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Swiss Observer

Granit Xhaka salterà quattro partite dopo aver ammesso il certificato Covid falso

Il capitano della nazionale svizzera di calcio Granit Xhaka ha ammesso di aver ottenuto un certificato falso di vaccinazione contro il Covid. Salterà quattro partite di Nations League dopo aver concordato con l’Associazione svizzera di football di non unirsi al ritiro della nazionale.

AI22 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Granit Xhaka salterà quattro partite dopo aver ammesso il certificato Covid falso
AISWI swissinfo.ch

La Svizzera disputerà quattro partite di Nations League senza il suo capitano. Granit Xhaka ha ammesso di aver ottenuto un certificato falso di vaccinazione contro il Covid-19 e, d’intesa con l’Associazione svizzera di football, non parteciperà al ritiro della nazionale in Turchia. La sua assenza inizierà con la prossima serie di incontri internazionali e priverà la squadra di una delle sue voci più influenti in un momento delicato.

Secondo la ricostruzione dell’Associazione svizzera di football, Xhaka ha affrontato pubblicamente le accuse lunedì. Il centrocampista, 33 anni, si è assunto la responsabilità e ha chiesto scusa. L’associazione ha dichiarato che la decisione di escluderlo è stata presa dopo una valutazione congiunta degli interessi della squadra.

Il caso ha anche una dimensione legale. Il Ministero pubblico lucernese ha avviato un’indagine sull’accusa, relativa a un certificato che sarebbe stato acquistato nel 2022. L’apertura dell’indagine non costituisce una conclusione giuridica definitiva. Per la nazionale svizzera, la conseguenza immediata è chiara: quattro partite di Nations League senza il giocatore che ha indossato la fascia di capitano e contribuito a guidare il centrocampo.

L’ammissione dà avvio a un’indagine giudiziaria

Xhaka ha dichiarato che nel 2022 la sua decisione è stata influenzata dalla paura e dalla sfiducia. In una dichiarazione su Instagram ha detto di essere stato «personalmente molto ansioso» e di aver avuto «seri dubbi» sul vaccino contro il Covid-19. Ha descritto quel periodo come uno «stato di forte turbolenza emotiva» e ha riconosciuto di aver ottenuto un certificato di vaccinazione invece di chiarire i suoi dubbi attraverso i canali ufficiali.

La sua spiegazione colloca l’ammissione nel più ampio contesto della pandemia in Svizzera, quando i certificati di vaccinazione divennero parte delle regole d’accesso quotidiane e del dibattito pubblico. La fonte non fornisce dettagli su come sia stato ottenuto il certificato, su chi glielo abbia procurato o se sia stato utilizzato per un evento o un viaggio specifico. Queste domande restano rilevanti per l’indagine e non hanno ancora trovato risposta nelle informazioni disponibili.

La dichiarazione pubblica di Xhaka è stata diretta. «È stato un errore. Mi dispiace», ha scritto. Le scuse non chiudono il procedimento legale, ma forniscono all’Associazione svizzera di football una base dichiarata per gestire le conseguenze sportive. L’associazione ha affermato che Xhaka aveva informato i dirigenti dei fatti prima di parlare pubblicamente.

L’ASF dispone uno stop di quattro partite

L’Associazione svizzera di football ha scelto quattro partite come risposta sportiva immediata. Il presidente Peter Knäbel ha dichiarato che Xhaka aveva informato l’organizzazione, aveva acconsentito a rivolgersi al pubblico e si era assunto la responsabilità. L’associazione ha accolto positivamente questo passo, confermando al contempo che la squadra disputerà senza di lui la prossima serie di partite.

La decisione esclude dal ritiro in Turchia una figura di grande esperienza e costringe lo staff tecnico svizzero a prepararsi per la Nations League senza il suo capitano abituale. La fonte non indica chi sarà il nuovo capitano, né comunica una rosa aggiornata o gli avversari delle quattro partite. Questi dettagli determineranno come la squadra gestirà il vuoto di leadership, ma l’associazione ha già fissato la condizione centrale: Xhaka non parteciperà.

Per il calcio svizzero, il momento mette insieme valutazioni istituzionali e pianificazione sportiva. L’associazione deve sostenere la preparazione della nazionale e, al contempo, lasciare che il Ministero pubblico lucernese svolga il proprio lavoro. Xhaka resta una figura centrale sia nel caso sia nell’identità pubblica della squadra, ma la data del suo rientro dipende dall’accordo sulle quattro partite descritto dall’associazione.

La Svizzera attende ora le prossime decisioni

La fase successiva si svolgerà su due fronti: la preparazione calcistica e i chiarimenti giudiziari. La nazionale svizzera affronterà le prossime quattro partite di Nations League senza Xhaka, mentre il Ministero pubblico lucernese esaminerà l’uso presunto di un certificato falso. La fonte non indica i tempi dell’indagine né fornisce dettagli su eventuali accuse o pene.

Questa incertezza limita le conclusioni che si possono trarre responsabilmente sul caso. Nella sua dichiarazione pubblica Xhaka ha ammesso di aver agito in modo scorretto, mentre le autorità giudiziarie devono ancora accertare i fatti rilevanti secondo il diritto svizzero. La decisione dell’Associazione svizzera di football riguarda la sua disponibilità per la nazionale e non determina l’esito dell’indagine del Ministero pubblico.

L’episodio riporta inoltre sotto i riflettori le decisioni prese durante la pandemia. La politica vaccinale svizzera, il sistema dei certificati e le regole d’accesso hanno avuto conseguenze per le organizzazioni sportive, i luoghi di lavoro e chi viaggiava. Il racconto di Xhaka aggiunge a questa storia un’ammissione personale di grande risonanza, ma le informazioni disponibili restano limitate. Il calendario calcistico immediato è segnato da quattro partite di Nations League che salterà, dal ritiro in Turchia a cui non prenderà parte e dalle responsabilità di leadership che la Svizzera dovrà ora ridistribuire.