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Swiss Observer

Laghi ai minimi storici e perdite agricole rivelano il costo della siccità in Svizzera

Mesi di siccità hanno portato i livelli dell’acqua nei laghi della Svizzera orientale sotto i record storici, mentre siccità e grandine hanno causato perdite agricole per quasi 60 milioni di CHF. Nel loro insieme, questi dati mostrano come gli eventi meteorologici estremi incidano sulle riserve idriche, sugli agricoltori e sull’economia nel suo complesso.

AI25 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Laghi ai minimi storici e perdite agricole rivelano il costo della siccità in Svizzera
AISWI swissinfo.ch

I laghi della Svizzera orientale hanno raggiunto livelli record, mentre il Paese fa i conti con il costo di un’estate di caldo, siccità e grandine. Mercoledì il livello dell’Untersee, la parte occidentale del Lago di Costanza, era 4 centimetri sotto il minimo registrato finora, risalente al 14 gennaio 1949. Le misurazioni in questo punto sono iniziate nel 1885.

Le conseguenze sono visibili lungo le rive. Per gran parte dell’estate le barche sono rimaste in secca e, da giugno, il porto di Mannenbach-Salenstein ha dovuto fare i conti con una chiara carenza d’acqua. In alcune zone del Canton Turgovia, i bacini più piccoli hanno raggiunto livelli storicamente bassi o si sono prosciugati del tutto.

Lo stesso andamento meteorologico ha danneggiato i campi e indebolito l’economia nel suo complesso. Hagel Schweiz stima perdite alle colture per 59,2 milioni di CHF, mentre Allianz Trade valuta in 400 milioni di CHF il costo economico complessivo dell’ondata di caldo. Nel loro insieme, le cifre mostrano come una stagione secca si ripercuota sull’economia svizzera, dalle aziende agricole e assicurative ai trasporti, al lavoro e alle attività locali.

La siccità si è protratta ben oltre una singola ondata di caldo. Secondo le previsioni citate da Swissinfo, settembre potrebbe diventare il sesto mese consecutivo con precipitazioni inferiori alla media, lasciando a comunità e agricoltori poco tempo per ricostituire le riserve idriche.

I livelli record rivelano riserve idriche in calo

Il lago Untersee ha superato al ribasso un record di livello minimo che resisteva da oltre sette decenni. La misurazione è significativa perché il lago dispone di una delle serie storiche idrologiche più lunghe della Svizzera, che risale al 1885. L’ultimo calo sotto il livello del 1949 riflette mesi di scarse precipitazioni, afflussi ridotti ed evaporazione intensa.

Il lago di Walenstadt offre un altro indicatore della situazione. Il suo livello ha raggiunto 418,18 metri sopra il livello del mare, il dato più basso mai registrato in settembre da quella stazione. Rimane comunque superiore al minimo assoluto del lago, misurato il 14 febbraio 1949, quando l’acqua si trovava 26 centimetri più in basso.

I bassi livelli del lago di Walenstadt incidono anche sulla Linth, il principale affluente che sfocia nel lago di Zurigo. Dal lago al fiume scorre ormai pochissima acqua. Anche il lago di Costanza deve far fronte a un problema analogo di approvvigionamento. Sebbene circa 200 affluenti alimentino il lago internazionale, il Reno fornisce circa il 62% della sua acqua. Il tratto tra Coira e la foce del Reno nel lago di Costanza è fra le zone classificate come colpite da siccità estrema dall’Ufficio federale dell’ambiente.

Secondo la valutazione del Canton San Gallo, la siccità di quest’anno è peggiore di quelle del 2003 e del 2018, dopo un secondo inverno con poca neve e ripetute ondate di caldo estive.

Gli agricoltori subiscono un doppio colpo

L’agricoltura svizzera deve far fronte a danni assicurati alle colture per 59,2 milioni di CHF, dopo il periodo da aprile ad agosto più secco e caldo dall’inizio delle misurazioni, nel 1901. Per l’anno in corso, Hagel Schweiz prevede circa 5.800 sinistri, quasi il triplo dei danni registrati la scorsa estate.

La siccità ha causato il 45% dei sinistri, mentre la grandine ne ha causato il 48%. I due fenomeni spesso si sommano. Le piante indebolite dalla mancanza d’acqua hanno meno capacità di riprendersi quando arrivano forti temporali, mentre la grandine può distruggere colture che gli agricoltori hanno già dovuto portare avanti durante una costosa stagione secca.

