Vai al contenuto
Swiss Observer

Il caldo record di settembre riapre il dibattito svizzero sull’aria condizionata

Temperature record attorno ai 30°C a fine settembre hanno riacceso il dibattito su come la Svizzera dovrebbe proteggere la popolazione da ondate di calore sempre più frequenti.

AI28 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il caldo record di settembre riapre il dibattito svizzero sull’aria condizionata
AISWI swissinfo.ch

A Basilea-Binningen le temperature hanno raggiunto i 30.1°C durante l’ultimo fine settimana di settembre, stabilendo un record stagionale tardivo a nord delle Alpi e riportando la protezione dal caldo al centro dell’attenzione politica. Domenica a Delémont si sono toccati i 29.6°C, mentre MeteoSvizzera ha segnalato temperature fino a 30°C in altre località. Nei giorni successivi i meteorologi prevedevano un’altra fase con temperature fra 25°C e 29°C.

Meteonews ha dichiarato che non era mai stata registrata una giornata calda così tardi nell’anno sul versante nord delle Alpi. Il dato segue un’estate in cui il 30 luglio a Basilea-Binningen si sono raggiunti i 39.7°C, eguagliando il record a nord delle Alpi stabilito a Ginevra-Cointrin nel luglio 2015.

La tempistica è importante per la salute pubblica. Ospedali, case di cura e scuole sono esposti a rischi quando le temperature interne rimangono elevate, soprattutto per le persone anziane, i pazienti con patologie preesistenti e chi non riesce a regolare facilmente la temperatura corporea. Secondo un articolo correlato di Swissinfo.ch, l’estate 2026 in Svizzera è stata la più calda e secca dall’inizio delle misurazioni nazionali nel 1864. Questo andamento spinge chi pianifica gli edifici a valutare come mantenerli sicuri, mentre il caldo arriva prima, dura più a lungo e si estende sempre più verso l’autunno.

Proteggere prima ospedali e case di cura

Secondo Arno Schlüter, professore al Politecnico federale di Zurigo, il caldo causa già più vittime in Svizzera degli incidenti stradali. Il suo avvertimento conferisce al dibattito sull’aria condizionata una dimensione di salute pubblica che va oltre il comfort domestico.

Durante le ondate di calore, ospedali e case di cura devono mantenere pazienti e residenti a temperature sicure, continuando nel contempo a far funzionare le apparecchiature mediche e i servizi essenziali. Le persone anziane e quelle affette da malattie croniche sono particolarmente esposte. Anche le scuole hanno bisogno di locali in cui allievi e personale possano lavorare in sicurezza quando le notti non riescono a raffrescare gli edifici.

Schlüter prevede che l’aria condizionata diventerà più importante per i gruppi vulnerabili negli ospedali, nelle case di cura e nelle scuole. Respinge però l’idea che ogni appartamento e ufficio svizzero debba semplicemente essere dotato di un sistema di raffreddamento. Un simile approccio aumenterebbe il consumo di elettricità e potrebbe trasferire il calore all’esterno, a seconda della tecnologia e della fonte energetica utilizzata.

Per i servizi sanitari, il compito pratico va quindi oltre l’acquisto di un maggior numero di apparecchi. Chi gestisce gli edifici ha bisogno di piani per affrontare il caldo, spazi esterni ombreggiati, ventilazione efficace, accesso all’acqua potabile e procedure per individuare le persone a rischio. In alcuni reparti e locali il raffreddamento meccanico può essere indispensabile. In altri, le misure passive potrebbero ridurne la necessità. Il dibattito si sposta dal comfort stagionale alla sicurezza clinica.

Le regole all’origine del ritardo svizzero nel raffreddamento

In Svizzera l’aria condizionata è ancora poco diffusa nelle abitazioni, negli ospedali e nelle case di cura, poiché l’installazione è soggetta a una regolamentazione rigorosa. In molti Cantoni, un sistema split con unità interna ed esterna deve soddisfare requisiti energetici, ambientali e di pianificazione del territorio. Può essere necessaria un’autorizzazione e le unità esterne possono essere sottoposte a verifiche per ragioni di rumore, aspetto, consumo energetico e impatto sull’edificio o sul quartiere.

Queste norme riflettono l’approccio di lunga data della Svizzera all’efficienza energetica e la preferenza per limitare il raffreddamento non necessario. Molti edifici sono stati progettati per riscaldare durante l’inverno, non per affrontare periodi prolungati di caldo estivo. Le soluzioni tradizionali comprendono imposte, tende, ventilazione trasversale, muri spessi e raffrescamento notturno. Possono funzionare bene quando le notti diventano più fresche, ma la loro efficacia diminuisce durante le ondate di calore persistenti.

