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Swiss Observer

Il fallimento dell’accordo sui Patriot riapre gli interrogativi sulla difesa aerea svizzera

Il tentativo della Svizzera di assicurarsi sistemi di difesa aerea Patriot attraverso la Germania è fallito, riaprendo gli interrogativi sui ritardi nelle consegne, sui costi di acquisto e sulla credibilità dei piani di modernizzazione della difesa aerea del Paese.

AI4 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il fallimento dell’accordo sui Patriot riapre gli interrogativi sulla difesa aerea svizzera
AISWI swissinfo.ch

La via tedesca per ottenere i Patriot è sfumata, lasciando la Svizzera senza una data di consegna certa per un sistema che avrebbe dovuto ricevere quest’anno. Il fallimento dei colloqui riapre una questione di sicurezza e di acquisti militari che si trascina da quando, nel 2025, gli Stati Uniti hanno dirottato verso la Germania la consegna inizialmente prevista.

L’esercito svizzero aveva perseguito l’opzione tedesca perché Berlino aveva trasferito sistemi Patriot all’Ucraina e doveva ricostituire le proprie difese. A giugno, il Dipartimento federale della difesa aveva intravisto una possibile opportunità. I sistemi tedeschi non corrispondevano alla configurazione ordinata dalla Germania, alimentando la speranza che alcune consegne potessero essere dirottate verso la Svizzera.

Queste speranze sono ormai svanite. Urs Loher, direttore dell’Ufficio federale dell’armamento Armasuisse, ha dichiarato alla radiotelevisione pubblica svizzera SRF che «le opzioni con la Germania sono sfumate e non possono essere attuate». Ha precisato che il fallimento non è dovuto a una disputa con Berlino o Washington. I Paesi confrontati con una crescente minaccia missilistica, ha detto, danno la priorità alle proprie esigenze.

La modernizzazione della difesa aerea svizzera dipende ora da un nuovo accordo con gli Stati Uniti. Il Dipartimento della difesa deve ottenere una modifica del contratto esistente oppure stipularne uno nuovo. Fino alla firma dei documenti non vi è alcuna certezza.

Consegna rinviata all’inizio degli anni 2030

Il fallimento dell’intesa con la Germania fa slittare la consegna dei Patriot all’inizio degli anni 2030, almeno sei anni più tardi del previsto. I primi sistemi avrebbero dovuto arrivare in Svizzera nel 2026. Loher ha dichiarato a SRF che il Paese non se li aspetta «prima dell’inizio degli anni 2030», quindi non prima del 2032.

Il ritardo riflette un più ampio cambiamento delle priorità europee in materia di difesa. La Germania cerca di ripristinare la capacità Patriot trasferita all’Ucraina, mentre gli Stati Uniti devono far fronte a una forte domanda per lo stesso sistema. La posizione della Svizzera nella lista d’attesa si è indebolita, mentre i governi rivalutano le proprie esigenze di protezione dai missili.

La lacuna operativa è significativa. La fonte descrive la Svizzera come praticamente priva di protezione contro gli attacchi missilistici, il che fa del programma Patriot un elemento centrale della rete di difesa aerea pianificata dal Paese. I Patriot sono progettati per contrastare minacce a lungo raggio, mentre la geografia svizzera e la dipendenza da infrastrutture critiche rendono i tempi di protezione una questione di sicurezza nazionale.

Nelle informazioni diffuse da SRF, il Dipartimento non ha presentato una soluzione provvisoria per le consegne. Finché i negoziati con Washington non porteranno alla firma di un contratto, il calendario resterà provvisorio. L’avvertimento di Loher è chiaro: «Finché i contratti non saranno firmati, nulla è certo».

Il ritardo fa impennare i costi dei Patriot

Il costo aggiuntivo del programma Patriot è salito da un possibile miliardo di CHF ad almeno 1,7 miliardi di CHF. Il budget iniziale per i sistemi era di 2 miliardi di CHF. Armasuisse afferma ora che i costi aggiuntivi potrebbero raggiungere 4,3 miliardi di CHF, a seconda del contratto definitivo, dell’inflazione e degli aggiornamenti.

La via tedesca offriva alla Svizzera un’alternativa più economica e rapida. Se Berlino avesse accettato di trasferire una parte della propria fornitura, i costi aggiuntivi sarebbero stati di circa un miliardo di CHF e i sistemi sarebbero potuti arrivare dal 2027. Questa possibilità è venuta meno quando la Germania ha scelto la via più rapida per ricostituire le proprie scorte.

L’aumento dei costi non è dovuto a un solo fattore. I sistemi destinati alla Svizzera saranno costruiti più tardi del previsto e l’acquisto sarà quindi esposto all’inflazione. Anche i piccoli aggiornamenti stanno diventando più costosi. Nello scenario migliore attuale, il conto totale dei Patriot salirebbe ad almeno 3,7 miliardi di CHF, quasi il doppio dello stanziamento iniziale. Nello scenario peggiore descritto da SRF, il totale potrebbe raggiungere 6,3 miliardi di CHF.

Queste cifre restano stime e non costituiscono una fattura definitiva. Gli Stati Uniti devono ancora accettare di modificare il contratto attuale o negoziarne uno nuovo. Parlamento e popolazione svizzera non conoscono quindi ancora il costo finale.

Berna amplia la ricerca di un secondo sistema

La Svizzera sta portando avanti anche un secondo sistema di difesa missilistica a lungo raggio, per il quale sono stati stanziati 5 miliardi di CHF. Il governo sta negoziando con potenziali fornitori in Francia, Israele e Corea del Sud. Il fallimento dei colloqui con la Germania accresce l’importanza di questa ricerca parallela, ma la espone anche alle stesse pressioni internazionali sulla capacità produttiva, sui prezzi e sui tempi di consegna.

I due filoni di acquisto rientrano in un piano di modernizzazione più ampio. I Patriot fornirebbero un livello di protezione a lungo raggio. Un secondo sistema dovrebbe rafforzare la capacità del Paese di difendersi dalle minacce missilistiche in una gamma più ampia di scenari. Il governo non ha ancora scelto un fornitore per questa capacità supplementare.

I fondi dovranno ora superare una prova più impegnativa. SRF ha riferito che non è chiaro fino a che punto i 5 miliardi di CHF stanziati saranno sufficienti nell’attuale contesto di sicurezza globale e per quanto tempo la Svizzera dovrà attendere l’equipaggiamento. Un contratto Patriot più costoso potrebbe inoltre ridurre i margini disponibili per altre voci del budget della difesa, anche se la fonte non indica programmi specifici a rischio.

Per la Svizzera, i prossimi passi sono tanto contrattuali quanto militari. Armasuisse deve ottenere dagli Stati Uniti un calendario credibile, definire il costo finale e portare avanti la procedura per il secondo sistema. Fino ad allora, il piano di difesa aerea del Paese avrà un budget, ma non un percorso di consegna definito.