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Swiss Observer

Il governo svizzero aumenterà i fondi per le misure d’integrazione

Il governo svizzero intende aumentare di CHF 5,4 milioni dal 2028 la spesa federale annuale per le misure d’integrazione, portando la spesa complessiva a CHF 66,9 milioni all’anno. I fondi aggiuntivi sosterranno i programmi cantonali di lingua e l’integrazione nel mercato del lavoro.

AI25 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il governo svizzero aumenterà i fondi per le misure d’integrazione
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CHF 66,9 milioni all’anno dal 2028 finanzieranno le misure federali d’integrazione della Svizzera nell’ambito di un piano approvato venerdì dal Consiglio federale. L’aumento di CHF 5,4 milioni all’anno incrementa le risorse disponibili per i programmi realizzati con i cantoni nel prossimo periodo di finanziamento.

Il governo ha approvato un credito d’impegno di CHF 334,5 milioni per il periodo dal 2028 al 2032. Il consigliere federale Beat Jans ha presentato la decisione in una conferenza stampa a Berna il 25 settembre, mentre il governo ha motivato l’aumento dei fondi con il numero crescente di persone che ricorrono al sostegno all’integrazione.

La politica punta su un sostegno concreto, in particolare sull’apprendimento delle lingue e sull’accesso al mercato del lavoro. Sono ambiti strettamente legati alle sfide quotidiane di chi si stabilisce in Svizzera, dove conoscere una lingua nazionale può influire sull’accesso al lavoro, alla formazione e ai servizi pubblici.

La decisione definisce ora il quadro finanziario federale per il prossimo periodo quinquennale. L’attuazione dipenderà dalla collaborazione tra Berna e i cantoni, che elaborano e gestiscono i propri programmi d’integrazione nell’ambito del sistema nazionale di finanziamento.

I cantoni gestiscono i programmi di lingua e lavoro

CHF 37,3 milioni all’anno sono destinati ai programmi cantonali d’integrazione nell’ambito del piano del governo. I fondi sosterranno misure che aiutano le persone a sviluppare le competenze linguistiche e ad avvicinarsi al mondo del lavoro.

I cantoni svolgono un ruolo centrale nell’attuazione. I loro programmi traducono la politica federale in servizi locali, tra cui il sostegno linguistico e le misure per il mercato del lavoro. Il federalismo svizzero attribuisce alle autorità cantonali un ruolo significativo nel decidere come il sostegno all’integrazione raggiunga la popolazione e quali esigenze locali ricevano attenzione.

Il sistema prevede anche un obbligo finanziario diretto per i cantoni. Questi devono contribuire ai programmi con fondi almeno pari a quelli della Confederazione. Il contributo federale è quindi concepito per mobilitare ulteriori risorse cantonali, anziché coprire da solo l’intero costo.

La documentazione di partenza non indica come i CHF 37,3 milioni saranno ripartiti tra i singoli cantoni, né specifica assegnazioni regionali. Questi dettagli determineranno come l’aumento sarà distribuito in Svizzera e quali programmi saranno ampliati per primi.

I fondi puntano su lingue e occupazione

Sono sempre più numerose le persone che ricorrono al sostegno all’integrazione, secondo la motivazione del Consiglio federale. Per questo il governo ha fissato un livello di spesa annuale più elevato per il prossimo periodo, con i fondi aggiuntivi disponibili dal 2028.

La decisione pone l’apprendimento delle lingue e l’occupazione al centro del quadro di finanziamento. I programmi linguistici possono aiutare i partecipanti a orientarsi sul posto di lavoro, a scuola e nelle istituzioni pubbliche. Le misure per il mercato del lavoro possono favorire il passaggio dall’arrivo in Svizzera o dalla disoccupazione a un’attività retribuita. La documentazione del governo non fornisce dati sulla partecipazione, sui risultati occupazionali o una ripartizione per nazionalità, età o cantone. La decisione non quantifica quindi ancora l’entità della domanda alla base dell’aumento.

Il finanziamento prevede inoltre una chiara ripartizione delle responsabilità. La Confederazione definisce l’impegno finanziario complessivo, mentre i cantoni gestiscono i programmi e contribuiscono almeno in misura pari ai fondi federali. In questo modello, l’attuazione locale è determinante per i risultati della politica.

Le valutazioni future dovranno mostrare in che misura gli ulteriori CHF 5,4 milioni all’anno migliorano l’accesso ai corsi e al sostegno per l’inserimento professionale, e se la capacità dei cantoni riesce a tenere il passo con la domanda.

La Svizzera definisce un quadro quinquennale per l’integrazione

Il quadro per il periodo dal 2028 al 2032 ammonta complessivamente a CHF 334,5 milioni, offrendo alla Confederazione e ai cantoni un orizzonte finanziario definito per le attività d’integrazione. La dotazione federale annuale salirà a CHF 66,9 milioni, mentre i programmi cantonali riceveranno dalla Confederazione CHF 37,3 milioni all’anno.

Il credito d’impegno offre alle autorità cantonali una base per pianificare corsi di lingua e servizi per il mercato del lavoro oltre il singolo anno di bilancio. Definisce inoltre le condizioni per proseguire la ripartizione dei costi, poiché i cantoni devono fornire ai programmi almeno un contributo equivalente.

L’annuncio del governo non include un calendario per i singoli progetti, modifiche ai criteri di ammissibilità o obiettivi relativi ai risultati occupazionali e linguistici. Non indica nemmeno quali cantoni riceveranno gli aumenti maggiori. Queste decisioni determineranno l’effetto concreto del piano federale dopo il 2028.

Per ora, la Svizzera ha approvato un quadro finanziario nazionale più ampio e ha attribuito ai cantoni un ruolo centrale nell’attuazione. La prossima fase consisterà nel tradurre questi fondi in corsi, consulenza e sostegno all’inserimento professionale nelle comunità di tutto il Paese.