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Swiss Observer

Si consegna il sospettato della sparatoria al rave di Aarau, che resta in silenzio

L’uomo sospettato di aver ucciso una donna di 22 anni a un rave ad Aarau si è consegnato alla polizia giurassiana ed è stato trasferito in Argovia. Secondo la procura, è rimasto in silenzio e si ritiene che abbia problemi di salute psichica. Le indagini proseguono.

AI2 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Si consegna il sospettato della sparatoria al rave di Aarau, che resta in silenzio
AIThe Local Switzerland

Una donna di 22 anni è morta e il presunto autore degli spari è in custodia in Argovia. L’uomo di 43 anni si è consegnato lunedì alla polizia cantonale giurassiana, giorni dopo che erano stati esplosi colpi d’arma da fuoco nei pressi dell’Aarauer Rave, un evento techno che si svolge ogni anno all’ippodromo di Aarau.

La sparatoria è avvenuta domenica prima delle 3.00, quando alla festa erano presenti circa 3’500 persone. La polizia ha dichiarato che la donna è morta sul posto. Quattro uomini e una donna, tutti di età compresa tra 24 e 27 anni, sono stati trasportati in ospedale con ferite da lievi a gravi. Swissinfo ha poi riferito che in totale sono rimaste ferite sei persone e che due erano ancora ricoverate.

La vittima era italiana. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’ha identificata come Maria Spinelli, mentre il ministero degli affari esteri italiano ha dichiarato che altri due cittadini italiani hanno riportato ferite lievi. Rappresentanti dell’ambasciata si sono recati sul posto e seguono le indagini insieme alle autorità svizzere.

La consegna del sospettato ha trasformato il caso da una caccia all’uomo in un’indagine penale formale condotta dalle autorità argoviesi. La procura non ha reso noto un possibile movente e le autorità non hanno detto se il sospettato conoscesse una delle vittime.

Il sospettato resta in silenzio mentre la procura esamina la sua salute psichica

Nel primo interrogatorio il sospettato ha fornito agli inquirenti pochissime informazioni. Christoph Rüedi, procuratore capo, ha dichiarato che l’uomo si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni dopo che la polizia argoviese lo ha preso in custodia. Ha comunque fornito i propri dati personali.

Swissinfo ha riferito che gli agenti in servizio nel Giura avevano già identificato il veicolo che si ritiene sia stato utilizzato per il reato. L’uomo si è consegnato nel cantone e la polizia lo ha trasferito in Argovia per le indagini. Sul posto avrebbe detto di non sentirsi bene da tempo.

Le autorità ritengono ora che il sospettato possa avere un disturbo psichico. Polizia e procura si sono espresse con cautela e non è stata resa nota alcuna diagnosi o valutazione clinica. I problemi psicologici riferiti non dimostrano un movente né determinano la responsabilità penale. Questi aspetti dipenderanno dalle prove e da eventuali perizie disposte dalle autorità.

Gli inquirenti devono ricostruire la sequenza degli eventi, determinare quale arma sia stata usata e chiarire come siano state ottenute e custodite le armi da fuoco. La polizia ha dichiarato di aver trovato due pistole e un fucile d’assalto AK-47 nell’auto. Il ritrovamento costituisce un importante filone d’indagine, ma le autorità non hanno fornito dettagli sulla proprietà e sulla registrazione delle armi né su eventuali collegamenti forensi con la sparatoria.

La polizia segue le tracce delle armi e dei testimoni sul luogo della sparatoria

Nell’auto del sospettato sono state trovate tre armi da fuoco, che aggiungono una pista legata alle armi alle indagini. La polizia ha dichiarato ai giornalisti che gli agenti hanno recuperato due pistole e un fucile d’assalto AK-47 dopo aver identificato il veicolo collegato alla sparatoria.

I reperti permetteranno agli specialisti forensi di confrontare munizioni, frammenti di proiettile e altre tracce con le prove raccolte all’ippodromo. Le autorità non hanno detto se sia stata usata una delle tre armi, se fossero detenute legalmente o da quanto tempo si trovassero nel veicolo. Questi aspetti restano centrali per le indagini.

La sparatoria è avvenuta durante un grande evento pubblico, iniziato sabato pomeriggio e proseguito fino a domenica mattina. L’Aarauer Rave occupa da tempo un posto fisso nel calendario degli eventi regionali e richiama migliaia di persone all’ippodromo per ascoltare musica elettronica. L’incidente ha riportato l’attenzione sulle misure di sicurezza per i grandi eventi all’aperto e negli ippodromi, compresi i controlli degli accessi, le vie di evacuazione e il coordinamento tra organizzatori e polizia.

Le autorità non hanno annunciato modifiche per i prossimi eventi né indicato l’esistenza di una minaccia più ampia per la popolazione. Le prove disponibili riguardano un presunto aggressore, un veicolo e un episodio specifico nei pressi della sede di Aarau. La polizia argoviese continua a chiedere informazioni ai testimoni presenti quando sono stati esplosi i colpi.

Le autorità svizzere e italiane seguono le prove

Il caso coinvolge ora la polizia svizzera, la procura argoviese e le autorità italiane, che seguono le ripercussioni oltreconfine. Sebbene le vittime vivessero in Svizzera, l’Italia segue direttamente il caso perché la donna morta e almeno due feriti erano cittadini italiani.

Il ministero degli affari esteri italiano ha dichiarato che rappresentanti dell’ambasciata si sono recati sul posto per seguire le indagini. L’identificazione della vittima da parte di Meloni come Maria Spinelli ha inoltre dato un nome alla donna morta, mentre le autorità svizzere continuano a occuparsi del procedimento penale e dell’assistenza ai feriti.

Le prossime fasi comprenderanno gli interrogatori dei testimoni, le analisi forensi e una ricostruzione dettagliata dei momenti precedenti e successivi alla sparatoria. La procura deciderà inoltre quali ulteriori misure applicare al sospettato mentre rimane in custodia. Il suo silenzio limita il resoconto diretto a disposizione degli inquirenti e rende particolarmente importanti le prove materiali e le testimonianze.

Le autorità non hanno reso noto alcun movente confermato né elementi che colleghino la sparatoria a una minaccia estremista o criminale organizzata più ampia. Le informazioni attualmente disponibili confermano una sparatoria mortale durante un rave affollato ad Aarau, la consegna di un sospettato di 43 anni, il ritrovamento di tre armi da fuoco e un’indagine in corso sul suo stato psichico e sulle sue azioni. Le conclusioni dipenderanno dalle indagini e dai tribunali.