Roche
Il farmaco antiobesità di Roche riduce il peso del 15,5% in uno studio di fase intermedia
Roche afferma che il suo trattamento sperimentale contro l’obesità, somministrato una volta alla settimana, ha ridotto in media del 15,5% il peso corporeo dopo 48 settimane in persone in sovrappeso o obese con diabete di tipo 2. Gli analisti hanno definito competitivi i risultati della fase intermedia, sottolineando tuttavia che occorrono ancora studi più ampi di fase 3.

Il trattamento sperimentale contro l’obesità di Roche ha prodotto una perdita di peso media del 15,5% in 48 settimane, avvicinando il gruppo farmaceutico basilese alla testa della corsa globale ai farmaci dimagranti. Enicepatide, somministrato una volta alla settimana, ha prodotto questo risultato in persone in sovrappeso o obese con diabete di tipo 2 che hanno ricevuto la dose più alta, pari a 24 milligrammi, in uno studio clinico di fase intermedia.
Nello stesso gruppo è stata registrata una riduzione del 2,65% dell’HbA1c, l’indicatore della glicemia utilizzato per valutare il controllo del diabete. Roche ha dichiarato che circa il 62% dei partecipanti ha raggiunto valori glicemici nella norma durante lo studio. L’azienda ha inoltre riferito che, al traguardo delle 48 settimane, non era ancora emerso un plateau nella perdita di peso.
I risultati arrivano mentre Eli Lilly e Novo Nordisk dominano un mercato in rapida crescita, che secondo gli analisti potrebbe arrivare a valere fino a 150 miliardi di dollari a livello mondiale. Dopo la pubblicazione dei risultati, le azioni Roche hanno perso lo 0,19% a Zurigo. La reazione contenuta del mercato riflette sia le prospettive offerte dai dati sia i rischi clinici ancora presenti.
I risultati provengono tuttavia da uno studio di fase 2. Gli analisti affermano che Roche deve fornire dati dettagliati corretti per l’effetto placebo e riprodurre i benefici in studi più ampi di fase 3, prima che gli investitori possano valutare quanto enicepatide sia in grado di competere con i farmaci già affermati.
Lo studio associa la perdita di peso al controllo del diabete
La dose di 24 milligrammi ha associato una perdita di peso significativa a un migliore controllo della glicemia. Roche ha dichiarato che, dopo 48 settimane, i pazienti di questo gruppo avevano perso in media il 15,5% del peso corporeo e ridotto l’HbA1c del 2,65%. Nel corso dello studio i ricercatori non hanno inoltre osservato un plateau nella riduzione del peso, un dettaglio che potrebbe influenzare la progettazione dei prossimi studi dell’azienda.
Enicepatide agisce attivando due ormoni coinvolti nel metabolismo, GLP-1 e GIP. Il meccanismo è simile a quello di Zepbound di Eli Lilly e offre a Roche una via biologica già nota per entrare in un mercato plasmato da trattamenti iniettabili settimanali. Il farmaco era precedentemente noto come CT-388 ed è stato sviluppato da Carmot Therapeutics, acquistata da Roche per 3,1 miliardi di dollari nel 2023.
Manu Chakravarthy, vicepresidente senior di Roche responsabile dello sviluppo di prodotti cardiovascolari, renali e per il metabolismo, ha messo in evidenza l’effetto del trattamento su entrambe le condizioni. «Si perde peso, non si ha ipoglicemia e la glicemia scende fino a un intervallo molto, molto sano», ha dichiarato.
I risultati sul diabete sono importanti sia dal punto di vista commerciale sia da quello medico. Roche sta sviluppando enicepatide per le persone con obesità, ma anche per i pazienti con diabete e altre patologie gravi. Questa strategia più ampia potrebbe estendere il mercato potenziale del farmaco, se gli studi successivi confermeranno i risultati attuali.
Il segnale di sicurezza di Roche dovrà superare una prova più impegnativa
Dopo 48 settimane, solo il 2% dei partecipanti ha interrotto il trattamento a causa degli effetti collaterali, secondo Roche. Il dato offre un importante termine di confronto con i farmaci concorrenti, anche se gli studi non erano identici e i risultati non possono essere considerati un confronto diretto testa a testa.
In uno studio di fase intermedia, precedente e più breve, su Mounjaro di Eli Lilly in persone con diabete, i tassi di interruzione variavano dal 5% al 24,5%, ha riferito Bloomberg. Il dato di Roche appare quindi incoraggiante, ma gli analisti invitano alla cautela finché l’azienda non pubblicherà i dati completi sulla sicurezza e quelli corretti per l’effetto placebo.
