lupi
Il Parlamento svizzero vuole fissare un limite alla popolazione di lupi del Paese
Il Parlamento ha approvato una mozione che prevede di fissare un limite massimo alla popolazione di lupi in Svizzera e di consentire abbattimenti regionali quando tale soglia viene superata. I sostenitori citano il numero crescente di branchi e la pressione sull’agricoltura alpestre, mentre i dettagli attuativi devono ancora essere elaborati.

Con 116 voti contro 73, il Consiglio nazionale pone al centro della politica svizzera sulla fauna selvatica un limite massimo per i lupi. Il Parlamento ha approvato una mozione che incarica il Consiglio federale di definire un limite superiore per la popolazione di lupi del Paese e di autorizzare abbattimenti regionali quando la soglia viene superata. Sei deputati si sono astenuti. Il Consiglio degli Stati ha approvato la mozione durante la sessione primaverile, assicurando così il sostegno di entrambe le Camere.\n\nFabio Regazzi, consigliere agli Stati ticinese del Centro, ha sostenuto che l’aumento del numero di lupi esercita una pressione crescente sull’agricoltura alpestre. La sua mozione rileva che in Svizzera si è passati da circa una dozzina di lupi nel 2010 a più di 300 oggi, oltre a oltre 30 branchi. Swissinfo.ch ha riferito separatamente che nel 2025 il Paese contava 43 branchi, a indicare che la popolazione continua a crescere.\n\nIl voto non fissa un limite numerico né autorizza abbattimenti immediati. Questi dettagli passano ora al Consiglio federale, che deve elaborare il quadro giuridico e amministrativo. Il Parlamento avrà un’altra occasione per esaminare le modifiche. Anche un referendum potrebbe dare l’ultima parola agli elettori svizzeri, se gli oppositori raccolgono un sostegno sufficiente.
Il numero di lupi orienta una nuova politica
La popolazione di lupi in Svizzera è passata, secondo le stime, da circa 12 esemplari nel 2010 a più di 300 oggi. Queste cifre sono alla base della decisione del Parlamento di introdurre una soglia nazionale, anche se la mozione non specifica quanti lupi o branchi la Svizzera dovrebbe accettare.\n\nLa proposta riflette inoltre un cambiamento nel modo in cui i legislatori considerano l’impatto geografico della popolazione. La soglia si applicherebbe a livello nazionale, mentre gli abbattimenti avverrebbero nella regione in cui il limite è stato superato. Il Consiglio federale dovrà stabilire come le autorità misurano la popolazione, con quale frequenza aggiornano il conteggio e quale unità territoriale fa scattare l’intervento.\n\nLe cifre più recenti citate nel materiale di riferimento indicano 43 branchi nel 2025. La mozione stessa parla di oltre 30 branchi, una cifra inferiore che potrebbe riferirsi a un’altra data o a un diverso momento del rilevamento. Entrambi i dati documentano la stessa tendenza: dal loro ritorno, i lupi si sono insediati in una parte sempre più ampia della Svizzera.\n\nUn limite massimo della popolazione richiederebbe inoltre regole per i branchi che attraversano i confini cantonali. Il governo dovrà decidere come coordinare gli interventi regionali con gli obblighi federali di protezione, le competenze cantonali e il monitoraggio dei singoli animali. Nessuna di queste questioni operative è stata ancora risolta.
