Vai al contenuto
Swiss Observer

Come cambieranno le regole svizzere sui nuovi imballaggi di plastica

La Svizzera si prepara a inasprire le regole sullo smaltimento degli imballaggi di plastica.

Come cambieranno le regole svizzere sui nuovi imballaggi di plastica
AIThe Local Switzerland

Ogni anno la Svizzera produce 780'000 tonnellate di rifiuti di plastica, ma ne ricicla soltanto circa 80'000. Questo divario sta spingendo il Paese a cambiare il modo in cui le economie domestiche smaltiscono gli imballaggi.

Dal 2031, gli imballaggi di plastica, compresi i vasetti di yogurt e i cartoni del latte, dovranno essere separati e riciclati correttamente, invece di finire nei rifiuti domestici ordinari. L’obbligo si applicherà in tutta la Svizzera e sostituirà una situazione frammentata, in cui alcuni Cantoni e Comuni raccolgono già separatamente la plastica e altri no.

Per la popolazione, il cambiamento più visibile avverrà al momento dell’acquisto e dello smaltimento. I commercianti dovranno riprendere gli imballaggi oppure organizzare la raccolta tramite fornitori esterni. Coop, Migros e altri grandi dettaglianti entreranno così a far parte dell’infrastruttura di riciclaggio del Paese, accanto ai sistemi di restituzione già esistenti per il vetro e le bottiglie in PET.

La riforma risponde a una debolezza concreta del sistema attuale. Le economie domestiche svizzere dispongono di canali di raccolta dedicati per materiali come PET, vetro, lattine, carta, cartone, batterie e capsule di caffè. Per gli imballaggi di plastica manca invece un canale nazionale uniforme. Questa situazione disomogenea dà indicazioni diverse a seconda del luogo di domicilio, mentre molto materiale riciclabile continua a finire nei rifiuti indifferenziati.

Le economie domestiche avranno bisogno di regole di separazione più chiare

La scadenza del 2031 trasformerà la raccolta separata della plastica da opzione locale a obbligo nazionale. Fino ad allora, le economie domestiche continueranno a confrontarsi con modalità diverse da una regione all’altra.

Alcuni Comuni offrono già la raccolta della plastica domestica, spesso tramite sacchi appositi, punti di raccolta o programmi dei commercianti. Altrove, i residenti potrebbero non trovare contenitori dedicati alla plastica presso un centro di raccolta e dovranno attenersi alle indicazioni locali su cosa gettare nei rifiuti indifferenziati. Ne risulta un sistema che premia chi controlla attentamente le regole e può frustrare chi si è trasferito in Svizzera da Paesi con norme di smaltimento più semplici.

Il nuovo quadro normativo dovrebbe rendere più chiara l’indicazione di base: gli imballaggi di plastica interessati dovranno essere separati e avviati al riciclaggio. Resterà comunque importante definire con precisione le modalità di raccolta. Le disposizioni federali possono imporre il riciclaggio, ma Comuni, commercianti e aziende di smaltimento incaricate dovranno predisporre sufficienti punti di raccolta, capacità di trasporto e infrastrutture di selezione per gestire il materiale aggiuntivo.

Anche le categorie di imballaggi dovranno essere comunicate con chiarezza. Gli imballaggi di plastica comprendono molti prodotti diversi e i residenti dovranno sapere se una determinata vaschetta, busta, confezione o confezione composita rientra in un flusso di raccolta. Le etichette, le informazioni dei commercianti e le indicazioni comunali determineranno se il cambiamento legislativo diventerà un’abitudine quotidiana o un ulteriore livello nella dettagliata mappa svizzera del riciclaggio.

Commercianti e produttori entrano nel sistema

Dal 2031 i commercianti avranno una nuova responsabilità di ripresa degli imballaggi. Coop, Migros e altre aziende che vendono prodotti imballati dovranno accettare gli imballaggi di plastica oppure incaricare un servizio esterno di raccoglierli.

Quest’obbligo avvicinerà la plastica al modello svizzero già affermato per il vetro e le bottiglie in PET, nel quale i commercianti svolgono già un ruolo visibile nel reinserire i materiali nel ciclo di recupero. I negozi potrebbero aver bisogno di punti di raccolta, spazi di deposito e contratti con operatori dei rifiuti. L’onere operativo varierà in base alle dimensioni del negozio, alla sua ubicazione e al volume di imballaggi venduti.