Gli analisti di Goldman Sachs James Quigley e i suoi colleghi hanno definito i risultati «competitivi» rispetto a quelli dei farmaci rivali testati in fase 3. Hanno però sottolineato che le prove restano incomplete. Studi più ampi dovranno stabilire con quale costanza enicepatide agisce nei diversi gruppi di pazienti, quanto a lungo dura la perdita di peso e in che modo gli effetti collaterali influenzano l’aderenza al trattamento nel tempo.
Questi aspetti saranno importanti per i medici in Svizzera e altrove. Le persone con obesità e diabete di tipo 2 hanno spesso bisogno di un trattamento che controlli la glicemia senza provocare ipoglicemia e che sia al contempo tollerabile per mesi o anni. Il primo segnale di sicurezza di Roche rafforza la sua posizione, ma non elimina la necessità di disporre di prove più ampie.
Roche porta enicepatide in fase avanzata di sviluppo
Roche ha già avviato due studi sull’obesità in fase avanzata, facendo passare enicepatide da promettenti dati di fase 2 verso le prove richieste per l’omologazione. Secondo quanto riferito, l’azienda prevede di ampliare gli studi all’inizio del 2027, includendo il diabete e gli esiti cardiovascolari.
Roche sta inoltre valutando dosi più elevate e associazioni con altri farmaci dimagranti. A luglio Teresa Graham, responsabile della divisione farmaceutica dell’azienda, ha dichiarato che Roche intende sviluppare enicepatide sia come trattamento autonomo sia in combinazione con altri farmaci per i pazienti che necessitano di «una maggiore perdita di peso e/o di un migliore controllo glicemico».
La strategia riflette la varietà dei pazienti che Roche intende raggiungere. Chakravarthy ha affermato che l’azienda sta studiando l’impiego del farmaco in persone in sovrappeso o obese senza altre patologie, così come in persone con malattie cardiovascolari, insufficienza cardiaca e diabete di tipo 1. Ogni gruppo presenta rischi medici diversi e richiederà prove specifiche.
Le previsioni degli analisti mostrano la posta in gioco commerciale. Stefan Schneider di Vontobel prevede un lancio già nel 2028 e vendite di punta pari a 2,5 miliardi di franchi, ovvero circa 3,05 miliardi di dollari. Gli analisti di Bloomberg Intelligence hanno stimato vendite di punta di 4 miliardi di dollari e una possibile omologazione entro il 2030. Queste stime dipendono dal successo degli studi di fase 3, dalla valutazione delle autorità regolatorie e dalla capacità di Roche di conquistarsi uno spazio in un mercato terapeutico affollato.
La Svizzera segue da vicino il prossimo studio
Le prove decisive arriveranno da studi più ampi, non dalla sola percentuale che fa notizia. Roche deve ora dimostrare che la perdita di peso media del 15,5% ottenuta con enicepatide si conferma in una popolazione più ampia e resta clinicamente significativa nel lungo periodo. Le autorità regolatorie valuteranno anche gli esiti cardiovascolari, la sicurezza, il dosaggio e l’efficacia del trattamento in associazione con altri farmaci.
Per la Svizzera, il programma mantiene una delle maggiori aziende farmaceutiche del Paese concentrata su un settore in forte espansione. Roche punta a sfidare Novo Nordisk ed Eli Lilly facendo leva sulle competenze già acquisite nello sviluppo di trattamenti per le malattie metaboliche. Un prodotto di successo potrebbe diventare un importante nuovo motore di crescita, anche se l’azienda deve affrontare una concorrenza intensa in termini di efficacia, tollerabilità, disponibilità e prezzo.
Alla fine, pazienti e assicuratori malattia svizzeri valuteranno il farmaco in base all’accesso e al valore. Un trattamento che migliori sia l’obesità sia il diabete potrebbe offrire vantaggi a chi convive con diverse patologie, ma il costo e il rimborso influiranno sulla possibilità per i medici di prescriverlo su larga scala.
La tabella di marcia di Roche indica che serviranno diversi anni di studi prima di un’eventuale omologazione. L’azienda prevede di ampliare lo sviluppo clinico nel 2027, mentre gli analisti ipotizzano un possibile lancio dal 2028 e una possibile omologazione entro il 2030. Fino ad allora, enicepatide resta un promettente candidato di fase 2 con un impegnativo programma clinico da affrontare.