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Swiss Observer

Isabelle Huppert riflette sulle celebrità nel film locarnese ‘All About Corinne’

Isabelle Huppert parla di recitazione e cultura delle celebrità nel film di Marc Fitoussi presentato a Locarno, *All About Corinne*, una commedia che confonde i confini tra realtà e finzione.

AI21 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Isabelle Huppert riflette sulle celebrità nel film locarnese ‘All About Corinne’
AISWI swissinfo.ch

Il Festival del film di Locarno 2026 si è chiuso con Isabelle Huppert nei panni di una donna che cerca di passare inosservata. In Piazza Grande, dove migliaia di spettatori si riuniscono davanti a uno dei più grandi schermi cinematografici, Marc Fitoussi ha presentato Ni vue, ni connue, distribuito a livello internazionale con il titolo All About Corinne. La prima mondiale ha visto una delle attrici più note di Francia calarsi nell’angolo meno glamour di un set cinematografico: la vita di una comparsa.

Huppert interpreta Corinne Maclou, una donna determinata che passa da un set all’altro inseguendo la parte che potrebbe finalmente dimostrare il suo talento. La sua ambizione dà slancio alla commedia. La battuta contiene anche un’osservazione puntuale sull’industria cinematografica, dove la visibilità dipende dal prestigio, dalle opportunità e dall’approvazione di chi decide le convocazioni successive.

Locarno si è costruita una reputazione grazie a un cinema indipendente e audace, eppure il programma di Piazza Grande si rivolge a un pubblico ampio. Il film di Fitoussi si inserisce con naturalezza tra queste due identità. Propone una commedia con una star, pensata per un vasto pubblico all’aperto, e al contempo rivolge lo sguardo ai lavoratori che di solito restano ai margini dell’inquadratura. Il risultato conferisce alla serata di chiusura del festival un tema spiccatamente legato all’industria cinematografica.

Huppert ribalta l’immagine delle celebrità

Il carisma di Huppert dà al conflitto di Corinne il suo taglio più incisivo. L’attrice ha firmato interpretazioni importanti per registi come Claude Chabrol, Michael Haneke e Paul Verhoeven. Vederla affrontare l’incertezza del lavoro di comparsa crea subito una tensione comica, soprattutto perché il pubblico conosce l’attrice che si cela dietro l’aspirante interprete immaginaria.

Fitoussi non costruisce il film attorno a un semplice travestimento. La distanza tra l’immagine pubblica di Huppert e la posizione professionale di Corinne resta visibile, e permette alla commedia di interrogare il fenomeno delle celebrità senza trattarlo come un’istituzione intoccabile. Corinne è invadente, determinata e impacciata. La sua fame di riconoscimento è al tempo stesso divertente e riconoscibile, soprattutto in un settore in cui migliaia di persone aspettano una battuta, un primo piano o un ruolo accreditato.

Il film si rifà anche alla disponibilità di Huppert e Kiberlain a giocare con la propria immagine. Entrambe sono apparse nei panni di versioni di sé stesse in episodi di Dix pour cent diretti da Fitoussi. Quel lavoro precedente aveva già dato forma a un linguaggio condiviso di autoironia. All About Corinne lo sviluppa in un lungometraggio, dando alle interpreti lo spazio per interrogarsi sulla distanza tra la persona che il pubblico conosce e il personaggio che una produzione chiede loro di costruire.

Fitoussi riflette l’industria cinematografica

Il film mantiene in costante movimento il confine tra realtà e finzione. Kiberlain, Diane Kruger e Ana Girardot interpretano versioni romanzate di sé stesse, mentre Huppert veste i panni di Corinne, un personaggio le cui frustrazioni professionali si scontrano con la formidabile reputazione dell’attrice. Ogni scena porta così con sé due identità: il ruolo sullo schermo e l’immagine pubblica associata all’interprete.

Dopo essersi incontrate su un set, Corinne e il personaggio di Kiberlain cominciano a frequentarsi. La loro amicizia si sviluppa tra tensioni e umorismo, ed è segnata dalle differenze di personalità, reddito, posizione sociale e sicurezza professionale. Il rapporto dà al film una dimensione umana. La cultura delle celebrità diventa qualcosa con cui i personaggi si confrontano in situazioni concrete, dall’accesso al lavoro alla sicurezza di essere riconosciuti.

Nel corso della sua carriera Fitoussi è tornato più volte a occuparsi del mondo dello spettacolo. Il suo primo lungometraggio, La vie d’artiste, è uscito nel 2006. In seguito ha contribuito alla serie televisiva Ça, c’est Paris! e ha diretto episodi di Dix pour cent, serie pluripremiata che si interessa da vicino al comportamento di attori e agenti. All About Corinne prosegue su questa strada, mettendo però al centro dell’inquadratura la comparsa anziché la star in primo piano.

Dare una storia alle comparse

Le comparse danno al cinema la sua consistenza, pur ricevendo poca attenzione. All About Corinne mette il loro lavoro al centro della storia e segue una donna che accetta un incarico da comparsa dopo l’altro nella speranza di fare un salto di qualità. La premessa riconosce un fatto fondamentale del cinema: le scene di folla, le strade, gli uffici e le feste hanno bisogno di persone che facciano apparire un mondo inventato abitato e credibile.

La tenacia di Corinne dà un volto a questo lavoro. Non è presentata come una figura passiva, in attesa che un regista la scopra. Il suo modo invadente crea attriti, ma esprime anche il desiderio professionale di essere giudicata per le proprie capacità, anziché trattata come parte della scenografia. L’interpretazione di Huppert mantiene il personaggio comico senza ridurlo a una macchietta.

L’attenzione del film alle condizioni di lavoro dà ulteriore spessore alla satira sulle celebrità. Una star può fingere l’anonimato per un ruolo. Una comparsa dipende dall’anonimato per lavorare, pur sperando di lasciarselo alle spalle. Questa differenza è alla base della commedia e spiega perché l’amicizia tra Corinne e il personaggio di Kiberlain sia attraversata da tensioni sociali ed economiche. Il set diventa un piccolo modello della gerarchia che governa l’intero settore.

Locarno avvicina star e spettatori

Locarno offre a questa conversazione un palcoscenico pubblico pensato sia per i cinefili sia per il grande pubblico. Il festival è noto per il cinema d’autore indipendente e per registi dalle prospettive radicali, eppure le proiezioni in Piazza Grande attirano ogni sera migliaia di persone. La collocazione nella serata di chiusura ha permesso alla commedia di Fitoussi di mettere in contatto una cultura cinematografica specialistica con un pubblico svizzero e internazionale più ampio.

Il contesto è importante perché All About Corinne presenta il cinema sia come luogo di lavoro sia come evasione. Fitoussi ha dichiarato a Swissinfo che fare film implica il desiderio di entrare in «una realtà migliorata», modellata dalla distanza che il cinema offre. L’idea si adatta a un festival in cui il pubblico si riunisce all’aperto per assistere, per una sera, alla trasformazione di mondi costruiti in esperienze collettive.

Per il pubblico svizzero, il film offre anche uno sguardo sul sistema produttivo europeo attraverso la commedia francese. Il suo tema supera facilmente le frontiere. Ogni industria cinematografica ha star ben visibili, troupe temporanee e interpreti i cui nomi raramente compaiono nei materiali promozionali. La presenza di Huppert rende leggibile questa struttura, mentre la prima locarnese colloca il dibattito in uno dei più importanti eventi cinematografici internazionali della Svizzera. Il futuro del film dipenderà dalla reazione del pubblico alla combinazione di gioco con le celebrità, osservazione del lavoro e bonaria ironia.