cioccolato svizzero
L’industria svizzera del cioccolato mostra i primi segnali di ripresa dalla crisi del cacao
Gli esperti svizzeri intravedono i primi segnali che l’industria del cioccolato stia uscendo dalla crisi del cacao. Il calo dei prezzi del cacao e il miglioramento della domanda potrebbero segnare una svolta per i produttori, anche se gli analisti avvertono che la ripresa resta fragile dopo due anni difficili.

I produttori svizzeri di cioccolato registrano i primi segnali misurabili che la crisi del cacao potrebbe attenuarsi. Dopo due anni di contrazione dei volumi, i prezzi del cacao sono scesi nettamente dal picco del 2024 e gli indicatori della domanda globale hanno ripreso a salire.
Mercoledì gli analisti della banca svizzera Vontobel hanno scritto che il settore potrebbe avvicinarsi a una svolta. «Riteniamo che il punto più basso dei volumi di vendita sia ormai alle spalle», hanno affermato in un rapporto sull’industria svizzera del cioccolato. Gli analisti hanno sottolineato che la ripresa è ancora agli inizi.
Il cambiamento è importante per l’intera industria alimentare svizzera. L’aumento dei costi del cacao ha costretto i produttori ad alzare i prezzi, mentre le economie domestiche alle prese con una spesa alimentare più cara si sono orientate verso prodotti a marchio proprio dei supermercati, più economici. I marchi svizzeri, dai fornitori industriali ai produttori di fascia alta, hanno dovuto tutelare i margini cercando al contempo di mantenere la cioccolata alla portata dei consumatori.
Secondo il rapporto, il cacao costa ora circa 4’500 sterline per tonnellata. Si tratta di circa il 60% in meno rispetto al picco del 2024, anche se il prezzo resta all’incirca doppio rispetto alla media storica. Il calo dei prezzi dà un po’ di sollievo ai produttori, ma non si è ancora tradotto in prezzi più bassi sugli scaffali né in una ripresa generalizzata dei volumi.
I rincari celano un netto calo dei volumi
I dati del 2025 mostrano quanto duramente lo shock del cacao abbia colpito la Svizzera. Chocosuisse ha riferito che l’anno scorso il volume di cioccolato svizzero venduto è diminuito del 7,9%. Le esportazioni sono calate ancora di più, del 9,3%, un duro colpo per un settore che dipende fortemente dai mercati internazionali e dalla reputazione dei prodotti fabbricati in Svizzera.
Il fatturato è aumentato dell’11,8%, ma la crescita è dovuta all’aumento dei prezzi, non a una domanda più forte. La stessa pressione si è manifestata nei consumi delle economie domestiche. Nel 2025 il consumo pro capite di cioccolato in Svizzera è sceso del 2,7%, mentre i consumatori reagivano al rincaro dei prodotti.
Gli aumenti dei prezzi sono stati consistenti. Vontobel ha dichiarato che, dal 2024, i principali fornitori hanno rincarato i prodotti complessivamente dal 25% al 50%. Lindt & Sprüngli, una delle aziende di cioccolato più conosciute della Svizzera, ha registrato una crescita organica del fatturato del 4,3% nel primo semestre del 2026. Tuttavia, gli aumenti dei prezzi dell’11,8% hanno rappresentato la maggior parte della crescita e i volumi sono rimasti sotto pressione.
Per i consumatori svizzeri, i dati descrivono abitudini di acquisto ormai familiari: meno acquisti d’impulso, maggiore attenzione alle promozioni e uno spostamento verso alternative più economiche. Per i produttori, mostrano perché il solo calo dei prezzi del cacao non può garantire una rapida ripresa delle vendite.
I trasformatori registrano la prima ripresa della domanda
I dati sulla domanda si sono finalmente mossi nella direzione attesa dai produttori. Nel secondo trimestre del 2026 la macinazione globale del cacao è aumentata, segnando la prima crescita dopo sei cali consecutivi. Questo indicatore misura la quantità di cacao utilizzata dai trasformatori ed è considerato un importante segnale anticipatore della domanda di cioccolato.
Barry Callebaut, gruppo con sede in Svizzera attivo nei prodotti a base di cioccolato e cacao, ha fornito un secondo segnale. Nel terzo trimestre del suo esercizio 2025/26, il volume delle vendite è aumentato del 5,7%: si tratta della prima crescita dei volumi dell’azienda in due anni. Il risultato lascia pensare che alcuni clienti possano tornare dopo aver ridotto gli ordini o riformulato i prodotti durante lo shock dei prezzi.
