intelligenza artificiale
L’IA aumenta l’efficienza, ma anche le pressioni sui lavoratori delle telecomunicazioni svizzere
L’intelligenza artificiale migliora l’efficienza dei lavoratori nei settori svizzeri delle telecomunicazioni e delle TIC, ma uno studio sindacale segnala anche carichi di lavoro più pesanti, maggiore incertezza e pressioni crescenti. I dipendenti chiedono una formazione migliore, una comunicazione trasparente e un ruolo più chiaro del giudizio umano, mentre l’IA modifica le mansioni senza ancora sostituire intere professioni.

L’IA sta cambiando il lavoro quotidiano nelle telecomunicazioni e nelle TIC svizzere, e i dipendenti ne risentono. Uno studio della società di consulenza Ecoplan, commissionato dal sindacato Syndicom, ha rilevato che i lavoratori svolgono le mansioni con maggiore efficienza, ma devono far fronte a carichi di lavoro più pesanti, maggiore incertezza e pressioni crescenti.
I risultati sono stati presentati a Berna il 7 settembre 2026, alla presenza di rappresentanti di Swisscom, Sunrise e Microsoft. Arrivano mentre le aziende introducono l’intelligenza artificiale nel servizio alla clientela, nelle operazioni tecniche, nell’amministrazione e in altri ambiti dell’economia digitale. Lo studio non descrive una scomparsa generalizzata di intere professioni. Individua un cambiamento più immediato: l’IA modifica le mansioni svolte dai dipendenti e le competenze necessarie per svolgerle.
Questa distinzione è importante per il mercato del lavoro svizzero. Le telecomunicazioni e le TIC sono alla base dei servizi bancari, dell’industria manifatturiera, dei servizi pubblici e delle comunicazioni in tutto il Paese. I cambiamenti all’interno di queste aziende possono diffondersi rapidamente nell’intera economia.
I dipendenti intervistati per la ricerca hanno riferito di guadagni in termini di efficienza, ma anche di un lavoro più impegnativo e di minori certezze su ciò che li attende. Il loro messaggio è concreto: chiedono una formazione al passo con la tecnologia, informazioni sull’uso dell’IA da parte dei datori di lavoro e un ruolo significativo nelle decisioni che trasformano il loro lavoro.
I lavoratori si adattano mentre cambiano le mansioni
Lo studio descrive una rivoluzione delle mansioni, non una sostituzione generalizzata dei posti di lavoro. Secondo la ricerca presentata a Berna, l’intelligenza artificiale sta cambiando in modo significativo le attività quotidiane del personale delle telecomunicazioni e delle TIC. I dipendenti continuano a fare affidamento sulle proprie conoscenze professionali, sul giudizio e sull’esperienza, mentre i software si occupano di una parte crescente del lavoro analitico e ripetitivo.
Questa combinazione può aumentare la produzione senza ridurre l’intensità del lavoro. I dipendenti possono dover gestire più casi, esaminare un numero maggiore di raccomandazioni automatizzate o continuare a rispondere di decisioni prese con l’aiuto di sistemi che non hanno progettato. Lo studio associa la diffusione dell’IA a maggiori esigenze e a un aumento del carico di lavoro, oltre che a miglioramenti dell’efficienza.
La formazione professionale continua diventa quindi una questione di ambiente di lavoro, non semplicemente un vantaggio personale. La ricerca individua nelle competenze, nel giudizio e nella formazione continua elementi essenziali per gestire la transizione. Syndicom vuole che i datori di lavoro offrano maggiori opportunità di sviluppo professionale e spieghino chiaramente sia le opportunità sia i rischi dell’IA.
Il sindacato vuole inoltre che i dipendenti partecipino alla progettazione dei processi d’innovazione. Questa richiesta va oltre la consultazione dopo che un sistema è già stato scelto. Mira a coinvolgere il personale che conosce il funzionamento concreto del lavoro nelle telecomunicazioni, anche per individuare i casi in cui gli strumenti automatizzati forniscono risultati inaffidabili o incompleti.
Syndicom definisce le condizioni per l’introduzione
Syndicom ha posto condizioni concrete all’introduzione dell’IA sul posto di lavoro. Il suo pacchetto di proposte chiede forti diritti di partecipazione all’introduzione dell’intelligenza artificiale, sicurezza del posto di lavoro e riduzione dell’orario di lavoro. Il sindacato vuole inoltre norme vincolanti sulla protezione dei dati e una chiara attribuzione delle responsabilità quando un algoritmo commette un errore.
Queste richieste riflettono i rischi pratici emersi dallo studio. Se un sistema automatizzato accelera il lavoro, i dipendenti devono sapere chi ne controlla i risultati e chi rimane responsabile della decisione finale. Se le aziende raccolgono nuove forme di dati sul posto di lavoro, il personale ha bisogno di garanzie applicabili. Se la digitalizzazione aumenta la produttività, sostiene Syndicom, i lavoratori devono partecipare ai benefici.
Carol Ghiggi, segretaria centrale di Syndicom per il settore TIC, ha dichiarato che l’uso dell’IA deve essere socialmente sostenibile e dare priorità agli interessi dei lavoratori. Le proposte del sindacato porterebbero questo principio nelle regole che disciplinano i rapporti di lavoro e nelle trattative sul posto di lavoro.
Il dibattito riguarda anche l’orario di lavoro. I guadagni di efficienza possono favorire una riduzione dell’orario, ma solo se datori di lavoro e dipendenti concordano su come ripartire i benefici. Senza accordi di questo tipo, strumenti più rapidi possono semplicemente far crescere le aspettative e aumentare il volume di lavoro assegnato a ciascuno.
Aziende e sindacati negoziano la fase successiva
Swisscom e Sunrise sostengono che un’introduzione responsabile dipende dalla formazione, dalla governance e dalla possibilità di esercitare il proprio giudizio. Anne-Thérèse Morel di Swisscom ha dichiarato che l’azienda utilizza l’IA nel rispetto di principi riguardanti la protezione dei dati, l’etica e la governance. Ha inoltre indicato gli investimenti nella formazione, nella riqualificazione e in una transizione socialmente sostenibile.
Andreas Gertsch di Sunrise ha sottolineato l’importanza di consentire ai dipendenti di sperimentare le nuove tecnologie. Ha accompagnato questa libertà con la necessità di pensare in modo critico, affinché i lavoratori possano valutare i risultati generati dall’IA e applicarli responsabilmente. Le loro osservazioni affrontano una tensione già individuata dalla ricerca di Ecoplan: il personale deve imparare a usare nuovi strumenti e, al contempo, rispondere della qualità del lavoro che questi strumenti supportano.
I rappresentanti presenti all’incontro di Berna hanno concordato sul fatto che un dialogo costruttivo tra datori di lavoro e sindacati è essenziale, mentre in Svizzera manca una legislazione specifica su queste questioni legate al posto di lavoro. Le regole aziendali dovranno spiegare come viene introdotta l’IA, come vengono condivise le informazioni e come i dipendenti possono contestarne o correggerne l’uso.
Per i lavoratori, la prossima fase si misurerà nelle decisioni quotidiane: se la formazione sarà disponibile prima che cambino le mansioni, se i superiori spiegheranno i nuovi sistemi di sorveglianza e se il giudizio umano rimarrà visibile nel processo. Il settore delle telecomunicazioni contribuisce a definire standard con cui altri settori svizzeri potrebbero presto doversi confrontare.