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Swiss Observer

I ritardi dei vaccini antinfluenzali mettono sotto osservazione le forniture invernali in Svizzera

Quasi la metà dei vaccini antinfluenzali ordinati dalla Svizzera per la stagione 2026-27 sarà consegnata in ritardo, creando incertezza sul fatto che le forniture arrivino prima del picco della domanda invernale.

AI21 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I ritardi dei vaccini antinfluenzali mettono sotto osservazione le forniture invernali in Svizzera
AIThe Local Switzerland

Circa il 40% delle dosi di vaccino antinfluenzale ordinate dalla Svizzera sarà consegnato in ritardo in vista della stagione 2026/2027, mettendo sotto maggiore osservazione i tempi della protezione invernale. L’Ufficio federale della sanità pubblica ha confermato che alcuni lotti arriveranno in ritardo, precisando però che il Paese non deve far fronte a una penuria generale di vaccini.

La situazione delle forniture rimane eterogenea. L’UFSP prevede che il 60% delle dosi ordinate arrivi puntualmente. I produttori hanno inoltre indicato che dovrebbe esserci una quantità sufficiente di vaccini per le persone maggiormente a rischio d’influenza, comprese le persone anziane che necessitano di una formulazione ad alto dosaggio.

L’incertezza riguarda tanto i tempi quanto i quantitativi. Le autorità sanitarie svizzere raccomandano di vaccinarsi in novembre, poiché occorrono circa due settimane affinché si sviluppi la protezione. L’attività influenzale raggiunge di solito il suo picco tra dicembre e febbraio, lasciando alle persone una finestra limitata per fissare un appuntamento prima dell’aumento dei contagi.

Farmacie, studi medici e centri di vaccinazione dovranno quindi gestire gli appuntamenti in base alle consegne ricevute. L’UFSP non ha affermato che le persone resteranno senza accesso alla vaccinazione. Ha riconosciuto che alcuni lotti in ritardo potrebbero arrivare troppo a ridosso della stagione perché la loro efficacia coincida con il picco della domanda.

I gruppi prioritari hanno le maggiori garanzie di protezione

Quasi due dei quattro vaccini antinfluenzali ordinati per la Svizzera sono interessati da ritardi nelle consegne, secondo le informazioni confermate dall’UFSP. La cifra si riferisce ai prodotti vaccinali, mentre l’Ufficio federale stima che i lotti in ritardo rappresentino circa il 40% del totale delle dosi ordinate.

Questa distinzione è importante per i pazienti e per gli operatori sanitari. Il ritardo di un prodotto non significa necessariamente che tutti gli appuntamenti per la vaccinazione verranno annullati. La Svizzera riceverà comunque puntualmente gli altri prodotti e i produttori prevedono che le forniture copriranno i gruppi prioritari definiti dalle autorità sanitarie.

L’UFSP prevede una disponibilità particolarmente affidabile del vaccino ad alto dosaggio destinato alle persone di 75 anni e oltre. Si attendono inoltre forniture sufficienti per le persone ad alto rischio di 65 anni e oltre. Questi gruppi corrono un rischio maggiore di complicazioni gravi dovute all’influenza, perciò garantire loro un accesso tempestivo è una priorità nella pianificazione.

È prevista anche la disponibilità per il resto della popolazione, sebbene l’UFSP non abbia ancora confermato se tutti i lotti in ritardo arriveranno in tempo per garantire la protezione nel periodo più utile della stagione. Chi desidera vaccinarsi dovrebbe informarsi presso il proprio medico, la farmacia o il centro di vaccinazione locale prima di fissare un appuntamento, soprattutto se necessita di una formulazione specifica.

Le decisioni tardive sui ceppi si ripercuotono sulla produzione

La scelta tardiva da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità della composizione del vaccino stagionale ha contribuito a ritardare i programmi di produzione, secondo Enea Martinelli, vicepresidente dell’associazione mantello PharmaSuisse. Ogni anno i produttori devono riformulare il vaccino per adattarlo ai virus influenzali che si prevede circoleranno durante l’inverno successivo.