Gli agricoltori chiedono una gestione più rapida del lupo
I sostenitori affermano che l’attuale sistema di autorizzazioni è troppo lento, complesso e inefficace per una popolazione in rapida crescita. In base alle regole vigenti, le autorità cantonali e federali rilasciano autorizzazioni per abbattimenti caso per caso. La mozione di Regazzi sostiene che questa procedura non risponde abbastanza rapidamente alle pressioni cui sono confrontate le aziende agricole alpine e le pratiche pastorali tradizionali.\n\nLa soglia proposta introdurrebbe un criterio più ampio per la gestione. Una volta superato il limite nazionale, le autorità potrebbero intervenire nella regione interessata, senza attendere una decisione distinta legata a ciascun lupo o singolo episodio. Il Parlamento non ha ancora definito le condizioni che disciplinerebbero questi interventi.\n\nPer gli agricoltori di montagna, il dibattito riguarda i costi pratici della protezione del bestiame su terreni ripidi e in zone discoste. La sorveglianza delle greggi, le recinzioni e i cani da guardiania possono richiedere lavoro e investimenti difficili da sostenere per le piccole aziende alpine. La mozione afferma che le conseguenze per l’agricoltura alpestre diventano sempre più gravi e minacciano la pastorizia tradizionale.\n\nLa decisione non elimina la necessità di prove. Alle autorità servirebbero comunque conteggi affidabili, criteri regionali chiari e procedure per autorizzare, eseguire e valutare gli abbattimenti. La legge determinerà se il sistema si baserà sul numero di branchi, sui singoli animali, sugli attacchi al bestiame o su una combinazione di questi criteri.
Il governo deve definire le regole
Esponenti socialisti e dei Verdi della commissione della Camera hanno avvertito che il Parlamento stava intervenendo prima di aver verificato a fondo gli strumenti attuali. Hanno sostenuto che le recenti modifiche alla gestione del lupo offrono già alle autorità nuove possibilità d’intervento. A loro avviso, le autorità dovrebbero prima valutare se questi strumenti funzionano nella pratica.\n\nGli oppositori in commissione hanno inoltre sostenuto misure rivolte direttamente alle aziende agricole, tra cui un maggiore sostegno agli agricoltori di montagna e procedure più rapide per abbattere i lupi che causano danni ripetuti. Secondo loro, un limite nazionale potrebbe creare un obiettivo complesso senza affrontare le condizioni che provocano perdite di bestiame in determinate valli.\n\nIl ministro dell’ambiente Albert Rösti ha dichiarato che il Consiglio federale attuerà la mozione modificando la legislazione. Questo approccio assegna al Parlamento un ulteriore ruolo una volta che il governo avrà presentato il suo progetto. La procedura potrebbe anche sfociare in una votazione nazionale se viene lanciato un referendum e questo riesce.\n\nIl dibattito va quindi oltre la dimensione della popolazione di lupi. Riguarda l’equilibrio tra le norme federali e le decisioni cantonali, la protezione del bestiame, gli obblighi legati alla conservazione della fauna selvatica e il sostegno finanziario disponibile per le aziende agricole discoste. Il progetto del governo dovrà tradurre l’indicazione politica del Parlamento in un sistema applicabile nelle diverse regioni montane della Svizzera.
La Svizzera attende la soglia
La prossima cifra decisiva sarà la soglia stessa, e il Parlamento ha lasciato al Consiglio federale il compito di stabilirla. Il governo deve ora proporre quanti lupi la Svizzera possa ospitare prima che diventino possibili abbattimenti regionali. Dovrà inoltre definire quali prove servono per dimostrare che il limite è stato superato.\n\nLa legislazione influenzerà la politica sulla fauna selvatica per anni. Una soglia bassa potrebbe comportare interventi più frequenti nei Cantoni in cui i branchi sono già insediati. Una soglia alta potrebbe lasciare gli agricoltori a fare affidamento soprattutto sulla prevenzione e sulle autorizzazioni mirate. L’esito dipenderà dal modo in cui il governo pondererà il monitoraggio della popolazione, la protezione del bestiame, le condizioni regionali e il quadro svizzero di conservazione.\n\nLa procedura tornerà in Parlamento dopo che il Consiglio federale avrà preparato la sua modifica legislativa. Se gli oppositori lanciano un referendum, gli elettori potranno decidere se il nuovo approccio debba entrare in vigore. Questa possibilità conferisce alla fase di elaborazione una rilevanza nazionale che va oltre i due voti parlamentari già tenuti.\n\nPer ora la Svizzera dispone di un mandato politico per fissare un limite, non di un sistema di quote operativo. Le autorità devono ancora stabilire il conteggio, il criterio d’intervento, i confini regionali e la procedura di autorizzazione. I 43 branchi registrati in Svizzera nel 2025, rispetto a circa una dozzina di lupi nel 2010, fanno sì che queste decisioni saranno seguite con attenzione sia nelle Alpi sia in pianura.