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Swiss Observer

Le banche svizzere superano i CHF 10 bilioni di averi della clientela

Le banche svizzere gestiscono ormai oltre CHF 10 bilioni di averi della clientela, a conferma della solidità del settore della gestione patrimoniale del Paese.

AI1 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Le banche svizzere superano i CHF 10 bilioni di averi della clientela
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Le banche svizzere hanno superato la soglia dei CHF 10 bilioni di averi della clientela, fissando un nuovo parametro di riferimento per la piazza finanziaria del Paese. Il traguardo arriva dopo un 2025 da record, quando gli averi in gestione sono cresciuti del 4,8% a CHF 9,7 bilioni, secondo il Barometro bancario dell’Associazione svizzera dei banchieri. La crescita è proseguita nel 2026, nonostante l’incertezza geopolitica, le difficili condizioni commerciali e i tassi d’interesse pari a zero.

La cifra comprende gli averi gestiti dalle banche operanti in Svizzera per clienti sia nazionali sia esteri. Rafforza il ruolo della gestione patrimoniale quale principale motore di crescita del settore e dà agli istituti svizzeri un argomento di peso nella competizione globale per conquistare clienti facoltosi.

L’aumento va tuttavia interpretato con una precisazione importante. Il Barometro bancario attribuisce gran parte della crescita alla resilienza dei mercati azionari e al conseguente aumento del valore dei portafogli titoli. Un totale di averi più elevato non significa quindi automaticamente che le banche abbiano acquisito una quantità equivalente di nuovi affari. Le valutazioni di mercato hanno accresciuto il valore delle posizioni esistenti, mentre gli afflussi di clienti hanno fornito un ulteriore sostegno.

La distinzione è importante per la Svizzera. Un’impennata trainata dai mercati può invertirsi se i corsi azionari scendono. Per una crescita duratura le banche devono fidelizzare la clientela, acquisire nuovi mandati e dimostrare che la qualità della consulenza, la tecnologia e i controlli dei rischi giustificano le commissioni applicate.

Distinguere i guadagni di mercato dalla crescita della clientela

I mercati azionari hanno fornito gran parte dello slancio alla cifra record: la composizione della clientela e i nuovi afflussi saranno quindi la prossima prova. L’Associazione svizzera dei banchieri ha dichiarato che i portafogli titoli sono aumentati grazie alla resilienza dei mercati, con una crescita degli averi detenuti da clienti svizzeri ed esteri. La fonte non fornisce una ripartizione che indichi quanto sia dovuto alla performance e quanto ai nuovi fondi netti.

Questa distinzione mancante è essenziale per valutare la solidità del risultato. Se la crescita degli averi dipende soprattutto dall’aumento dei corsi azionari, le banche beneficiano di una base di commissioni più ampia, ma i guadagni restano esposti a una correzione dei mercati. Se invece i clienti apportano nuovo capitale e trasferiscono i mandati in Svizzera, il traguardo segnalerebbe una maggiore fiducia nei servizi e negli istituti del Paese.

La Svizzera continua a promuoversi come piazza finanziaria sicura e stabile. Questa reputazione sostiene Ginevra, Zurigo, Lugano e altre località in cui le banche private assistono famiglie, imprenditori e istituzioni internazionali. Impone inoltre agli istituti di offrire più della tradizionale discrezione. I clienti si aspettano sempre più spesso rendiconti trasparenti, una costruzione sofisticata dei portafogli e un accesso digitale rapido.

Il vantaggio duraturo del settore dipenderà dalla capacità di trasformare una fase di mercato favorevole in relazioni di lungo periodo. Il prossimo Barometro bancario dovrà mostrare se gli averi hanno continuato a crescere anche quando le valutazioni e le condizioni dei tassi d’interesse hanno offerto meno sostegno.

Orientare gli utili verso i ricavi da commissioni

Nel 2025 la crescita degli utili è tornata, ma i dati sui ricavi mostrano perché, nell’attuale contesto, la gestione patrimoniale conta più dell’attività creditizia. L’utile operativo complessivo delle banche svizzere è aumentato del 5,8% a CHF 73,8 miliardi, invertendo la flessione registrata nel 2024. I ricavi da commissioni e servizi sono cresciuti del 6,5%, mentre i proventi netti da interessi sono diminuiti dello 0,8%, nonostante l’aumento dei volumi di credito.

Questo andamento riflette la persistente pressione sui margini dovuta ai bassi tassi d’interesse. Concedere più crediti non genera necessariamente utili maggiori quando si riduce il differenziale tra i costi di rifinanziamento e i proventi dai prestiti. I ricavi da commissioni per la gestione dei portafogli, le transazioni e i servizi correlati dipendono più direttamente dal valore degli averi in gestione.

