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Swiss Observer

I parlamentari incalzano il ministro della difesa sulle carenze nell’acquisto degli F-35

Un’interrogazione serrata in Parlamento ha fatto emergere questioni irrisolte sull’acquisto degli F-35 da parte della Svizzera, tra cui l’assenza di un prezzo fisso e le preoccupazioni riguardo alla consulenza e alla vigilanza. Il governo dovrebbe rispondere a dicembre alle conclusioni degli organi di controllo.

AI23 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I parlamentari incalzano il ministro della difesa sulle carenze nell’acquisto degli F-35
AISWI swissinfo.ch

Diciannove interrogazioni parlamentari hanno messo Martin Pfister sotto pressione il 21 settembre, mentre i parlamentari chiedevano spiegazioni sul travagliato acquisto di jet da combattimento F-35 da parte della Svizzera. Il ministro della difesa è stato chiamato a indicare chi fosse responsabile delle carenze nella procedura di acquisto e a chiarire se qualcuno potesse incorrere in conseguenze penali.

Pfister ha rimandato più volte l’aula alla risposta che il Consiglio federale deve ancora presentare. «Il Consiglio federale esporrà la propria posizione a tempo debito», ha dichiarato. Il governo dovrebbe pronunciarsi a dicembre sul rapporto degli organi di controllo, pubblicato dopo una verifica dell’8 settembre che ha messo in luce gravi carenze nei negoziati con gli Stati Uniti.

Il rapporto ha messo in discussione le rassicurazioni fornite in precedenza dall’ex ministra della difesa Viola Amherd e dall’agenzia di acquisto militare armasuisse. La Svizzera non ha ottenuto un prezzo fisso per gli aerei, nonostante precedenti dichiarazioni lasciassero intendere che un accordo del genere fosse stato concluso. La rivelazione ha esteso l’attenzione dai costi dei jet alle modalità con cui l’acquisto è stato gestito e comunicato.

La vicenda ha posto Pfister, che ha ereditato il dossier, al centro di una disputa parlamentare sulla responsabilità, sulla vigilanza e sull’impiego di denaro pubblico. Le sue risposte non hanno fornito molte conclusioni prima che il Consiglio federale porti a termine la propria valutazione.

L’assenza di un prezzo riduce l’ordine dei caccia

Durante i negoziati con Washington non è stato concordato alcun prezzo fisso, secondo il rapporto dell’8 settembre. Questa conclusione mette in discussione le basi su cui la Svizzera ha presentato al pubblico e al Parlamento l’acquisto degli F-35 e solleva interrogativi sul modo in cui armasuisse ha seguito l’accordo.

Inizialmente il governo prevedeva di acquistare 36 aerei. L’aumento dei prezzi richiesto dagli Stati Uniti ha in seguito spinto la Svizzera a ridurre l’ordine a 30 jet. Il governo ha inoltre chiesto al Parlamento 394 milioni di CHF per coprire i costi supplementari.

La richiesta arriva mentre si delineano meglio le dimensioni finanziarie del programma. Alla fine di giugno la Svizzera aveva già pagato quasi 2 miliardi di dollari per i caccia. Il budget totale stanziato per il programma ammonta a 6,4 miliardi di CHF. Pfister ha dichiarato ai parlamentari che i costi d’esercizio sono «in linea» con il budget, anche se la controversia sull’acquisto riguarda le condizioni e la vigilanza sull’operazione.

Il governo ha affermato che la riduzione del numero di aerei non modifica nell’immediato il programma nel suo complesso. Il Parlamento deve ora valutare la richiesta di finanziamenti supplementari alla luce delle conclusioni degli organi di controllo e della risposta attesa a dicembre. La disputa sul prezzo fisso rende questa valutazione politicamente più difficile, soprattutto perché le precedenti dichiarazioni ufficiali presentavano il contratto come più certo di quanto risulti dal rapporto.

I parlamentari puntano i riflettori sulla consulenza e sulla vigilanza

Il ruolo di Homburger è diventato una questione centrale per la vigilanza. La società di consulenza esterna è stata incaricata di aiutare armasuisse a negoziare il contratto degli F-35, ma il rapporto degli organi di controllo ha evidenziato un potenziale conflitto d’interessi legato alle discussioni sul prezzo fisso. Diversi parlamentari si sono chiesti se l’accordo fosse conforme alla legge.

Pfister ha difeso il ricorso a competenze esterne. «Ricorrere all’aiuto di una società di consulenza esterna è una prassi comune», ha dichiarato. Ha inoltre sostenuto che il rapporto non ha rilevato «condotte illecite né danni finanziari ai sensi del diritto in materia di responsabilità».

Queste dichiarazioni riguardano la soglia giuridica indicata dal ministro, mentre i parlamentari stanno esaminando anche questioni di governance. Vogliono sapere chi abbia approvato il coinvolgimento della società di consulenza, come siano stati gestiti i suoi consigli e se durante i negoziati fossero previste garanzie sufficienti a tutelare l’interesse pubblico. Le conclusioni degli organi di controllo hanno quindi spostato l’attenzione sulle procedure, e non soltanto sul prezzo finale degli aerei.

La controversia mette inoltre alla prova i rapporti tra armasuisse, il Dipartimento della difesa e il Parlamento. Gli acquisti militari svizzeri si basano su competenze specialistiche, soprattutto per sistemi d’arma internazionali complessi. Il caso degli F-35 ha sollevato interrogativi sulle modalità con cui queste competenze vengono incaricate, controllate e riferite ai rappresentanti eletti. La risposta del Consiglio federale a dicembre dovrebbe chiarire se intenda accogliere raccomandazioni, attribuire responsabilità o proporre modifiche ai controlli sugli acquisti.

La risposta di dicembre definirà le responsabilità

A dicembre il programma F-35 sarà sottoposto alla prossima verifica formale. Il Consiglio federale dovrebbe pubblicare la propria posizione sul rapporto degli organi di controllo, dopo che i parlamentari hanno sollecitato Pfister a fornire risposte che il ministro ha scelto di non dare subito. La risposta determinerà come il governo affronterà l’assenza di un prezzo fisso, le preoccupazioni legate alla società di consulenza e la questione delle responsabilità.

Per la Svizzera, la posta in gioco concreta va oltre il confronto in Parlamento. Il Paese ha già pagato quasi 2 miliardi di dollari, prevede di rispettare un budget di 6,4 miliardi di CHF e, dopo aver ridotto la flotta a 30 aerei, ha chiesto altri 394 milioni di CHF. Qualsiasi ulteriore intervento dovrà tenere conto degli impegni già assunti con gli Stati Uniti e della capacità militare inizialmente approvata dal Parlamento.

Pfister ha affermato che i costi d’esercizio sono in linea con le previsioni, ma le conclusioni sulla procedura di acquisto hanno creato un distinto problema di credibilità. Le istituzioni pubbliche devono spiegare come vengono negoziati e controllati i grandi contratti per la difesa, soprattutto quando la certezza sul prezzo viene messa in discussione dopo che sono stati assunti degli impegni.

La posizione del governo a dicembre mostrerà se considera il rapporto una carenza circoscritta nella procedura di acquisto oppure una prova della necessità di cambiamenti più ampi in armasuisse e nel Dipartimento della difesa. Fino ad allora, le domande senza risposta restano in Parlamento, insieme al conto dei jet.