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Swiss Observer

Come cambieranno le regole svizzere sullo smaltimento degli imballaggi di plastica

La Svizzera si prepara a introdurre regole più severe per lo smaltimento degli imballaggi di plastica.

AI1 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Come cambieranno le regole svizzere sullo smaltimento degli imballaggi di plastica
AIThe Local Switzerland

Ogni anno in Svizzera si producono 780’000 tonnellate di rifiuti di plastica, ma se ne riciclano soltanto circa 80’000. Questo divario sta spingendo il Paese a rivedere in modo approfondito la gestione degli imballaggi di plastica da parte delle economie domestiche, dei rivenditori e dei produttori.

Le regole previste entreranno in vigore dal 2031. Imballaggi come i vasetti di yogurt e i cartoni del latte dovranno essere separati e riciclati tramite un sistema organizzato, anziché essere gettati nei normali rifiuti domestici. Il cambiamento riguarderà i consumatori di tutta la Svizzera, anche se le modalità pratiche dipenderanno dalla rete di raccolta realizzata da rivenditori, Comuni e fornitori di servizi.

Alcuni Cantoni e Comuni raccolgono già separatamente gli imballaggi di plastica. Altri non lo fanno, lasciando i residenti alle prese con un mosaico di istruzioni locali. L’Ufficio federale dell’ambiente, che supervisiona la gestione dei rifiuti, ha individuato la portata del problema. In Svizzera esistono sistemi di raccolta dettagliati per materiali quali bottiglie in PET, vetro, lattine, carta, cartone, batterie e capsule di caffè. Agli imballaggi di plastica è mancato un trattamento altrettanto uniforme.

La scadenza del 2031 dà alle autorità e al settore il tempo di sviluppare la capacità di raccolta. Offre anche alle economie domestiche il tempo di abituarsi a un sistema che renderà la separazione della plastica una pratica abituale nello smaltimento dei rifiuti in Svizzera.

I rivenditori realizzeranno la rete di raccolta

I rivenditori avranno una nuova responsabilità per gli imballaggi che vendono. Dal 2031, Coop, Migros e gli altri rivenditori dovranno riprendere gli imballaggi di plastica interessati dalla normativa, secondo un modello già noto per la raccolta del vetro e delle bottiglie in PET. Potranno anche adempiere all’obbligo incaricando fornitori di servizi esterni di organizzare la raccolta.

Per chi fa la spesa, questo potrebbe significare riportare gli imballaggi in un negozio, servirsi di un punto di raccolta sostenuto da un rivenditore oppure seguire le istruzioni emanate dall’autorità locale competente per i rifiuti. La struttura definitiva del sistema determinerà se i consumatori troveranno un’unica soluzione nazionale oppure una rete con differenze regionali.

Le regole sposteranno inoltre la responsabilità a monte. Le aziende dovranno registrare la quantità di imballaggi di plastica che immettono sul mercato svizzero. Le autorità useranno questi dati per confrontare la quantità immessa con quella raccolta e riciclata. Il Consiglio federale potrà anche fissare quote di riciclaggio vincolanti per i cartoni per bevande e la plastica monouso.

Le aziende che vendono prodotti imballati avranno bisogno di registrazioni affidabili e di accordi chiari con i rivenditori o le imprese di smaltimento. I rivenditori, dal canto loro, dovranno predisporre spazi e logistica per la raccolta e fornire informazioni ai clienti. Il cambiamento collegherà più direttamente la spesa quotidiana all’intero ciclo di vita degli imballaggi.

Le economie domestiche dovranno imparare il nuovo circuito di raccolta

La plastica resta uno dei materiali più difficili da differenziare correttamente per chi vive in Svizzera, perché l’attuale sistema non prevede contenitori uniformi per la plastica presso i centri di raccolta. Le bottiglie in PET seguono un circuito di raccolta consolidato. Anche vetro, lattine, carta, cartone, batterie e capsule di caffè dispongono di modalità di raccolta dedicate. Spesso non è così per i normali imballaggi di plastica.

I residenti sono quindi costretti a consultare i siti web dei Comuni, le istruzioni dei rivenditori e la segnaletica locale per capire se un determinato oggetto debba essere conferito in un sacco di raccolta, riportato in un negozio o gettato nei rifiuti domestici. Questa variabilità è particolarmente difficile per chi proviene dall’estero e potrebbe già non conoscere le pratiche di riciclaggio molto dettagliate della Svizzera.

Il nuovo quadro normativo è pensato per ridurre parte di questa incertezza. I vasetti di yogurt e i cartoni del latte figurano tra gli esempi di imballaggi da separare e riciclare correttamente dal 2031. I consumatori dovrebbero prevedere di tenere separati gli imballaggi, seguire le istruzioni fornite dal Comune o dal rivenditore e utilizzare il circuito di raccolta previsto una volta disponibile.

Le economie domestiche dovranno comunque prestare attenzione alle categorie di materiali. Un oggetto di plastica non va automaticamente gettato insieme alle bottiglie in PET e, durante la transizione, le indicazioni locali resteranno importanti. Il cambiamento pratico consisterà in un sistema più chiaro, sostenuto da obblighi di legge anziché da iniziative locali volontarie.

Le aziende dovranno quantificare ciò che immettono sul mercato

Secondo le informazioni di partenza, la riforma avvicinerà la Svizzera agli standard dell’UE in materia di riciclaggio, mantenendo al contempo un approccio più pragmatico e meno burocratico. Il suo impatto dipenderà dalla rapidità con cui il sistema di raccolta sarà disponibile in tutto il Paese e dalla chiarezza delle informazioni fornite dalle autorità.

I produttori e gli importatori dovranno quantificare gli imballaggi che immettono in circolazione. I rivenditori dovranno riprenderli oppure stipulare contratti con imprese di raccolta. Comuni e Cantoni dovranno spiegare ai residenti come utilizzare i nuovi circuiti. Da questi compiti dipenderà se la scadenza del 2031 porterà a un servizio semplice oppure a un ulteriore livello di differenze locali.

Per i consumatori, il primo passo concreto consiste nel prepararsi, non nel cambiare da un giorno all’altro il contenuto di ogni bidone. I residenti dovrebbero consultare le indicazioni comunali sul riciclaggio, prestare attenzione agli annunci dei rivenditori sulla raccolta e tenere separate le categorie di imballaggi quando esiste un sistema dedicato. Le aziende dovrebbero iniziare a verificare gli inventari degli imballaggi e i sistemi di registrazione prima dell’avvio della rendicontazione obbligatoria.

I numeri spiegano la pressione alla base della riforma: ogni anno si producono 780’000 tonnellate di rifiuti di plastica, mentre se ne riciclano soltanto circa 80’000. Le nuove regole svizzere metteranno alla prova la capacità di obblighi più chiari di trasformare una quota maggiore degli imballaggi scartati in materiale raccolto, quantificato e trattato tramite un sistema nazionale affidabile.