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Swiss Observer

Il tribunale svizzero conferma la revoca della cittadinanza in un caso di terrorismo

Il Tribunale amministrativo federale ha confermato la revoca della cittadinanza svizzera a un uomo condannato in Francia per aver pianificato attentati terroristici e sostenuto lo Stato islamico. La sentenza può ancora essere impugnata davanti al Tribunale federale, perciò costituisce un banco di prova importante per il diritto in materia di cittadinanza e i poteri dello Stato in materia di sicurezza nazionale.

Il tribunale svizzero conferma la revoca della cittadinanza in un caso di terrorismo
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Un tribunale svizzero ha confermato la revoca della cittadinanza a un uomo condannato per aver preparato attentati terroristici in Francia. Il Tribunale amministrativo federale ha confermato una decisione della Segreteria di Stato della migrazione, nota come SEM, nei confronti dell’ex cittadino svizzero, che aveva espresso fedeltà allo Stato islamico e pianificato attentati in Francia, anche a Nizza.

La sentenza, pubblicata lunedì e riportata il 25 agosto 2026, avvalora sul piano giudiziario i poteri del governo in materia di cittadinanza. Il caso può ancora essere sottoposto al Tribunale federale, la massima autorità giudiziaria svizzera. L’eventuale ricorso significa che la controversia giuridica non è conclusa, ma la decisione del tribunale amministrativo segna una tappa importante in un caso che riguarda i limiti del diritto di cittadinanza e la risposta dello Stato al terrorismo.

L’uomo è nato in Bosnia ed Erzegovina e ha ottenuto la cittadinanza svizzera nel 2000. Per molti anni ha vissuto a Yverdon-les-Bains, nel Canton Vaud. Prima che intervenissero le autorità migratorie svizzere, i procuratori francesi avevano ottenuto una condanna importante nei suoi confronti. Il caso pone ora al centro di una controversia svizzera sulla cittadinanza le decisioni pronunciate da un tribunale penale francese.

La condanna in Francia porta all’intervento svizzero

Nel gennaio 2021 un tribunale francese ha condannato l’uomo a 15 anni di carcere. La Corte d’assise di Parigi ha stabilito che aveva sostenuto lo Stato islamico e pianificato attentati sul suolo francese. La fonte cita Nizza tra le località legate ai piani.

La condanna ha costituito la base fattuale del successivo procedimento amministrativo svizzero. Nel maggio 2021 la SEM gli ha revocato la cittadinanza svizzera, sostenendo che i gravi reati commessi in relazione ad attività terroristiche avevano leso gli interessi della Svizzera e danneggiato la reputazione del Paese.

La decisione svizzera è stata presa pochi mesi dopo la sentenza francese. Nell’ambito della procedura sulla cittadinanza, le autorità non hanno inflitto una nuova pena penale in Svizzera. Hanno adottato una misura amministrativa legata alla condotta accertata in Francia e alla valutazione delle conseguenze per la Svizzera.

Il Tribunale amministrativo federale ha ora avallato questa motivazione. La sua sentenza conferma che una condanna all’estero per terrorismo può svolgere un ruolo decisivo nelle procedure svizzere in materia di cittadinanza. La decisione scritta del tribunale e un’eventuale successiva sentenza del Tribunale federale determineranno in che misura le autorità potranno fare affidamento su condanne di questo tipo nei casi futuri.

Diritti di cittadinanza e poteri di sicurezza

Il caso mette alla prova il modo in cui la Svizzera concilia i diritti di cittadinanza con la sicurezza nazionale. La SEM ha affermato che la condotta dell’uomo aveva leso gli interessi della Svizzera e la reputazione del Paese, motivi che vanno oltre la sola condanna penale. Il sostegno del Tribunale amministrativo federale conferisce a queste considerazioni valore giuridico nel caso in esame.

La cittadinanza svizzera è uno status giuridico tutelato e la sua revoca ha conseguenze che vanno oltre il controllo migratorio. Può incidere sul diritto di una persona di rientrare nel Paese, sull’accesso ai documenti svizzeri e sul rapporto formale con il Paese in cui viveva in precedenza. La fonte disponibile non indica dove l’uomo stia scontando attualmente la pena né quale cittadinanza mantenga dopo la decisione svizzera.

La sentenza si inserisce inoltre nel più ampio dibattito svizzero sui cittadini legati allo Stato islamico. Swissinfo aveva già riferito della prima revoca della cittadinanza a una persona con doppia cittadinanza nel 2019 e, in precedenza, aveva esaminato la possibilità che persone partite per combattere per lo Stato islamico perdessero il passaporto svizzero.

Questi casi precedenti forniscono il contesto politico. La nuova sentenza aggiunge agli atti una decisione giudiziaria dettagliata e potrebbe influenzare il modo in cui la SEM affronterà in futuro i casi di condanne per terrorismo pronunciate all’estero.

Il Tribunale federale potrebbe fissare i limiti definitivi

La prossima decisione potrebbe spettare al Tribunale federale. Secondo la fonte, l’ex cittadino può impugnare la sentenza del Tribunale amministrativo federale. Finché la procedura non sarà conclusa, il caso resterà aperto sul piano del diritto svizzero, anche se il tribunale amministrativo ha confermato l’intervento della SEM.

Un ricorso al Tribunale federale offrirebbe alla massima corte svizzera l’occasione di esaminare i criteri giuridici applicati alla revoca. Potrebbe chiarire come le autorità debbano valutare una condanna pronunciata all’estero, la gravità dell’attività terroristica e le affermazioni secondo cui una persona avrebbe leso gli interessi o la reputazione della Svizzera.

Il caso è rilevante anche per Cantoni come il Vaud, dove l’uomo ha vissuto per molti anni, e per le istituzioni nazionali responsabili della cittadinanza e della migrazione. Un’eventuale sentenza futura sarà seguita con attenzione da funzionari, avvocati e comunità interessati dalle misure antiterrorismo.

Per il momento, la cronologia accertata è chiara: cittadinanza concessa nel 2000, condanna francese a 15 anni di carcere nel 2021, decisione di revoca della SEM nel maggio 2021 e conferma del Tribunale amministrativo federale nel 2026. L’eventuale ricorso stabilirà se questa sequenza diventerà un precedente definitivo.