La ripresa resta disomogenea. Lindt prevede di tornare a crescere nel 2027, ma i dati del primo semestre mostrano quanto sia difficile ricostruire la domanda dopo ripetuti aumenti dei prezzi. Il fatturato può crescere mentre il numero di prodotti venduti continua a ristagnare.
I produttori svizzeri devono inoltre gestire costi che vanno oltre il cacao. Energia, imballaggi, trasporti e manodopera restano parte dei costi di produzione. Nicolas Forget, direttore generale di Villars, ha dichiarato che l’azienda intende restare in Svizzera, migliorando nel contempo la visibilità e controllando i costi. Questo approccio riflette la sfida più ampia: preservare la produzione e la qualità svizzere, rendendo al tempo stesso il cioccolato abbastanza accessibile da recuperare i volumi.
Le condizioni meteorologiche mantengono vulnerabile la filiera
I raccolti dell’Africa occidentale determineranno la solidità della ripresa. Secondo l’analisi di Vontobel, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Camerun producono circa tre quarti del cacao mondiale. Un cattivo raccolto in uno qualsiasi di questi importanti Paesi produttori può ripercuotersi rapidamente sui trasformatori e sui produttori di cioccolato di tutto il mondo.
La crisi è iniziata con carenze dell’offerta dovute a raccolti scarsi, malattie delle piante e alberi invecchiati. La speculazione sui mercati delle materie prime ha contribuito all’impennata dei prezzi. Nel 2024 il cacao ha superato le 10’000 sterline per tonnellata, sottoponendo i produttori a forti pressioni e contribuendo ai rincari osservati nei negozi svizzeri.
Gli analisti di Vontobel hanno individuato in El Niño un rischio persistente. Si prevede che il fenomeno meteorologico sarà particolarmente intenso quest’anno e il prossimo, portando temperature più elevate e meno precipitazioni nell’Africa occidentale. Queste condizioni potrebbero aumentare il rischio di siccità e danneggiare i raccolti.
La distribuzione geografica della produzione di cacao limita il margine di manovra del settore. A differenza di alcune altre materie prime agricole, le carenze di cacao nell’Africa occidentale non possono essere facilmente compensate con forniture provenienti da altre regioni. Il Brasile punta a svolgere un ruolo più importante nel mercato del cacao, anche come potenziale fornitore per la Svizzera, ma ampliare la produzione richiede tempo e non elimina l’esposizione immediata alle condizioni meteorologiche e alle malattie.
I produttori svizzeri si preparano a un 2027 all’insegna della prudenza
Il cioccolato svizzero si avvia verso il 2027 con indicatori migliori, ma senza margine per abbassare la guardia. Il calo dei prezzi del cacao può ridurre gradualmente la pressione sui produttori, mentre l’aumento della macinazione e la crescita dei volumi di Barry Callebaut indicano che la domanda potrebbe stabilizzarsi. Dopo le flessioni registrate nel 2025, il settore deve ancora affrontare una lunga ripresa.
La prova decisiva sarà capire se i consumatori torneranno quando i prezzi si stabilizzeranno. Dal 2024 i produttori hanno aumentato i prezzi dal 25% al 50% e il rapporto non indica che questi rincari verranno rapidamente annullati. Le aziende devono decidere quanto dell’eventuale sollievo sui costi del cacao trasferire ai consumatori, come ricostruire i volumi e come preservare i margini in un mercato in cui le abitudini di acquisto sono già cambiate.
Le attese di Lindt & Sprüngli per una nuova crescita nel 2027 rappresentano un punto di riferimento per il segmento premium. I risultati dei volumi di Barry Callebaut ne offrono un altro per la domanda industriale. Nessuno dei due risultati chiarisce le prospettive, soprattutto con El Niño che minaccia i raccolti dell’Africa occidentale.
Per la Svizzera, la ripresa si misurerà in ordini alle fabbriche, volumi delle esportazioni e numero di consumatori disposti a pagare per il cioccolato svizzero. Il settore si è allontanato dalla fase peggiore dello shock dei prezzi, ma non è ancora tornato alla normalità.