diritto svizzero
Che cosa cambia da settembre nelle norme cantonali svizzere
Le nuove norme che entreranno in vigore a settembre comprendono modifiche alla vigilanza sulla protezione dei dati a Berna e misure salariali nel settore pubblico a Basilea Città. Una guida pratica dovrebbe indicare a chi si applicano, che cosa cambia subito e come si inseriscono le riforme nel sistema giuridico cantonale svizzero.

Il 1° settembre 2026 entrano subito in vigore cambiamenti alla vigilanza locale, alle retribuzioni nel settore pubblico e all’accusa federale. La mappa giuridica svizzera è strutturata su più livelli. La Confederazione stabilisce le norme federali, mentre i Cantoni disciplinano ambiti quali l’amministrazione comunale, l’impiego pubblico e le autorità cantonali. Per questo i cambiamenti di settembre avranno effetti diretti soprattutto a livello locale, anche se alcune misure riguardano imprese che operano oltre frontiera.
A Berna, una revisione della legge cantonale sulla protezione dei dati sottopone alla vigilanza diretta dell’autorità cantonale per la protezione dei dati più di 1’000 Comuni ed enti di diritto comunale. Quattro grandi Comuni, Berna, Bienne, Köniz e Thun, mantengono i propri servizi per la protezione dei dati.
Basilea Città attua nella stessa data la maggior parte di un pacchetto salariale per il settore pubblico. Il pacchetto riguarda i salari iniziali, misure salariali per la polizia cantonale e l’aumento degli assegni finanziari. Comporta 18 milioni di franchi di spese annue supplementari, oltre a 4,3 milioni di franchi di spese una tantum.
Anche il Ministero pubblico della Confederazione comincia a operare secondo nuove norme organizzative e amministrative. Un altro cambiamento è previsto l’11 settembre, quando i primi obblighi vincolanti previsti dal regolamento UE sulla resilienza informatica interesseranno i prodotti digitali contemplati venduti nell’UE da imprese svizzere.
Berna accentra la vigilanza sulla maggior parte dei Comuni
Dal 1° settembre più di 1’000 enti bernesi saranno sottoposti a un’unica autorità cantonale per la protezione dei dati. La legge bernese riveduta modifica chi vigila sul trattamento dei dati nei Comuni e negli altri enti di diritto comunale. Per la popolazione, la questione pratica è sapere chi ne risponde: i reclami e la vigilanza sugli enti interessati rientreranno nel quadro di competenza cantonale.
La riforma non elimina ogni assetto comunale. Berna, Bienne, Köniz e Thun, i quattro Comuni più grandi del Cantone, mantengono i propri servizi per la protezione dei dati. All’interno dello stesso Cantone si crea così una struttura a due livelli. I Comuni più piccoli e gli enti di diritto comunale contemplati passano sotto la vigilanza diretta del Cantone, mentre le quattro città più grandi continuano ad avvalersi dei propri servizi.
La fonte non precisa se cambieranno i diritti individuali, i moduli per i reclami, i termini o i sistemi locali di trattamento dei dati. Prima di presumere che un contatto o una procedura esistente sia cambiato, la popolazione e il personale comunale dovrebbero quindi rivolgersi all’autorità competente. Le amministrazioni comunali dovrebbero inoltre verificare le ripercussioni della nuova vigilanza sulla gestione interna degli atti, sugli acquisti e sulle risposte alle richieste di accesso ai dati.
Il cambiamento mostra come funziona nella pratica il federalismo svizzero. Le norme sulla protezione dei dati si applicano nel quadro federale e cantonale, mentre l’organizzazione della vigilanza può variare da un Cantone all’altro e persino da un Comune all’altro.
Basilea Città attua il pacchetto salariale
Il pacchetto salariale di Basilea Città comporta spese immediate, ma una modifica importante agli assegni entrerà in vigore solo nel 2027. Dal 1° settembre il Cantone attuerà in gran parte le misure approvate dal Gran Consiglio. Il pacchetto aumenta i salari iniziali, introduce misure per la polizia cantonale e aumenta gli assegni finanziari.
