salute pubblica
Le ondate di caldo in Svizzera associate a circa 600 decessi in eccesso
Secondo i dati sulla mortalità dell’Ufficio federale di statistica, quest’estate le ondate di caldo hanno causato circa 600 decessi in eccesso in Svizzera. Le persone con più di 65 anni sono state le più colpite, anche se il caldo insolitamente persistente ha interessato anche le fasce d’età più giovani.

Tra giugno e settembre 2026 in Svizzera sono stati registrati circa 600 decessi in più, poiché due ondate di caldo prolungate hanno fatto salire la mortalità oltre i livelli attesi. I dati provengono dal monitoraggio settimanale dell’Ufficio federale di statistica e riguardano l’estate più calda nel Paese dall’inizio delle misurazioni, nel 1864.
La prima ondata di caldo, a fine giugno, ha provocato l’aumento più marcato dei decessi. Una seconda fase di caldo è arrivata all’inizio di agosto, dopo una breve pausa in luglio, prolungando la pressione sulle persone la cui salute era già vulnerabile alle temperature elevate.
I dati non corrispondono a decessi certificati come causati dal caldo. Medici e ufficiali di stato civile registrano generalmente l’evento medico immediato, come un infarto o un’insufficienza circolatoria. Il caldo può aggravare una patologia preesistente o provocare un evento letale senza comparire sul certificato di morte.
Il momento in cui si è verificato l’aumento della mortalità indica comunque che il caldo è la spiegazione più plausibile. L’Ufficio federale di statistica può individuare un incremento insolito dei decessi, mentre per attribuirli con maggiore precisione occorre confrontare i dati sulla mortalità con rilevazioni dettagliate delle temperature. Swiss TPH prevede di pubblicare questa analisi nella primavera del 2027. Nel frattempo, la stima offre una chiara misura dell’impatto dell’estate sulla salute pubblica.
Gli anziani corrono i rischi maggiori
Le persone con più di 65 anni hanno subito le conseguenze più gravi, a conferma della nota vulnerabilità degli anziani al caldo estremo. Con l’avanzare dell’età, l’organismo regola la temperatura con minore efficacia e molte persone anziane convivono con patologie cardiache, polmonari o circolatorie che il caldo può aggravare.
La prima ondata di caldo è stata sfavorevole anche per il periodo in cui si è verificata. Martina Ragettli, epidemiologa presso l’Istituto svizzero di salute pubblica e tropicale, ha spiegato che all’inizio dell’estate le persone sono meno preparate dal punto di vista fisiologico. «All’inizio dell’estate non siamo ancora adattati al caldo», ha detto. Con il passare della stagione, l’organismo si adatta gradualmente e riesce a sopportare meglio le temperature elevate.
Il livello di riferimento recente in Svizzera è già alto. Swiss TPH stima che in un’estate recente media si verifichino circa 500 decessi legati al caldo. La stima di circa 600 decessi in eccesso per il 2026 segnala quindi una stagione particolarmente grave, anche se le due cifre si basano su metodi diversi e non vanno considerate misure identiche.
Il confronto storico è ancora più netto. Swiss TPH ha registrato circa 1’400 decessi in più nel 2003, quando una grande ondata di caldo europea ha colpito la Svizzera. Quell’evento resta un punto di riferimento per valutare i rischi delle temperature elevate prolungate.
La seconda ondata colpisce i lavoratori più giovani
Durante la seconda ondata di caldo la mortalità tra le persone con meno di 65 anni è aumentata in modo evidente, un dato insolito emerso dalle statistiche di quest’estate. L’aumento amplia l’allarme sanitario, che non riguarda soltanto case per anziani, ospedali e famiglie che assistono parenti anziani.
Ragettli ha indicato una possibile spiegazione. Il caldo di agosto è arrivato dopo il periodo delle vacanze, quando le persone sono tornate nei cantieri, nei negozi, negli uffici e nelle strutture di cura. «Si era tornati alla vita quotidiana e le persone avevano meno possibilità di proteggersi dal caldo», ha detto.
Chi lavora all’aperto è esposto direttamente al sole e allo sforzo fisico. Pendolari e addetti alle consegne possono trascorrere molto tempo in veicoli caldi o su piattaforme esposte. Anche gli ambienti di lavoro al chiuso possono trattenere il calore quando la ventilazione e il raffrescamento sono limitati. Queste condizioni possono ridurre il tempo disponibile per riposare, bere acqua o spostarsi in un luogo più fresco.
Ragettli ha sottolineato che queste spiegazioni restano ipotesi. Anche la durata e l’intensità delle ondate di caldo potrebbero aver influito sulla mortalità, e i dati disponibili non permettono di stabilire una causa definitiva dell’aumento tra gli adulti più giovani. La tendenza mostra però quanto rapidamente il rischio legato al caldo possa raggiungere persone che di solito non si considerano vulnerabili dal punto di vista medico. Gli avvisi di salute pubblica devono raggiungere anche i luoghi di lavoro e le reti di trasporto, oltre alle abitazioni private.
La Svizzera si prepara alla prossima ondata di caldo
La Svizzera disporrà nella primavera del 2027 di un quadro più preciso dei decessi dell’estate, quando Swiss TPH incrocerà i dati sulla mortalità con quelli sulle temperature. L’analisi dovrebbe chiarire quanti decessi siano attribuibili all’esposizione al caldo e come il rischio sia variato tra le fasce d’età e nei diversi periodi delle ondate di caldo.
Il quadro nazionale va già oltre gli ospedali e le statistiche sui decessi. La Svizzera ha dovuto affrontare anche una siccità eccezionale. Tra il 1° aprile e il 31 luglio, circa un quinto delle stazioni di monitoraggio ha registrato i livelli idrici più bassi per quel periodo dall’inizio delle misurazioni. Fiumi in secca, agricoltura sotto pressione e aree urbane surriscaldate hanno fatto parte dello stesso contesto estivo.
I dati sulla mortalità rendono ancora più urgente prepararsi alle future ondate di caldo. Le città svizzere hanno introdotto misure come piani contro il caldo, allerte pubbliche e spazi ombreggiati, ma la Svizzera non dispone ancora di una strategia nazionale uniforme, secondo quanto riferito in un articolo correlato di Swissinfo. Una protezione efficace richiede il coordinamento tra autorità sanitarie cantonali, Comuni, datori di lavoro, strutture di cura e servizi di emergenza.
La prossima valutazione affinerà le cifre, ma non cancellerà l’allarme. Due ondate di caldo in una sola estate hanno messo in luce i rischi per gli anziani, chi lavora all’aperto e le persone tornate alla routine quotidiana. La pianificazione sanitaria del Paese dovrà tenere conto di un caldo che dura più a lungo, arriva prima e incide su un numero maggiore di aspetti della vita quotidiana.