Il sistema normativo deve ora confrontarsi con una valutazione climatica più complessa. Un impianto di raffreddamento può consumare elettricità e aumentare la pressione sulla rete nei periodi in cui molti edifici ne hanno bisogno contemporaneamente. Tuttavia, non raffrescare una stanza d’ospedale o una struttura di cura può comportare conseguenze dirette per la salute.

Chi pianifica in Svizzera valuta quindi l’orientamento degli edifici, l’ombreggiamento esterno, l’isolamento, la ventilazione e il raffreddamento centralizzato, oltre all’aria condizionata. La scelta dipenderà dall’edificio, dal Cantone e dagli utenti. Una sala server, un’unità di cure intense e un appartamento familiare non hanno le stesse esigenze di raffreddamento.

Il Parlamento valuta di allentare le regole sul raffreddamento

Il 30 settembre 2026 il Parlamento discuterà la questione, dopo che il caldo ha trasformato l’aria condizionata in un tema di acceso dibattito politico. La sessione federale affronterà il caldo e la siccità, oltre alla questione di come la Svizzera regolamenta i sistemi di raffreddamento. Diverse mozioni parlamentari cantonali e nazionali chiedono già cambiamenti.

Il consigliere nazionale dell’Unione democratica di centro Thomas Burgherr ha proposto, con un’iniziativa parlamentare, di abolire l’obbligo di autorizzazione per i sistemi split di aria condizionata. I sostenitori sostengono che le norme attuali rallentano le risposte all’aumento delle temperature e comportano costi economici quando diventa difficile utilizzare i luoghi di lavoro. Secondo quanto riportato dalla fonte, sondaggi in Svizzera e in altri Paesi europei indicano che la maggioranza della popolazione è favorevole ad allentare le restrizioni.

Chi si oppone a un allentamento generalizzato richiama i consumi energetici, il rumore, i refrigeranti e il rischio che installazioni diffuse aumentino la dipendenza dal raffreddamento meccanico. La sfida politica consiste nel distinguere la protezione essenziale dal raffreddamento di semplice comodità e nel definire standard applicabili a edifici molto diversi fra loro.

I Cantoni conservano un ruolo importante, poiché le norme di pianificazione e costruzione sono attuate in gran parte a livello locale. Qualsiasi cambiamento a livello nazionale dovrebbe quindi adattarsi a un sistema federale con climi, assetti urbani e politiche energetiche regionali. Basilea, Ginevra, il Giura e le regioni alpine potrebbero non essere esposti allo stesso modo al caldo né disporre dello stesso patrimonio edilizio.

Ripensare gli edifici per una stagione calda più lunga

Gli edifici svizzeri devono ormai far fronte sia al fabbisogno di riscaldamento invernale sia allo stress estivo dovuto al caldo. L’estate 2026, calda e secca da record, ha messo in luce i limiti di una cultura edilizia modellata soprattutto sulle stagioni fredde. I record di fine settembre mostrano che la stagione del raffreddamento può protrarsi anche oltre l’estate tradizionale del calendario.

Chi progetta gli edifici sta valutando una serie di misure. Imposte esterne e tende da sole bloccano il calore solare prima che entri nei locali. Alberi e spazi verdi possono offrire ombra e ridurre la temperatura attorno agli edifici. Un migliore isolamento, finestre posizionate con cura e la ventilazione notturna possono contribuire a trattenere l’aria più fresca. Gli impianti meccanici restano importanti là dove le misure passive non riescono a proteggere pazienti, residenti, personale o apparecchiature sensibili.

La pianificazione energetica determinerà fino a che punto la Svizzera potrà ampliare il raffreddamento senza creare nuovi picchi nella domanda di elettricità. Gli ingegneri devono valutare l’efficienza degli impianti, la fonte dell’energia e la gestione del calore rilasciato all’esterno. Le soluzioni centralizzate possono essere un’opzione nelle aree urbane dense, mentre i singoli edifici potrebbero richiedere progetti su misura.

Il caldo di settembre non ha risolto la questione dell’aria condizionata. Ha però chiarito i tempi. Ospedali e case di cura hanno bisogno innanzitutto di una protezione affidabile, mentre chi pianifica e chi fa le leggi decide dove la regolamentazione debba evitare gli sprechi e dove invece debba rimuovere un ostacolo alla sicurezza.