Giustizia
Al via il processo d’appello in Svizzera per un presunto agente bielorusso
Un processo d’appello a San Gallo esamina se un richiedente l’asilo bielorusso, legato alla presunta scomparsa di esponenti dell’opposizione, possa essere condannato in base alla legge svizzera sulle sparizioni forzate.

Un imputato bielorusso è di nuovo in aula a San Gallo per la presunta scomparsa di tre politici dell’opposizione nel 1999. Il processo d’appello è iniziato al Tribunale cantonale di San Gallo, portando davanti alla giustizia svizzera un caso legato al governo del presidente Alexander Lukashenko.
Il richiedente l’asilo di 48 anni ha dichiarato alle autorità svizzere nel 2019 di aver partecipato agli omicidi per conto del regime bielorusso. Le accuse hanno attirato a lungo l’attenzione dei media internazionali e delle organizzazioni per i diritti umani, perché riguardano uno degli episodi più bui della storia politica bielorussa e mettono alla prova la portata del diritto penale svizzero.
I familiari dei politici scomparsi portano avanti il caso in qualità di accusatori privati. Chiedono al tribunale di riconoscere i fatti contestati come sparizione forzata, un reato che la Svizzera ha inserito nel Codice penale nel 2017 sulla base di una convenzione delle Nazioni Unite.
In prima istanza l’imputato è stato prosciolto. Con l’appello, le accuse, le prove contestate e il quadro giuridico tornano ora davanti ai giudici della Svizzera nordorientale.
Un’accusa del 1999 arriva davanti alla giustizia svizzera
Il caso si fonda sulle dichiarazioni rese dall’imputato nel 2019 durante la sua domanda d’asilo in Svizzera. Secondo quanto riferito, avrebbe detto di essere stato coinvolto negli omicidi di tre politici dell’opposizione nel 1999, agendo per conto del regime di Lukashenko.
Le accuse collegano il procedimento di San Gallo alla scomparsa di importanti oppositori del governo bielorusso. La fonte non indica i nomi dei politici né fornisce ulteriori dettagli sulle presunte operazioni, sull’unità dell’imputato o sulla catena di comando. Il tribunale deve quindi valutare le prove presentate in appello, senza basarsi unicamente sulla rilevanza politica del caso.
Il procedimento riguarda la sparizione forzata, una categoria giuridica che concerne la sottrazione di persone alla protezione della legge. L’introduzione del reato in Svizzera nel 2017 costituisce la base giuridica dell’accusa privata dei familiari.
Il processo mostra inoltre come casi legati a presunti crimini di Stato commessi all’estero possano giungere davanti ai tribunali svizzeri quando in seguito le prove o le persone coinvolte si trovano in Svizzera. L’appello stabilirà se la prima sentenza resiste a un nuovo esame.
I familiari contestano l’assoluzione del 2023
Nel settembre 2023 il Tribunale distrettuale di Rorschach ha assolto l’imputato. Secondo Keystone-ATS e Swissinfo, il tribunale di prima istanza ha motivato la decisione con dichiarazioni contraddittorie e prove insufficienti.
I familiari dei politici scomparsi hanno quindi presentato appello in qualità di accusatori privati. La loro decisione mantiene aperto il caso e affida al Tribunale cantonale di San Gallo il compito di riesaminare le prove e le motivazioni giuridiche dell’assoluzione.
Numerosi media e organizzazioni per i diritti umani seguono il processo. Il loro interesse riflette la combinazione insolita di un procedimento penale svizzero, accuse che coinvolgono una struttura di sicurezza straniera e una norma entrata nel Codice penale svizzero solo nel 2017.
Le fonti disponibili non indicano quando la corte d’appello pronuncerà la sua decisione né se assumerà nuove prove. Non precisano nemmeno se il tribunale abbia formulato conclusioni sul più ampio contesto politico bielorusso. Questi limiti sono importanti: il procedimento deve accertare la responsabilità individuale dell’imputato secondo il diritto svizzero, sulla base di prove esaminate in aula.
Il tribunale valuta prove e precedenti
Il procedimento di San Gallo mostrerà come i tribunali svizzeri applicano il reato di sparizione forzata in un caso controverso con implicazioni internazionali. La norma fa parte del Codice penale svizzero dal 2017 e l’appello offre al Tribunale cantonale l’occasione di esaminarne l’applicazione a presunte condotte risalenti al 1999.
Per la Svizzera, il caso ha rilevanza pratica anche al di fuori dell’aula. L’imputato si è rivolto alle autorità svizzere presentando una domanda d’asilo e i fatti contestati riguardano eventi avvenuti fuori dal territorio svizzero. La decisione sarà seguita con attenzione da giuristi e organizzazioni per i diritti umani che monitorano l’accertamento delle responsabilità per gli abusi attribuiti allo Stato bielorusso.
Il tribunale dovrà valutare le dichiarazioni dell’imputato, le contraddizioni rilevate dal Tribunale distrettuale di Rorschach e ogni ulteriore elemento presentato durante l’appello. I familiari, in qualità di accusatori privati, chiedono una condanna. L’accusa deve tuttora far fronte ai dubbi sulle prove che hanno portato all’assoluzione in prima istanza.
L’appello è quindi una verifica sia delle prove sia del diritto. Il suo esito chiarirà se questo specifico caso può soddisfare lo standard probatorio del diritto penale svizzero per la sparizione forzata.