Il processo si basa sulla sorveglianza nelle regioni in cui la stagione influenzale inizia prima, tra cui i Paesi dell’emisfero australe e alcune zone dell’Asia. Gli esperti analizzano i ceppi in circolazione e usano poi queste informazioni per determinare quali componenti includere nel vaccino successivo. La produzione può iniziare solo dopo che sono state prese queste decisioni.

Martinelli ha dichiarato che l’Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito la composizione «relativamente tardi nel corso dell’anno», contribuendo ai ritardi che interessano ora le consegne in Svizzera. La stessa pressione sulla produzione si è fatta sentire anche in altri Paesi europei: i distributori svizzeri operano quindi all’interno di una catena di approvvigionamento regionale più ampia, e non si trovano ad affrontare un problema circoscritto al solo mercato nazionale.

Il ciclo annuale di produzione lascia poco margine agli imprevisti. Una volta definita la composizione del vaccino, i produttori devono fabbricare, testare e distribuire i lotti prima che farmacie e studi medici possano avviare le campagne stagionali su vasta scala. Una decisione tardiva all’inizio di questa catena può ripercuotersi sugli appuntamenti fissati mesi dopo.

Gli appuntamenti di novembre si giocano sul tempo rispetto alla stagione

In Svizzera novembre rimane il mese raccomandato per la vaccinazione, poiché l’organismo impiega generalmente circa due settimane dopo l’iniezione per sviluppare l’immunità. Questa tempistica mira a garantire la protezione prima che l’attività influenzale raggiunga di solito il picco, tra dicembre e febbraio.

Il calendario dipende sia dalle forniture sia dall’andamento del virus. La stagione influenzale può iniziare prima, come è successo in Svizzera nel 2025, quando i contagi si sono diffusi in anticipo rispetto al consueto andamento invernale. Una circolazione precoce ridurrebbe il tempo a disposizione di chi attende un lotto in ritardo.

L’UFSP afferma che è prevista una disponibilità di vaccini per la popolazione generale, ma non ha stabilito se tutte le dosi in ritardo arriveranno entro i tempi più favorevoli alla protezione stagionale. Le persone appartenenti alle categorie a rischio dovrebbero seguire i consigli del proprio operatore sanitario e chiedere quando sarà disponibile il vaccino appropriato.

Per tutti gli altri, la misura pratica consiste nel verificare la disponibilità locale, invece di presumere che ogni farmacia o studio medico riceva tutti i prodotti contemporaneamente. Gli operatori dispongono delle informazioni più aggiornate sulle scorte, sulle date degli appuntamenti e sulle alternative omologate per la fascia d’età o la categoria di rischio interessata.

Gli operatori si preparano a monitorare più da vicino le consegne

L’UFSP prevede dosi sufficienti per le persone più a rischio, definendo così una chiara priorità per la Svizzera mentre i distributori attendono le spedizioni in ritardo. Il vaccino ad alto dosaggio per le persone di 75 anni e oltre dovrebbe essere disponibile puntualmente, insieme alle forniture destinate alle persone ad alto rischio di 65 anni e oltre.

Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica, anche il resto della popolazione dovrebbe poter accedere alla vaccinazione. Resta da chiarire se alcuni lotti arriveranno abbastanza presto da garantire la massima protezione prima delle settimane di maggiore diffusione. Farmacie, studi medici e servizi sanitari cantonali seguiranno da vicino la situazione mentre organizzano le campagne.

Nelle informazioni di partenza non sono stati forniti dati su penurie specifiche nei Cantoni né cifre sulla ripartizione regionale delle dosi. Gli elementi disponibili indicano un problema nazionale nella programmazione delle consegne, legato ai tempi di produzione, piuttosto che una carenza generalizzata e confermata di vaccini.

Le persone residenti in Svizzera possono ridurre la pressione dell’ultimo minuto contattando il proprio operatore abituale in novembre e verificando quale formulazione è disponibile. Le persone anziane e quelle con problemi di salute dovrebbero chiedere consiglio tempestivamente, soprattutto se il loro operatore prevede una consegna in ritardo. Il prossimo segnale importante sarà capire se i produttori rispetteranno il calendario aggiornato delle consegne prima che l’attività influenzale inizi la consueta crescita invernale.