Croce Rossa
La Croce Rossa mette in guardia dalle crescenti vittime civili in Arabia Saudita e Yemen
Il Comitato internazionale della Croce Rossa ha messo in guardia dalle conseguenze devastanti per la popolazione civile dei recenti attacchi in Arabia Saudita e Yemen. La presidente del CICR, Mirjana Spoljaric, ha dichiarato che nell’ultimo mese più di 210’000 persone sono state sfollate a causa delle violenze in Yemen e ha esortato tutte le parti a proteggere i civili.

Sabato, tredici persone sono morte all’aeroporto di Riyadh, portando in primo piano le conseguenze degli ultimi attacchi nella regione per la popolazione civile. Intervenendo martedì 13 ottobre a Ginevra, la presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa, Mirjana Spoljaric, ha condannato l’impatto delle violenze in Arabia Saudita e Yemen e ha esortato tutte le parti a proteggere i civili.
Secondo quanto riportato dalla fonte, gli attacchi nei pressi della capitale saudita sono stati attribuiti ai ribelli Houthi yemeniti. L’episodio si aggiunge al peggioramento della situazione umanitaria in Yemen, dove, secondo il CICR, morti, feriti e danni alle infrastrutture aumentano a un ritmo allarmante.
L’intervento di Spoljaric ha un peso particolare in Svizzera, dove il CICR ha la propria sede e conduce gran parte della sua attività diplomatica sulle leggi di guerra. Il suo monito ha inquadrato gli ultimi attacchi nel diritto internazionale umanitario, che impone alle parti di distinguere gli obiettivi militari dalle persone e dai siti civili.
Il CICR non ha presentato le morti all’aeroporto di Riyadh come un episodio isolato sul piano della sicurezza. Le ha collegate a un rischio più ampio a livello regionale, nel quale la popolazione civile subisce le conseguenze dell’intensificarsi dei combattimenti oltre confine. L’appello dell’organizzazione è giunto mentre in Yemen gli sfollamenti aumentavano e le infrastrutture essenziali subivano ulteriori danni.
Seguire i rapidi sfollamenti in Yemen
Secondo il CICR, in un mese più di 210’000 persone sono state sfollate in Yemen. La cifra mostra la rapidità con cui le violenze in corso stanno costringendo le comunità ad abbandonare le proprie case, anche se la fonte non indica dove si siano trasferite queste persone né fornisce una ripartizione per regione.
Gli sfollamenti comportano esigenze pratiche immediate. Le famiglie costrette a lasciare la propria casa possono aver bisogno di un riparo, cibo, cure mediche e accesso sicuro all’acqua. I danni alle infrastrutture aggravano queste necessità, interrompendo i servizi da cui dipende la popolazione civile durante e dopo gli attacchi. Il CICR ha dichiarato che il numero di persone uccise e ferite, così come la distruzione delle infrastrutture, sta aumentando a un ritmo allarmante.
L’organizzazione non ha fornito un bilancio complessivo delle vittime in Yemen né indicato quali strutture siano state danneggiate. Ha tuttavia descritto una situazione umanitaria in rapido peggioramento e avvertito che un’estensione dei combattimenti potrebbe coinvolgere decine di milioni di persone.
Per le organizzazioni umanitarie, il ritmo degli sfollamenti conta quanto il numero complessivo. I nuovi arrivi possono sovraccaricare rapidamente i servizi locali e rendere più difficili le ricerche dei familiari scomparsi, il ripristino dei contatti tra i membri delle famiglie e la distribuzione degli aiuti. Il monito del CICR indica una crisi che si sta sviluppando nelle comunità civili, non soltanto nei pressi delle linee del fronte.
Proteggere i civili secondo le leggi di guerra
Secondo il CICR, in Yemen le morti e i ferimenti tra i civili e i danni alle infrastrutture stanno aumentando a un ritmo allarmante. Il monito giunge dopo l’attacco all’aeroporto di Riyadh, in cui sabato sono state uccise 13 persone. Nel loro insieme, questi sviluppi mostrano come le violenze che colpiscono l’Arabia Saudita e lo Yemen possano avere conseguenze ben oltre il luogo di un singolo attacco.
Spoljaric ha esortato le parti in conflitto a non prendere di mira i civili o i siti civili. Questo obbligo è sancito dal diritto internazionale umanitario, che disciplina la condotta delle ostilità e impone di adottare precauzioni per limitare i danni alle persone che non partecipano ai combattimenti.
La fonte non fornisce dettagli sulle armi utilizzate nell’attacco a Riyadh, non identifica le vittime e non precisa quali infrastrutture in Yemen siano state danneggiate. Sono limiti importanti: l’ampia valutazione del CICR resta il resoconto più chiaro disponibile nella dichiarazione e, al tempo stesso, sottolinea la necessità di ottenere informazioni verificate dalle zone colpite.
Per la popolazione civile, la distinzione tra obiettivi militari e infrastrutture pubbliche è decisiva. Aeroporti, strade, strutture sanitarie, sistemi di approvvigionamento idrico e abitazioni possono essere essenziali per la vita quotidiana anche quando i combattimenti si svolgono nelle vicinanze. I danni a questi siti possono estendere le conseguenze di un attacco ben oltre le vittime immediate.
Mantenere alta la pressione umanitaria da Ginevra
Mirjana Spoljaric ha avvertito che un’escalation potrebbe coinvolgere decine di milioni di persone. La sua dichiarazione a Ginevra ha inserito gli eventi immediati in un contesto regionale più ampio: le violenze in Yemen e un attacco nei pressi di Riyadh si verificano nell’ambito di un conflitto che potrebbe estendersi ulteriormente.
Il messaggio del CICR era rivolto a tutte le parti. L’organizzazione ha chiesto di proteggere la popolazione civile e rispettare il diritto internazionale umanitario, senza attribuire a una sola parte la responsabilità delle più ampie conseguenze umanitarie. Ha inoltre richiamato l’attenzione sull’aumento delle vittime in Yemen, dove nell’ultimo mese più di 210’000 persone sono state sfollate.
Il ruolo della Svizzera è strettamente legato a questo appello. Ginevra ospita il CICR, istituzione creata per promuovere la protezione umanitaria e assistere le persone colpite dai conflitti armati. Le dichiarazioni diffuse dalla città sono rivolte a governi, gruppi armati e attori diplomatici impegnati negli sforzi per limitare le sofferenze.
La fonte non annuncia un nuovo pacchetto di aiuti svizzero, un’iniziativa di mediazione o un programma di evacuazione. Per le persone in Svizzera, l’importanza immediata della notizia risiede nelle istituzioni umanitarie del Paese e nella portata della crisi descritta da Ginevra. La prossima sfida per il CICR sarà trasformare il suo monito in accesso, protezione e assistenza per i civili coinvolti nelle violenze.