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Swiss Observer

Il divario salariale tra donne e uomini in Svizzera raggiunge il livello più basso mai registrato

Nel 2024 il divario salariale tra donne e uomini in Svizzera si è ridotto, ma in media le donne hanno continuato a guadagnare sensibilmente meno degli uomini e il divario non spiegato è rimasto significativo. Le ultime cifre offrono un’indicazione aggiornata dei progressi compiuti e dei limiti delle politiche attuali in materia di parità.

AI8 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il divario salariale tra donne e uomini in Svizzera raggiunge il livello più basso mai registrato
AILe News

Nel 2024 le donne in Svizzera hanno guadagnato il 15,7% in meno degli uomini, secondo i nuovi dati dell’Ufficio federale di statistica. Il calcolo si basa sui salari lordi mensili standardizzati per un impiego a tempo pieno, così da poter confrontare diversi modelli di lavoro. Si tratta del livello più basso registrato nella serie disponibile, anche se la differenza media resta considerevole.

Il divario nell’intera economia era del 19,0% nel 2018, è sceso al 18,0% nel 2020 e ha raggiunto il 16,2% nel 2022. L’ultima diminuzione conferma una tendenza di lungo periodo nella direzione giusta. Mostra però anche il ritmo del cambiamento: negli ultimi due anni il divario si è ridotto di appena 0,5 punti percentuali.

I dati riguardano l’occupazione privata e pubblica in tutta la Svizzera. Rilevano le differenze salariali tra donne e uomini, ma da soli non spiegano perché esistano. Donne e uomini continuano a essere distribuiti in modo diseguale tra settori, professioni e livelli dirigenziali. Questi modelli influenzano il dato complessivo, soprattutto in un mercato del lavoro in cui le posizioni di alto livello e i settori più remunerativi restano a predominanza maschile.

I dati forniscono a responsabili politici, datori di lavoro e lavoratori un chiaro indicatore dei progressi. Lasciano inoltre un divario considerevole a cui le politiche svizzere per la parità devono ancora rispondere.

Il divario residuo richiede ancora risposte

Nel 2024 la componente non spiegata del divario era del 6,5%, in calo rispetto al 7,0% nel 2022. In termini monetari, le donne hanno guadagnato in media 640 franchi al mese in meno rispetto agli uomini con caratteristiche misurabili comparabili, contro i 657 franchi di due anni prima.

L’Ufficio federale di statistica corregge i dati tenendo conto di fattori quali formazione, durata dell’impiego, anzianità, professione e settore. Queste variabili spiegano gran parte della differenza complessiva, perché donne e uomini non svolgono gli stessi lavori nelle stesse proporzioni. La parte rimanente è definita divario non spiegato.

Questa differenza residua merita di essere esaminata, ma non può essere considerata una misura diretta della discriminazione. I dati disponibili potrebbero non rilevare appieno la produttività, le responsabilità precise del posto, il comportamento nelle trattative salariali, le competenze linguistiche, la formazione supplementare, l’esperienza dirigenziale o le esigenze specifiche di una funzione. Anche le scelte metodologiche del modello statistico influiscono sul risultato.

Il quadro giuridico svizzero vieta di pagare una donna meno semplicemente perché è madre o perché è donna. Un salario più basso legato a una minore esperienza, a un’interruzione della carriera o al passaggio a una funzione meno remunerata non è automaticamente illegale. Questa distinzione è importante quando datori di lavoro, autorità di vigilanza e ricercatori interpretano i dati. Una componente residua più ridotta è incoraggiante, ma il 6,5% resta una differenza misurabile anche dopo aver tenuto conto dei principali fattori.

Il settore e la gerarchia determinano i risultati

Il settore fa una differenza decisiva nei risultati. Nel settore privato, il divario complessivo è sceso dal 17,5% nel 2022 al 17,2% nel 2024, un miglioramento modesto rispetto alla tendenza nazionale di lungo periodo.

Le differenze tra settori sono ampie. Il divario era del 7,9% negli alberghi e ristoranti, ha raggiunto il 16,9% nel commercio al dettaglio ed è salito al 17,2% nella fabbricazione di macchinari. Le attività finanziarie e assicurative hanno registrato la differenza più marcata, pari al 30,6%. Queste cifre riflettono la distribuzione di donne e uomini tra professioni, gradi gerarchici e posizioni dirigenziali in ciascun settore, oltre alle differenze nei modelli di lavoro e nell’avanzamento professionale.

