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Swiss Observer

I colossi industriali svizzeri ABB e Novartis puntano sugli Stati Uniti con grandi investimenti

Le multinazionali svizzere investono somme ingenti negli Stati Uniti. Il CEO di ABB indica gli USA come il mercato con il maggiore potenziale di crescita, mentre Novartis ha avviato i lavori per un nuovo polo di ricerca biomedica da 23 miliardi di dollari a San Diego.

AI10 febbraio 2026Il nostro processo editoriale
I colossi industriali svizzeri ABB e Novartis puntano sugli Stati Uniti con grandi investimenti
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La bussola economica dei colossi industriali svizzeri punta decisamente a ovest. In una dimostrazione coordinata di fiducia, ABB e Novartis puntano entrambe con decisione sugli Stati Uniti, segnalando un massiccio trasferimento di capitali verso il dinamismo americano. Non si tratta di una semplice svolta, ma di un cambiamento sismico nella strategia. Con ABB che indica gli USA come mercato con il «massimo potenziale di crescita» e Novartis che avvia i lavori per un imponente polo a San Diego, il messaggio è chiarissimo: il futuro della crescita industriale svizzera si costruisce su fondamenta americane.

Mentre l’Europa deve fare i conti con la stagnazione, le multinazionali svizzere puntano con decisione sul redditizio e dinamico mercato americano. L’entità di queste operazioni, con miliardi di capitali impegnati e migliaia di posti di lavoro altamente qualificati, sottolinea una nuova realtà: l’Atlantico diventa un ponte per l’innovazione svizzera, anziché una barriera. Con il mutare degli equilibri geopolitici, questi colossi aziendali non aspettano il via libera: piantano le loro bandiere dove i rendimenti sono più elevati.

ABB: gli utili volano e l’attenzione si sposta a ovest

ABB viaggia a pieno regime e il suo carburante è inequivocabilmente americano. Il colosso ingegneristico con sede a Zurigo ha appena chiuso l’esercizio finanziario 2025 con un aumento impressionante del 20% dell’utile netto, che ha raggiunto i 4,7 miliardi di dollari. Il CEO Morten Wierod non usa mezzi termini sul fattore alla base di questo successo: «È lì che negli ultimi anni si è registrata la crescita maggiore, e questa tendenza continua», ha dichiarato, riferendosi al mercato statunitense.

I numeri confermano questa lettura. Con un fatturato in crescita del 7%, a 33,2 miliardi di dollari, e un margine operativo salito a un solido 19%, ABB beneficia della forte domanda di elettrificazione e automazione negli Stati Uniti. L’azienda è presente anche in Asia e in Europa, ma la priorità strategica è chiara. Wierod ha indicato esplicitamente le Americhe come priorità assoluta, relegando l’Europa a un distante terzo posto. Gli investitori hanno accolto la notizia con entusiasmo, facendo salire il titolo ABB del 169% negli ultimi cinque anni: una conferma che la strategia incentrata sugli USA ripaga gli azionisti svizzeri.

Novartis lancia un’offensiva da 23 miliardi di dollari nell’innovazione

Se ABB elettrifica l’America, Novartis ne riscrive il codice genetico. Il colosso farmaceutico ha avviato un piano d’investimenti negli Stati Uniti da ben 23 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, una cifra che supera di gran lunga quella delle consuete espansioni industriali. Il progetto principale è un nuovo centro di ricerca biomedica di 43’300 metri quadrati a San Diego, la cui apertura è prevista nel 2029. Non si tratta solo di un edificio: sarà una vera e propria roccaforte dell’innovazione, con mille ricercatori di alto livello.

Fiona Marshall, presidente di Novartis Biomedical Research, afferma che questa struttura «accelererà la scoperta di farmaci per i pazienti di tutto il mondo». Integrando l’intelligenza artificiale avanzata in ogni fase della ricerca, Novartis punta a rivoluzionare i trattamenti in neurologia, oncologia e medicina rigenerativa. La mossa fa seguito alle forti pressioni delle amministrazioni statunitensi per trasferire la produzione sul territorio nazionale, ma Novartis ha trasformato una necessità politica in un vantaggio strategico, radicandosi profondamente nell’ecosistema biotecnologico californiano.

L’Europa ristagna, mentre l’America accelera

Il contrasto non potrebbe essere più netto: mentre miliardi affluiscono nelle infrastrutture statunitensi, l’Europa viene relegata alla manutenzione. Wierod, di ABB, è stato molto diretto nella sua valutazione: in Europa l’attenzione è rivolta soltanto a «migliorare l’efficienza degli impianti esistenti», senza alcun progetto di nuove fabbriche su vasta scala. Il «Vecchio continente» è considerato poco dinamico, intrappolato da una crescita lenta e dall’inerzia geopolitica.

Questa divergenza solleva una questione cruciale per l’economia svizzera. Le aziende elvetiche prosperano a livello globale, ma la loro presenza in Svizzera e in Europa tende a rimanere statica. La crescita dinamica, i nuovi posti di lavoro e le strutture all’avanguardia vengono trasferiti sempre più spesso in Texas, California e Carolina del Nord. Mentre i colossi industriali svizzeri riconsiderano le loro catene di approvvigionamento in un mondo instabile, gli Stati Uniti offrono un porto sicuro con forti prospettive di crescita, che l’Europa al momento non riesce a garantire. Per ora, il verdetto delle sale riunioni è definitivo: è in America che si concentra l’attività.