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Swiss Observer

Il governo svizzero vuole ripristinare il diritto di voto per le persone con disabilità psichiche

Il Consiglio federale ha avviato una consultazione per concedere il diritto di voto a tutti i cittadini svizzeri maggiorenni, comprese le persone attualmente private dei diritti politici a causa di una malattia o di un’incapacità psichica. La proposta eliminerebbe l’attuale esclusione costituzionale legata alle misure di curatela.

Il governo svizzero vuole ripristinare il diritto di voto per le persone con disabilità psichiche
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Il Consiglio federale ha avviato una consultazione che potrebbe estendere il diritto di voto a livello federale a tutti i cittadini svizzeri maggiorenni. Il progetto di legge riguarda un’esclusione costituzionale che interessa le persone definite dalla legislazione vigente come affette da una malattia o da un’incapacità psichica.

Secondo la proposta, il raggiungimento della maggiore età diventerebbe l’unica condizione per esercitare i diritti politici a livello federale. La modifica riguarderebbe le persone che oggi perdono tali diritti perché le autorità hanno stabilito che, a lungo termine, non sono in grado di discernere e le hanno sottoposte a una curatela generale o a un mandato legato all’incapacità.

Il governo ha presentato la misura come parte di un cambiamento più ampio nel modo in cui la Svizzera considera la disabilità e la partecipazione. La consultazione è stata aperta in ottobre 2026 e durerà fino al 28 gennaio 2028, dando a partiti politici, Cantoni, organizzazioni e popolazione il tempo di esprimersi.

La proposta va oltre una modifica tecnica. Eliminerebbe una norma federale che subordina il diritto di voto alla valutazione della capacità decisionale di una persona. Tale valutazione ha determinato se alcuni cittadini svizzeri potessero partecipare a elezioni e votazioni, anche quando continuano a essere interessati dalle leggi decise attraverso quelle stesse urne.

Sostituire il vecchio criterio giuridico

La norma attuale collega i diritti politici a una constatazione giuridica sulla capacità di una persona di discernere. La Costituzione fa riferimento alle persone private dei diritti politici a causa di una malattia o di un’incapacità psichica. La formulazione è stata precisata nella legislazione circa 50 anni fa.

In pratica, l’esclusione riguarda le persone sottoposte a curatela generale o a un mandato istituito in caso di incapacità. Il sistema può quindi interessare cittadini le cui misure di protezione giuridica riguardano a lungo termine la sfera personale e finanziaria. Il materiale di riferimento non indica una cifra nazionale delle persone attualmente escluse dal voto federale.

Il progetto del Consiglio federale eliminerebbe questa categoria dalle condizioni per esercitare i diritti politici. Le autorità elettorali non dovrebbero più stabilire se il giudizio di un cittadino soddisfa un criterio giuridico prima di ammetterlo alle elezioni e alle votazioni federali.

La questione è dibattuta in Svizzera da anni. Un articolo di Swissinfo pubblicato nel 2017 si chiedeva se escludere le persone sottoposte a curatela generale costituisse una discriminazione. La nuova consultazione inserisce direttamente il dibattito nel processo legislativo federale, mentre la definizione concreta delle modalità di attuazione sarà lasciata al progetto e al successivo esame parlamentare.

Portare i diritti delle persone con disabilità alle urne

La Svizzera ha ratificato nel 2014 la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che ha influenzato l’approccio del governo. La Convenzione è un elemento centrale nelle motivazioni del Consiglio federale per riesaminare l’attuale esclusione.

Il governo afferma che negli ultimi anni è cambiato il modo di intendere la disabilità e i diritti delle persone con disabilità. Le politiche pubbliche pongono sempre più l’accento su una partecipazione quanto più possibile autonoma e paritaria. La riforma proposta del diritto di voto inserisce la partecipazione politica in questo quadro più ampio.

Il progetto di legge riconoscerebbe a tutti i cittadini maggiorenni lo stesso diritto formale ai diritti politici federali. Non propone una nuova classificazione delle disabilità psichiche né una revisione della valutazione della capacità di discernimento. La direzione indicata è più semplice: l’idoneità sarebbe determinata dalla cittadinanza e dalla maggiore età, anziché da una curatela legata a una valutazione di lungo periodo della capacità di giudizio.

La proposta riguarda esclusivamente i diritti politici federali. La struttura federale svizzera fa sì che Cantoni e Comuni mantengano competenze proprie in molti ambiti della partecipazione politica. Il materiale della consultazione descritto nella fonte non stabilisce se, né in che modo, le norme cantonali potrebbero cambiare in seguito. Eventuali ripercussioni più ampie richiederebbero decisioni separate al livello istituzionale competente.

Sottoporre il progetto al vaglio pubblico

La consultazione è la prossima tappa di una riforma che potrebbe cambiare chi partecipa alle elezioni e alle votazioni federali. Il processo permetterà a Cantoni, partiti politici, organizzazioni per le persone con disabilità, specialisti del diritto e popolazione di valutare il progetto del governo.

La fonte non indica quando potrebbe svolgersi una votazione parlamentare dopo la chiusura della consultazione. Il Consiglio federale dovrà prima esaminare le risposte e decidere come procedere. In seguito il Parlamento valuterà il progetto di legge, con la possibilità di ulteriori dibattiti politici e giuridici prima dell’entrata in vigore di una nuova norma.

Il processo chiarirà anche questioni pratiche che l’annuncio lascia aperte. La Svizzera dovrà stabilire come le autorità elettorali dovranno applicare il nuovo diritto, quanto dovranno essere accessibili le informazioni sul voto e come le procedure federali potranno sostenere le persone che necessitano di aiuto per comprendere o compilare il materiale di voto. Nel resoconto della fonte il governo non ha fornito dettagli su questi meccanismi.

Per ora il cambiamento immediato è politico e procedurale: alle persone attualmente escluse in base alla norma costituzionale federale viene sottoposta una proposta che eliminerebbe l’esclusione. Il termine della consultazione, il 28 gennaio 2028, segna la prima tappa formale di un processo che potrebbe ridefinire l’elettorato federale.

Preparare il sistema per garantire pari accesso

La norma proposta farebbe della maggiore età il criterio determinante per esercitare i diritti politici federali. Si stabilirebbe così un principio giuridico chiaro per i cittadini che oggi perdono il diritto di voto a causa di misure di curatela, preservando al contempo il più ampio sistema svizzero di elezioni e democrazia diretta.

La modifica avrebbe rilevanza in un Paese in cui i cittadini votano regolarmente su iniziative popolari, referendum ed elezioni a più livelli. Il progetto descritto dal Consiglio federale è limitato al livello federale e non risolve quindi nell’immediato le questioni relative al diritto di voto cantonale e comunale. Questi ambiti resterebbero esclusi dalla consultazione, salvo successive iniziative delle autorità competenti.

La riforma pone inoltre maggiormente l’accento sull’accesso alle informazioni politiche. Estendere il diritto di voto accrescerebbe l’importanza di materiali in linguaggio chiaro, comunicazioni di campagna accessibili e un sostegno pratico ai seggi. Il resoconto della fonte non annuncia misure concrete in materia di accessibilità e la consultazione potrebbe diventare la sede in cui discuterne.

Ora il calendario del governo concede alle istituzioni svizzere più di un anno per esaminare la proposta prima della scadenza. Dopo il 28 gennaio 2028, le risposte contribuiranno a determinare se la Svizzera passerà da un’esclusione basata sulla capacità di discernimento a un diritto universale al voto federale per le persone adulte.