L’entità finanziaria è chiara. Basilea Città prevede 18 milioni di franchi di spese annue supplementari, oltre a un costo una tantum di 4,3 milioni di franchi. Queste cifre riguardano il pacchetto approvato, ma la fonte non indica il valore delle singole misure né il numero di dipendenti interessati.
Il personale dovrebbe distinguere i cambiamenti di settembre dall’adeguamento al rincaro. Quest’ultimo si applicherà a tutte le classi salariali dal 1° gennaio 2027. Settembre segna quindi l’avvio della maggior parte delle misure, non il completamento dell’intero pacchetto.
Nel maggio 2026 il Gran Consiglio ha approvato i finanziamenti e le relative modifiche legislative con una seconda votazione. Basilea Città aveva adottato in precedenza, in aprile, un pacchetto più ampio, ma il voto è stato ripetuto dopo che una scheda non era stata conteggiata. Questo passaggio procedurale è importante, poiché l’attuazione a settembre si fonda sulla procedura parlamentare corretta e sul finanziamento approvato in via definitiva.
La procura federale riorganizza la propria struttura
Il Ministero pubblico della Confederazione modifica la propria struttura operativa il 1° settembre. Nuove disposizioni sull’organizzazione e sull’amministrazione ne riorganizzeranno la struttura, il personale e le procedure. L’obiettivo dichiarato è gestire i procedimenti in modo più efficiente e sviluppare specializzazioni più mirate.
La riforma indica inoltre le forme più recenti di criminalità come motivo per specializzarsi, tra cui la criminalità informatica e i reati legati alle criptovalute. La fonte non elenca nomine, dati sul personale o la suddivisione interna precisa che ne risulterà. Nell’immediato, il cambiamento è di natura amministrativa: procedimenti, competenze e procedure saranno riorganizzati secondo il nuovo quadro.
Per il pubblico, il cambiamento potrebbe essere meno visibile della riforma della vigilanza a Berna o delle misure salariali a Basilea. Riguarda un’istituzione federale incaricata dell’accusa, non un’amministrazione cantonale. Fa comunque parte del calendario delle riforme di settembre e mostra la varietà dei cambiamenti in vigore dal 1° settembre.
Le modifiche al Ministero pubblico della Confederazione si affiancano anche a un più ampio cambiamento in materia di cibersicurezza. L’Ufficio federale della cibersicurezza sta preparando un documento di consultazione per un possibile quadro normativo svizzero sulla resilienza informatica dei prodotti digitali. Il lavoro è atteso nell’autunno 2026 e non introduce di per sé una nuova legge svizzera il 1° settembre.
Le norme UE sulla cibersicurezza fissano una scadenza per le esportazioni svizzere
Dall’11 settembre le imprese svizzere che vendono nell’UE prodotti digitali contemplati saranno soggette a nuovi obblighi. I primi requisiti vincolanti previsti dal regolamento UE sulla resilienza informatica si applicano ai prodotti con elementi digitali. Comprendono la gestione delle vulnerabilità e un obbligo di segnalazione entro 24 ore degli incidenti di sicurezza.
Le norme sono europee, ma possono riguardare i fabbricanti e i rivenditori svizzeri che offrono software pertinenti o dispositivi connessi sul mercato dell’UE. Gli obblighi di conformità dipendono dal prodotto e dal modo in cui viene immesso sul mercato. Secondo la fonte, il mancato rispetto delle norme può comportare multe salate o l’esclusione dal mercato dell’UE.
Questa riforma è distinta dai cambiamenti cantonali a Berna e a Basilea Città. Un Comune bernese deve fare i conti con la vigilanza cantonale sulla protezione dei dati. Un dipendente di Basilea Città è interessato da una misura salariale cantonale. Un’impresa tecnologica svizzera che esporta nell’UE può essere soggetta agli obblighi europei di sicurezza dei prodotti. Ogni misura ha una base giuridica diversa e riguarda persone diverse, chiamate ad agire.
L’Ufficio federale della cibersicurezza deve preparare entro l’autunno 2026 un documento di consultazione per una normativa svizzera corrispondente. La consultazione esaminerà il contesto internazionale e potrebbe contribuire a definire futuri requisiti svizzeri per lo sviluppo e la commercializzazione di prodotti connessi. Per ora, la scadenza immediata che riguarda le attività transfrontaliere è l’11 settembre 2026.