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Swiss Observer

Accantonato il progetto di un centro d’alloggio per richiedenti l’asilo a Kandersteg dopo l’opposizione locale

Berna ha abbandonato il progetto di aprire a Kandersteg un centro d’alloggio per richiedenti l’asilo, con una capienza fino a 120 persone, dopo che il proprietario dell’edificio ha ritirato la propria offerta in seguito all’opposizione locale. Il Cantone afferma di dover comunque trovare altri alloggi per richiedenti l’asilo nell’Oberland bernese.

AI22 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Accantonato il progetto di un centro d’alloggio per richiedenti l’asilo a Kandersteg dopo l’opposizione locale
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Berna ha abbandonato il progetto di accogliere fino a 120 richiedenti l’asilo a Kandersteg. La decisione è stata presa dopo che il proprietario dell’edificio ha ritirato la propria offerta, in seguito all’intensificarsi dell’opposizione al progetto nel villaggio di montagna bernese.

Il centro previsto avrebbe dovuto occupare l’ex Istituto di Kandersteg. Il Cantone di Berna aveva pianificato di insediarvi una struttura collettiva, ma il progetto ha incontrato fin dall’inizio la resistenza delle autorità comunali. In seguito, il proprietario ha informato la Direzione della sanità, degli affari sociali e dell’integrazione del Cantone che i locali non sarebbero più stati disponibili.

Il Cantone ha annunciato la decisione il 21 settembre 2026, dicendosi dispiaciuto per il ritiro dell’offerta. Ha attribuito la decisione del proprietario alla situazione tesa a livello locale e alla crescente ostilità di una parte della popolazione.

Il fallimento del progetto pone a Berna un problema pratico. Il Cantone ha ancora bisogno di altri alloggi per richiedenti l’asilo nell’Oberland bernese e, secondo le autorità, deve continuare a cercare sedi che soddisfino i requisiti legali svizzeri. Kandersteg non offrirà questa capacità, nonostante il progetto iniziale prevedesse una struttura per fino a 120 persone nell’ex istituto.

L’opposizione locale chiude la porta

L’ex Istituto di Kandersteg avrebbe dovuto offrire spazio a un massimo di 120 persone. La sede rappresentava per il Cantone una possibile struttura collettiva in una regione dove, secondo le autorità, è ancora necessaria una maggiore capacità ricettiva.

La proposta non è andata avanti senza opposizioni. Secondo quanto riferito da Keystone-ATS, le autorità comunali di Kandersteg si sono opposte al centro fin dall’inizio. La resistenza è poi cresciuta nel villaggio, dando origine a quella che il Cantone ha descritto come una situazione tesa.

Alla fine, il proprietario dell’immobile ha ritirato l’offerta. La decisione ha escluso la sede dalle opzioni e posto fine al progetto immediato del Cantone per Kandersteg. La Direzione della sanità, degli affari sociali e dell’integrazione ha ricevuto la comunicazione del proprietario secondo cui l’edificio non sarebbe più stato messo a disposizione.

Le informazioni disponibili non indicano chi fossero i singoli oppositori, non quantificano l’entità dell’opposizione e non forniscono dettagli su eventuali votazioni formali tra i residenti. Ricostruiscono però la sequenza degli eventi: opposizione delle autorità comunali, crescente ostilità e decisione del proprietario di fermare il progetto. Questa successione mostra come la pianificazione degli alloggi possa dipendere dalla collaborazione dei proprietari immobiliari e delle comunità locali, anche quando le autorità cantonali rilevano una necessità a livello regionale.

Berna cerca una nuova sede

Il Cantone afferma che la carenza di alloggi nell’Oberland bernese persiste. Berna ha preso atto della fine del progetto di Kandersteg, sottolineando al contempo che le proprie responsabilità più ampie non sono cambiate.

Le autorità devono garantire alloggi adeguati ai richiedenti l’asilo, nel rispetto dei requisiti legali. Il Cantone intende quindi continuare a valutare alternative, compreso l’acquisto di immobili nella regione. La comunicazione non indica una sede sostitutiva né stabilisce un calendario per trovarne una.

La ricerca proseguirà dopo il fallimento dell’accordo a Kandersteg. Il Cantone aveva individuato un edificio con una possibile capienza di 120 residenti, ma ha perso la disponibilità dei locali quando il proprietario ha ritirato l’offerta. Qualsiasi nuova soluzione richiederà un immobile adeguato e un rapporto collaborativo con la comunità in cui si trova.

L’annuncio di Berna non contiene nuove cifre sul numero di richiedenti l’asilo in attesa di un alloggio nell’Oberland bernese. Chiarisce però la priorità amministrativa: il Cantone deve trovare ulteriore capacità ricettiva. La fase successiva si concentrerà su immobili che possano essere acquistati o assicurati in altro modo, anziché sulla riapertura del progetto di Kandersteg.

La questione della capacità ricettiva resta aperta

La decisione di Kandersteg sposta il dibattito da un singolo edificio alla più ampia politica cantonale in materia di alloggi. Berna deve ora conciliare il fabbisogno di capacità ricettiva nella regione con la disponibilità dei proprietari immobiliari e delle comunità ad accogliere strutture per richiedenti l’asilo.

Il Cantone afferma di deplorare il ritiro dell’offerta da parte del proprietario, ma ha preso atto che l’ex istituto non sarà messo a disposizione. La risposta annunciata consiste nell’esaminare immobili da acquistare nell’Oberland bernese. Questo approccio potrebbe dare alle autorità un maggiore controllo sulle sedi future, anche se la notizia non specifica quali immobili siano al vaglio né quanto finanziamento sarebbe necessario.

Per Kandersteg, l’esito immediato è la cancellazione di un centro previsto per fino a 120 persone. Per Berna, la questione irrisolta è la capacità ricettiva. Le prossime decisioni del Cantone determineranno dove verranno creati nuovi posti e quale coinvolgimento avranno le autorità locali.

Il progetto abbandonato pone inoltre l’opposizione locale al centro del dibattito svizzero sulla migrazione. L’episodio mostra le conseguenze operative quando un progetto perde sia il sostegno politico a livello comunale sia la disponibilità dei locali previsti. Berna deve ora riprendere la ricerca in una regione dove, secondo il Cantone, il bisogno permane.