Le colture estive hanno subito perdite particolarmente pesanti. Patate, mais, barbabietole da zucchero e girasoli sono fra quelle più colpite, con rese ridotte per gli agricoltori e indennizzi insolitamente elevati per gli assicuratori. Hagel Schweiz prevede che l’onere dei sinistri si tradurrà in un risultato d’esercizio nettamente negativo.

I danni vanno oltre i singoli campi. Raccolti più scarsi possono ripercuotersi sulle aziende di trasformazione alimentare, sulle scorte di mangimi e sulla liquidità delle aziende agricole. Nelle stagioni future, gli agricoltori potrebbero inoltre dover sostenere costi più elevati per l’irrigazione, la risemina e la gestione del suolo. La valutazione dell’assicuratore colloca gli eventi di quest’anno in una tendenza climatica di più lungo periodo. «La siccità di quest’anno mostra chiaramente quanto l’agricoltura stia già soffrendo per gli effetti del cambiamento climatico», ha dichiarato Hagel Schweiz.

Il caldo si ripercuote sull’economia

Il costo economico stimato dell’ondata di caldo, pari a 400 milioni di CHF, va ben oltre le aziende agricole e le rive dei laghi. Allianz Trade calcola che le perdite equivalgono a circa lo 0,05% del prodotto interno lordo svizzero. Il caldo estremo ha ridotto la produttività del lavoro: i lavoratori hanno avuto bisogno di pause più lunghe e le malattie hanno provocato ulteriori assenze.

La stima tiene conto di un impatto economico ampio. Le imprese devono gestire interruzioni del lavoro, maggiori esigenze di raffreddamento e l’incertezza legata al meteo, mentre agricoltori e assicuratori assorbono le perdite dirette. Anche le economie locali attorno ai laghi colpiti sono sotto pressione quando i bassi livelli dell’acqua limitano la navigazione da diporto, l’attività portuale e il commercio sulle rive.

Jan Möllmann, CEO di Allianz Trade in Svizzera, ha affermato che «il cambiamento climatico sta diventando sempre più un fattore economico». L’assicuratore intende pubblicare una valutazione annuale tramite l’Allianz Climate Risk Tracker, per offrire ad aziende e responsabili politici un quadro periodico dei costi degli eventi meteorologici estremi.

Lo studio segnala inoltre rischi che vanno oltre l’estate in corso. Allianz Trade e Allianz stimano che un forte episodio di El Niño potrebbe costare all’economia mondiale circa 451 miliardi di dollari nel 2027, con una perdita netta prevista per l’Europa di circa 21 miliardi di euro. La quota della Svizzera dipenderebbe dall’intensità dei futuri episodi di caldo, precipitazioni e tempeste, nonché dalla capacità del Paese di prepararsi.

Prepararsi alle alluvioni e ai bacini vuoti

Circa un quinto delle stazioni di monitoraggio svizzere ha registrato i livelli d’acqua più bassi per il periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 luglio. I dati mostrano che la siccità interessa tutto il Paese, anche se gli effetti più evidenti si sono manifestati nella Svizzera orientale. Un secondo inverno con poca neve ha ridotto l’acqua accumulata nelle Alpi prima che il caldo estivo aumentasse la domanda e l’evaporazione.

Le prospettive a breve termine restano difficili. Nelle previsioni citate da Swissinfo non erano attese precipitazioni significative fino alla fine di settembre. Ciò significa meno acqua in arrivo nei fiumi e nei laghi, mentre agricoltori, economie domestiche, imprese ed ecosistemi continuano ad attingere alle riserve.

Secondo l’analisi di Allianz Trade, sistemi di allerta precoce, mappe dei rischi e responsabilità chiaramente assegnate migliorano la resilienza. Questi strumenti sono importanti quando le autorità devono coordinare l’uso dell’acqua tra cantoni, agricoltura, energia, trasporti e protezione dell’ambiente. Anche per il lago di Costanza è necessaria una collaborazione transfrontaliera, poiché è condiviso da Svizzera, Germania e Austria.

In un breve lasso di tempo la Svizzera ha conosciuto entrambi gli estremi. Nel giugno 2024, forti piogge hanno portato il lago di Costanza al livello massimo di allerta di piena, sommergendo lungolaghi, parcheggi e ristoranti con giardino. Nel 2026, rive scoperte e barche in secca mostrano la pressione opposta. La pianificazione idrologica deve ora tenere conto sia delle alluvioni improvvise sia della prolungata scarsità d’acqua.