I datori di lavoro pubblici hanno ottenuto risultati migliori sul dato complessivo. Nell’Amministrazione federale, nei Cantoni e nei Comuni, il divario è sceso al 12,8% nel 2024, rispetto al 13,8% nel 2022, al 15,1% nel 2020 e al 18,1% nel 2018. Il settore pubblico ha quindi registrato una diminuzione di lungo periodo più marcata rispetto al settore privato.

I dati non dimostrano che le differenze in un determinato settore o presso un datore di lavoro abbiano un’unica causa. Indicano però dove la trasparenza salariale, le pratiche di promozione e i canali di reclutamento potrebbero avere l’impatto maggiore. In particolare, il settore finanziario svizzero resta un banco di prova importante per gli sforzi volti a migliorare la parità nelle carriere più remunerative.

I percorsi professionali ampliano le differenze

Nel 2024 i quadri superiori presentavano un divario non spiegato del 12,4%, quasi il doppio del 6,1% registrato tra i dipendenti senza responsabilità dirigenziali. Il dato relativo ai quadri superiori è inoltre salito dal 10,6% nel 2022, facendo della gerarchia uno dei punti critici più evidenti nei dati.

Il divario non spiegato variava anche in base alla formazione. Era più basso, pari al 3,8%, tra le persone con un titolo di una scuola universitaria professionale o di un’alta scuola pedagogica. Tra i dipendenti che avevano completato una formazione professionale, era del 6,6%. Queste differenze non permettono di stabilirne le cause, ma evidenziano l’importanza della segregazione professionale e dell’accesso alle promozioni.

Età e stato civile mostrano un altro modello. Tra i dipendenti sotto i 30 anni, il divario non spiegato era del 2,2%. Tra quelli sopra i 50 anni saliva all’8,3%. Il divario era del 2,7% tra i dipendenti non sposati e dell’8,1% tra quelli sposati.

Questi risultati sono compatibili con l’ipotesi che la maternità incida sui guadagni lungo la carriera. Le assenze dal lavoro retribuito, il lavoro a tempo parziale e le promozioni più lente possono ridurre l’esperienza accumulata e i salari futuri. Uno studio citato ha rilevato un divario legato alla maternità del 3,7%. Le prove non mostrano che ogni differenza corrisponda a una discriminazione illegale. Mostrano però che i percorsi professionali e le responsabilità familiari restano strettamente legati ai guadagni nel corso della vita.

Sfruttare il nuovo minimo per colmare il divario rimanente

La Svizzera ha ridotto il divario salariale complessivo, ma i dati del 2024 mostrano che i progressi sono disomogenei. Il settore pubblico ha fatto più strada di quello privato e il divario non spiegato è diminuito di mezzo punto percentuale dal 2022. Al tempo stesso, tra i quadri superiori la differenza non spiegata è aumentata e le attività finanziarie e assicurative sono rimaste ben al di sopra della media dell’intera economia.

Le statistiche sostengono l’opportunità di interventi mirati, anziché di un’unica soluzione nazionale. I datori di lavoro possono esaminare le retribuzioni per funzione, grado e percorso di promozione, pubblicare fasce salariali più chiare e rivedere l’effetto delle interruzioni di carriera sull’avanzamento professionale. Le grandi imprese hanno maggiori risorse per svolgere verifiche dettagliate, mentre le aziende più piccole hanno bisogno di strumenti pratici che non comportino oneri amministrativi sproporzionati.

I dati chiariscono anche che cosa i confronti nazionali possono e non possono indicare. Un divario complessivo pari a zero è improbabile finché donne e uomini continueranno a fare scelte diverse riguardo ai settori, all’orario di lavoro, alle professioni e al tempo trascorso fuori dal mercato del lavoro. Ciò non rende irrilevante questa misura. Seguire il divario complessivo, quello corretto e i risultati per età, settore e gerarchia aiuta a individuare dove persistono le differenze.

Per i lavoratori svizzeri, l’ultimo dato è sia un bilancio dei progressi sia uno strumento diagnostico. Il Paese ha raggiunto il livello più basso mai registrato per il divario complessivo, ma le donne continuano a perdere in media 640 franchi al mese nella componente non spiegata. Le valutazioni future mostreranno se la recente diminuzione si trasformerà in un cambiamento duraturo.