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Swiss Observer

Venti mandrie di suini svizzere da abbattere dopo un’epidemia polmonare

Venti aziende suinicole svizzere devono abbattere le proprie mandrie dopo che un’epidemia di polmonite enzootica ha colpito tenute in sei cantoni. La malattia non costituisce un pericolo per l’essere umano, ma decine di altre aziende sono sottoposte a restrizioni sugli spostamenti degli animali.

AI21 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Venti mandrie di suini svizzere da abbattere dopo un’epidemia polmonare
AISWI swissinfo.ch

In tutta la Svizzera, venti mandrie di suini saranno abbattute integralmente, dopo che un’epidemia di polmonite enzootica si è diffusa in tenute di sei cantoni. La misura riguarda aziende nei cantoni di Berna, Lucerna, Soletta, Svitto, Turgovia e Vaud. Il focolaio più esteso si trova a Lucerna, dove sono colpite 11 aziende.

Le autorità affermano che l’abbattimento è necessario per controllare la malattia polmonare contagiosa ed evitare che si diffonda ulteriormente nel settore suinicolo del Paese. In base all’ordinanza, saranno sottoposte a eutanasia in modo rispettoso circa 1’500 scrofe da riproduzione e lattonzoli.

La risposta va oltre le 20 aziende destinate allo svuotamento. Le autorità hanno limitato gli spostamenti degli animali in 40 aziende di ingrasso distribuite in 14 cantoni, riducendo la possibilità di trasferirli lungo la rete di produzione. Mercoledì 16 settembre, le autorità hanno messo in quarantena 60 tenute legate ad aziende suinicole e impianti di allevamento.

L’epidemia rappresenta una sfida operativa immediata per gli allevatori e le autorità veterinarie. Le attività di riproduzione devono fermarsi, il trasporto degli animali deve essere controllato e la rete interessata deve essere sorvegliata per individuare eventuali nuove infezioni. La fonte non ha indicato le singole aziende né fornito un calendario per completare gli abbattimenti.

Lucerna è il cantone più colpito

Lucerna registra più della metà dell’impatto segnalato a livello di aziende, con 11 delle 20 tenute colpite situate nel cantone. Le altre aziende sono distribuite nei cantoni di Berna, Soletta, Svitto, Turgovia e Vaud: l’epidemia ha quindi superato un unico focolaio locale.

La polmonite enzootica è una malattia contagiosa dei suini che colpisce l’apparato respiratorio. Gli animali infetti possono sviluppare problemi polmonari e l’agente patogeno può circolare tra mandrie collegate, impianti di allevamento e aziende di ingrasso. La decisione delle autorità di abbattere intere mandrie risponde alla necessità di rimuovere i gruppi infetti e ridurre le possibilità di trasmissione tra le tenute.

Il rapporto disponibile non specifica quanti animali si trovino in ciascun cantone né indica il percorso preciso seguito dalla malattia. Dà però conto della concentrazione dei casi a Lucerna e dell’ampiezza dei provvedimenti nazionali. Le aziende di 14 cantoni sono ora soggette a restrizioni sugli spostamenti, una diffusione geografica più ampia rispetto ai sei cantoni in cui si trovano mandrie destinate all’abbattimento.

Per i produttori svizzeri, queste restrizioni possono compromettere i programmi di riproduzione, le consegne di animali e la pianificazione della macellazione. Le misure richiedono inoltre uno stretto coordinamento tra le aziende che condividono fornitori, itinerari di trasporto o legami di allevamento.

Si rafforzano i controlli lungo la filiera produttiva

Le restrizioni agli spostamenti riguardano 40 aziende di ingrasso in 14 cantoni, estendendo la risposta delle autorità ben oltre le 20 mandrie destinate all’abbattimento. Secondo il rapporto, queste aziende non sono soggette allo svuotamento, ma non possono spostare liberamente gli animali finché le misure restano in vigore.

La distinzione è importante nel sistema organizzato di produzione suinicola svizzero. Le aziende di allevamento forniscono animali giovani, mentre quelle di ingrasso li allevano per le fasi successive della produzione. Le restrizioni in un punto della filiera possono ripercuotersi su diverse tenute collegate, anche se solo alcune mandrie presentano le condizioni che giustificano l’abbattimento integrale.

L’ordinanza di quarantena emanata il 16 settembre riguardava inizialmente 60 tenute appartenenti a una rete di aziende agricole e impianti di allevamento. La successiva decisione di procedere agli abbattimenti costituisce un intervento più severo per 20 di queste tenute, mentre un altro gruppo di aziende di ingrasso è soggetto a restrizioni agli spostamenti. Il rapporto non precisa se tutte le 40 aziende sottoposte a restrizioni facessero parte della rete iniziale di 60 tenute in quarantena.

Le autorità veterinarie dovranno monitorare gli spostamenti degli animali, mantenere separate le tenute e valutare se altre aziende siano state esposte al contagio. Keystone-SDA non ha segnalato ulteriori infezioni né nuovi abbattimenti previsti al 21 settembre 2026.

Nessun pericolo per le persone, perdite immediate per le aziende

La malattia non costituisce un pericolo per l’essere umano, secondo quanto riferito dalle autorità citate da Keystone-SDA. L’epidemia è quindi un’emergenza di sanità animale e una crisi produttiva, non una minaccia segnalata per la sicurezza alimentare della popolazione.

Questa rassicurazione non attenua le conseguenze per gli allevatori. L’ordinanza comporterà l’abbattimento di circa 1’500 scrofe da riproduzione e lattonzoli e le tenute interessate perderanno capacità riproduttiva durante le procedure di controllo della malattia. I produttori soggetti a restrizioni sugli spostamenti non sanno quando potranno trasportare gli animali né come potranno mantenere la normale attività aziendale.

Gli abbattimenti potrebbero avere ripercussioni anche sull’offerta di carne suina nazionale, ma il rapporto non fornisce stime sull’impatto di mercato, sulle variazioni dei prezzi o su eventuali carenze. Gli effetti dipenderanno dalla durata delle restrizioni, dal numero di aziende che saranno infine liberate dalla quarantena e dall’eventuale individuazione di altri casi da parte delle autorità.

Per ora, la risposta confermata si articola su tre livelli: abbattimento integrale in 20 aziende, restrizioni agli spostamenti in 40 aziende di ingrasso e quarantena per 60 tenute appartenenti alla rete più ampia. Le autorità veterinarie e agricole svizzere dovranno stabilire se queste misure riusciranno a contenere l’epidemia nei sei cantoni colpiti ed evitare ulteriori ripercussioni sulla produzione suinicola.