L’Associazione svizzera dei banchieri prevede che questa composizione prosegua nel 2026. Il 73% delle banche interpellate prevede un aumento dei ricavi da commissioni e servizi. Oltre la metà si aspetta un aumento dell’utile operativo, un terzo prevede una stagnazione e nessuna banca pronostica una flessione. Queste aspettative indicano che il settore considera le attività remunerate con commissioni la via più chiara per affrontare un contesto di tassi d’interesse bassi.

Il modello ha comunque dei limiti. I ricavi da commissioni dipendono dalla fiducia dei clienti, dalle valutazioni degli averi e dalla capacità di difendere i prezzi. Le banche devono investire nella consulenza, nella compliance e nella tecnologia, mantenendo al contempo i costi sotto controllo. Il totale record degli averi rafforza la base dei ricavi, ma non elimina la necessità di guadagnarsi ogni mandato.

Seguire l’evoluzione del personale che gestisce gli averi

Il traguardo degli averi è stato raggiunto insieme a una riduzione del personale bancario, mettendo in luce la spinta all’efficienza che sta trasformando la finanza svizzera. Alla fine del 2025 le banche operanti in Svizzera impiegavano circa 92 002 persone, con un calo annuo del 2,5% dovuto esclusivamente alla fusione tra UBS e Credit Suisse. Secondo l’indagine del settore, le altre banche hanno aumentato il numero dei propri collaboratori.

La fusione ha modificato il quadro occupazionale in modo più marcato di quanto suggerisca il dato principale sulla crescita degli averi. UBS ha rilevato Credit Suisse dopo il salvataggio d’emergenza del 2023, integrando le attività ed eliminando le funzioni sovrapposte. Il risultato è un istituto di dimensioni maggiori con un organico complessivo più ridotto, mentre le banche esterne alla fusione hanno registrato un aumento dell’occupazione.

Le banche si aspettano un mercato del lavoro relativamente stabile nel 2026. Il 60% degli istituti interpellati non prevede cambiamenti nel numero di collaboratori e circa un terzo si aspetta un aumento. Nel contempo, Raiffeisen Svizzera ha annunciato in agosto 2026 piani per tagliare fino a 180 posti di lavoro, pur avendo comunicato utili più elevati nel primo semestre dell’anno. La decisione mostra come redditività e occupazione possano evolvere in direzioni diverse.

Per i gestori patrimoniali la sfida è particolarmente impegnativa. Gli istituti hanno bisogno di consulenti alla clientela che conoscano i clienti internazionali, specialisti in investimenti e rendicontazione fiscale, squadre di cibersicurezza e professionisti della compliance. L’automazione può ridurre il lavoro di routine, ma non può sostituire la responsabilità nelle decisioni complesse riguardanti i clienti né i controlli pensati per proteggere la reputazione della banca.

Proteggere la reputazione dietro i CHF 10 bilioni

La piazza finanziaria svizzera affronta la prossima fase con più averi da proteggere e una reputazione che richiede di essere costantemente ripristinata. L’Associazione svizzera dei banchieri afferma che i clienti esteri continuano ad apprezzare la sicurezza e la stabilità del Paese. Questa attrattiva resta una risorsa commerciale importante, soprattutto mentre le banche competono per acquisire mandati internazionali di gestione patrimoniale.

Aumenta anche il costo degli errori. Il collasso e la ristrutturazione di Credit Suisse restano un monito evidente del fatto che un marchio globale può subire gravi danni a causa di lacune nella governance, assunzione di rischi e perdita di fiducia. L’integrazione di Credit Suisse da parte di UBS ha ridotto l’occupazione, modificato le dinamiche concorrenziali e mantenuto la maggiore banca svizzera sotto stretto scrutinio pubblico.

La pressione normativa resterà parte del contesto operativo. Le banche devono dimostrare una gestione solida del capitale e della liquidità, controlli affidabili contro la criminalità finanziaria, un trattamento trasparente della clientela e una sorveglianza credibile. La fonte non quantifica nuove misure normative, ma le previsioni di crescita del settore non possono essere separate da questi obblighi. Portafogli più ampi generano maggiori opportunità di ricavo da commissioni, ma anche maggiori responsabilità quando i mercati scendono o i clienti subiscono perdite.

L’economia svizzera trae vantaggio da una piazza finanziaria di successo attraverso le entrate fiscali, posti di lavoro qualificati e la domanda di servizi professionali. Il traguardo dei CHF 10 bilioni avrà tuttavia un peso duraturo solo se le banche sapranno dimostrare che la crescita deriva da relazioni di fiducia, oltre che da mercati in rialzo. Nel 2026 questa prova si misurerà attraverso la fidelizzazione dei clienti, i nuovi mandati, utili sostenibili e una condotta rigorosa.