I produttori dovranno adempiere a un obbligo distinto: registrare la quantità di imballaggi di plastica che immettono sul mercato svizzero. Le autorità potranno quindi confrontare la quantità immessa con quella recuperata e riciclata. Questo sistema di rendicontazione consentirà al Governo di misurare i risultati lungo tutta la catena degli imballaggi, invece di basarsi soltanto sui dati di raccolta comunali.

Il Consiglio federale potrebbe inoltre fissare quote vincolanti di riciclaggio per i cartoni per bevande e la plastica monouso. Le informazioni di partenza non specificano i livelli definitivi delle quote né il formato esatto della rendicontazione. Queste decisioni determineranno i costi e l’impatto amministrativo per produttori, importatori e commercianti. Le aziende che vendono grandi quantità di imballaggi monouso probabilmente dovranno migliorare i propri sistemi di tracciamento ben prima della data di attuazione del 2031.

I costi di conformità si ripercuoteranno lungo tutta la filiera

La riforma comporterà costi in ogni fase e la loro ripartizione definitiva non è ancora chiara. I commercianti dovranno predisporre o organizzare la raccolta. I produttori dovranno contabilizzare gli imballaggi immessi sul mercato. Gli operatori dei rifiuti dovranno selezionare e trattare più materiale. Tutte queste attività richiedono personale, trasporti, attrezzature e sistemi di dati.

Le informazioni di partenza indicano che i nuovi oneri potrebbero influire sui prezzi degli imballaggi, anche perché le tariffe potrebbero ripercuotersi sui consumatori attraverso la catena di vendita. Non stabiliscono l’importo di eventuali tariffe future né spiegano come le aziende ripartiranno i costi. L’impatto economico dipenderà dalle disposizioni definitive del Consiglio federale, dalle quote di riciclaggio che fisserà e dai modelli di raccolta adottati da commercianti e Comuni.

Un sistema nazionale potrebbe migliorare la responsabilità. Se i produttori dichiareranno i volumi degli imballaggi e le autorità monitoreranno i risultati del riciclaggio, aziende e responsabili politici disporranno di dati più solidi per capire dove si disperde il materiale. Quote vincolanti potrebbero inoltre spingere le imprese a riprogettare gli imballaggi o a ridurre i formati difficili da riciclare.

Il sistema migliorerà il riciclaggio solo se la raccolta porterà a ottenere materiale riciclato utilizzabile. I soli contenitori separati non garantiscono questo risultato. La Svizzera avrà bisogno di processi di selezione affidabili, capacità di trattamento e istruzioni semplici. Senza questi elementi, la riforma potrebbe soprattutto trasferire i costi di smaltimento e di conformità tra produttori, commercianti e economie domestiche, lasciando il tasso di riciclaggio al di sotto del suo potenziale.

La prova del 2031 sarà l’infrastruttura

La Svizzera si sta orientando verso standard di riciclaggio in linea con quelli dell’UE, promettendo al contempo un sistema più pragmatico. Le regole previste daranno al Paese un orientamento nazionale comune, ma la prova concreta si presenterà negli anni che precedono il 2031 e dopo l’entrata in vigore dell’obbligo.

I dati dell’Ufficio federale dell’ambiente spiegano perché le autorità stanno inasprendo il quadro normativo: attualmente circa 700'000 tonnellate di rifiuti di plastica all’anno non vengono riciclate, se si confronta la quantità totale prodotta con quella recuperata. Il calcolo riguarda i dati complessivi sui rifiuti di plastica della Svizzera citati nella fonte, mentre i nuovi obblighi si concentrano su categorie di imballaggi come i cartoni per bevande e la plastica monouso.

L’attuazione richiederà la collaborazione tra Confederazione, Cantoni, Comuni, commercianti, produttori e aziende di smaltimento. Le autorità dovranno definire quali imballaggi appartengono a ciascun flusso di raccolta, far rispettare gli obblighi di rendicontazione e decidere se applicare quote. I commercianti dovranno rendere i sistemi di ripresa abbastanza pratici per la spesa quotidiana. I produttori dovranno fornire dati accurati e modificare gli imballaggi quando il recupero resta difficile.

Per la popolazione, i risultati si misureranno nei gesti quotidiani: se sarà disponibile il contenitore giusto, se le istruzioni saranno uniformi e se il materiale restituito verrà effettivamente riciclato. La cultura svizzera della raccolta differenziata ha già consolidato abitudini radicate per PET, vetro e carta. Gli imballaggi di plastica entreranno a far parte di questo sistema solo quando l’infrastruttura sarà adeguata alle regole.