Vai al contenuto
Swiss Observer

Le piscine svizzere chiedono il divieto degli occhiali intelligenti con telecamera

Le associazioni svizzere delle piscine e delle saune chiedono di vietare gli occhiali intelligenti dotati di telecamera in tutti gli spazi delle piscine. Affermano che è difficile distinguerli dagli occhiali normali e che comportano seri rischi per la privacy negli spogliatoi e attorno alle piscine.

Le piscine svizzere chiedono il divieto degli occhiali intelligenti con telecamera
AISWI swissinfo.ch

I gestori delle piscine vogliono che i Comuni intervengano prima che diventi più difficile controllare gli occhiali dotati di telecamera. Lunedì 12 ottobre 2026, istruttori di nuoto, rappresentanti delle piscine e organizzazioni delle saune della Svizzera tedesca hanno chiesto l’introduzione di norme locali che vietino gli occhiali con funzione di registrazione integrata in tutti gli spazi delle piscine.

La richiesta va oltre la sola vasca. Gli spogliatoi, le docce, le saune e le aree circostanti pongono tutti problemi di privacy, hanno dichiarato le associazioni in una nota congiunta. Il personale potrebbe avere difficoltà a capire se un paio di occhiali è dotato di telecamera, in particolare quando la montatura somiglia a quella di normali occhiali da vista o sportivi.

Le organizzazioni mettono in guardia dal rischio che le persone vengano fotografate o riprese a loro insaputa. La soluzione proposta è semplice: i Comuni dovrebbero modificare i propri regolamenti e vietare i dispositivi ottici in grado di registrare. I gruppi hanno preparato una guida per il personale delle piscine e un manifesto informativo per i bagnanti.

La campagna arriva mentre nelle città svizzere si discute di come le strutture pubbliche debbano gestire le tecnologie di consumo capaci di acquisire immagini in modo discreto. Sono già state presentate mozioni a Berna, Zurigo e in altre città, portando il dibattito oltre i singoli gestori di piscine e nelle sedi decisionali comunali.

Rendere visibili le telecamere nascoste

La difficoltà sta nel riconoscere il dispositivo, non nello spiegare la regola. Gli occhiali normali e quelli intelligenti possono avere montature simili, mentre la telecamera può essere così piccola da passare inosservata in una piscina affollata. Ne deriva un problema di applicazione delle regole per il personale alla ricezione e i bagnini, che devono tutelare la privacy senza trasformare i controlli di routine in perquisizioni invadenti.

La formulazione proposta dalle associazioni si concentra sulla funzione, non sulla marca o sull’aspetto. Il divieto riguarderebbe qualsiasi dispositivo ottico dotato di una funzione di registrazione. Questo approccio potrebbe fornire ai gestori locali una base più chiara per chiedere a un visitatore di togliersi gli occhiali o di lasciarli fuori dalla struttura.

Nelle piscine vi sono inoltre spazi in cui le persone si aspettano un livello di privacy particolarmente elevato. I visitatori si cambiano, fanno la doccia e utilizzano le saune a stretto contatto con degli estranei. Una ripresa effettuata in uno di questi luoghi potrebbe esporre le persone senza il loro consenso e potrebbe essere difficile da individuare o interrompere una volta avvenuta.

La guida per il personale e il manifesto mirano a uniformare la risposta. La fonte non specifica sanzioni né una procedura di controllo comune, lasciando ai Comuni la decisione su come applicare i regolamenti locali.

Le regioni procedono a ritmi diversi

La risposta procede a ritmi diversi in Svizzera. Nella Svizzera tedesca, l’associazione svizzera degli istruttori di nuoto, l’associazione delle piscine e la Federazione svizzera delle saune hanno chiesto congiuntamente a Comuni e autorità locali di modificare i regolamenti. A Berna, Zurigo e in altre città sono state inoltre presentate mozioni politiche per vietare questi dispositivi nelle piscine comunali e negli impianti sportivi.

Nella Svizzera romanda e in Ticino l’approccio è più prudente. L’APRT, l’associazione che rappresenta le piscine di queste regioni, ha dichiarato a Keystone-SDA di non adottare per il momento misure specifiche. Ha affermato di non aver ricevuto segnalazioni direttamente legate al fenomeno relativamente recente degli occhiali intelligenti.

Ciò non significa che il tema sia ignorato nella regione. L’APRT ha dichiarato che il personale è stato formato e sensibilizzato sul potenziale problema. La differenza riguarda la risposta: le associazioni della Svizzera tedesca sollecitano divieti locali espliciti, mentre per il momento l’APRT punta sulla sensibilizzazione e sulla preparazione del personale.

Il sistema decentralizzato delle piscine svizzere fa sì che i visitatori possano trovare regole diverse da un Comune all’altro. Qualsiasi politica più ampia dipenderà quindi dai legislativi comunali e dai gestori delle strutture, chiamati ad adottare regolamenti compatibili.

Mettere alla prova le regole locali

I Comuni devono ora fare una scelta pratica: stabilire una regola chiara prima che arrivino le lamentele oppure intervenire caso per caso. Le indicazioni delle associazioni offrono alle autorità locali un modello per affrontare il problema degli occhiali dotati di telecamera, ma la fonte non indica che la Svizzera abbia adottato un divieto nazionale per tutte le piscine e le saune.

Per i visitatori, il cambiamento più probabile sarà visibile all’entrata. Le strutture potrebbero aggiungere cartelli, aggiornare i regolamenti interni e chiedere agli ospiti di riporre gli occhiali capaci di registrare insieme agli altri effetti personali. I gestori dovranno anche spiegare come si applica la regola agli occhiali da vista, alle esigenze di accessibilità e ai dispositivi che combinano la correzione della vista con altre funzioni. Nel materiale disponibile, le associazioni non hanno pubblicato uno standard nazionale dettagliato per l’applicazione del divieto.

Il dibattito riflette la pressione più generale sulle strutture pubbliche affinché tengano il passo con le tecnologie di consumo. Gli smartphone sono riconoscibili e spesso rientrano nei divieti di ripresa già in vigore. Gli occhiali intelligenti possono essere indossati in modo continuativo e sembrare normali, rendendo centrale la sensibilizzazione del personale per far rispettare le regole.

Le prossime decisioni spetteranno a Comuni e città. Berna, Zurigo e altri Comuni stabiliranno se le mozioni diventeranno regolamenti vincolanti per le piscine, mentre i gestori della Svizzera romanda e del Ticino continueranno a monitorare l’eventuale emergere di episodi concreti.