranno nuove domande.

Per il pubblico, la storia scientifica parte da una gemma familiare e conduce fino alle profondità del pianeta. A Berna, i diamanti grezzi saranno utilizzati come campioni per comprendere i minerali, i cambiamenti geologici e le condizioni che hanno plasmato l’interno della Terra.