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Swiss Observer

Perché quest’estate la Svizzera ha registrato una delle più alte densità di fulmini in Europa

Durante l’estate, in Svizzera sono state registrate oltre 22’000 scariche di fulmini nube-terra, portando il Paese al secondo posto in Europa per densità di scariche rispetto alla superficie.

AI1 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Perché quest’estate la Svizzera ha registrato una delle più alte densità di fulmini in Europa
AISWI swissinfo.ch

Tra il 1° giugno e il 31 agosto 2026 in Svizzera sono state registrate 22’158 scariche di fulmini nube-terra. Il totale ha collocato il Paese al secondo posto in Europa per densità di fulmini, secondo un rapporto di Meteorage pubblicato il 1° settembre da Keystone-SDA. L’Italia si è classificata al primo posto, mentre la Svizzera ha preceduto i Paesi Bassi, il Belgio, la Francia e la Germania se si rapporta il numero di scariche alla superficie.

Il dato nazionale nasconde un’estate caratterizzata da picchi marcati. Agosto è stato il mese più intenso, con 7’993 scariche e 27 giorni di temporale. Il solo 28 agosto, la rete di rilevamento ha registrato 1’886 scariche in tutto il Paese. A giugno se ne sono contate 6’741 e a luglio 7’424.

Nello stesso periodo, Meteorage ha conteggiato 893’458 scariche di fulmini nube-terra in Europa. Il totale assoluto della Svizzera è rimasto nettamente inferiore a quello di Paesi più grandi come Italia, Francia e Spagna. La classifica cambia quando i dati vengono rapportati alla superficie: un indicatore utile per un Paese compatto, in cui i temporali possono interessare a breve distanza valli abitate, vie di trasporto e zone montane frequentate per attività ricreative.

La stagione ha portato anche episodi distruttivi in altre parti d’Europa, tra cui supercelle, grandine, raffiche violente e tornado isolati. Secondo Meteorage, l’estate svizzera non è stata tra le più ricche di fulmini degli ultimi anni, ma alcuni temporali sono stati insolitamente intensi.

Come le Alpi preparano il terreno ai fulmini

La geografia della Svizzera offre ai temporali diverse condizioni favorevoli per intensificarsi. L’aria calda e umida può risalire dal Mediterraneo e incontrare aria più fresca proveniente dall’Atlantico o dall’Europa continentale. Quando quest’aria instabile raggiunge le Alpi, la catena montuosa la spinge verso l’alto. L’aria in ascesa si raffredda, il vapore acqueo condensa e possono formarsi rapidamente imponenti nubi temporalesche.

Il territorio crea inoltre circolazioni locali. Durante le giornate estive soleggiate, i versanti si riscaldano a ritmi diversi e generano correnti d’aria ascensionali lungo i pendii. Le valli possono incanalare i venti e concentrare i moti ascendenti, mentre le creste vicine possono innescare temporali in momenti diversi. Questi effetti aiutano a spiegare perché l’attività elettrica possa variare nettamente tra distretti vicini, anche quando le previsioni nazionali descrivono lo stesso quadro meteorologico generale.

La posizione della Svizzera, tra importanti regimi meteorologici europei, aggiunge un altro fattore. L’umidità proveniente da sud può alimentare i temporali in Ticino e sulle Alpi centrali, mentre i fronti che attraversano l’Europa occidentale o settentrionale possono generare attività nel Giura, nell’Oberland bernese e ai piedi delle Alpi. Le celle temporalesche possono poi intensificarsi quando incontrano un rilievo ripido.

La topografia non garantisce che si verifichi una scarica in ogni valle. L’esito preciso dipende dall’umidità, dall’instabilità atmosferica, dalla direzione del vento e dal movimento delle singole celle. Il risultato è però un Paese in cui diverse traiettorie temporalesche si incrociano su una superficie relativamente ridotta.

Berna in testa, Lugano con la maggiore densità locale

Il canton Berna è in testa alla classifica svizzera con 3’426 scariche durante l’estate. Seguono i Grigioni con 2’773, il Ticino con 2’552, il Vallese con 2’276 e Vaud con 2’188. La distribuzione riflette l’esposizione del Paese a diverse correnti temporalesche e l’estensione delle zone alpine e prealpine.

A livello distrettuale, Lugano ha registrato 570 scariche e la densità particolarmente notevole più alta della classifica nazionale. Il Ticino è spesso interessato da temporali provenienti da sud, dove l’aria calda e umida del Mediterraneo può favorire una forte convezione. Anche i laghi e le valli del Cantone possono influenzare i venti locali e lo sviluppo dei temporali.

I Cantoni alpini affrontano una combinazione di rischi diversa. I temporali possono formarsi o intensificarsi vicino alle creste e ai pascoli d’alta quota, dove escursionisti, alpinisti, bestiame e lavoratori dispongono di pochi ripari. A luglio, un fulmine ha ucciso 97 pecore dal naso nero su un alpeggio in Vallese, un episodio che ha sottolineato i pericoli per gli animali e le persone in un ambiente montano esposto.

Anche in Svizzera ci sono zone ricorrentemente colpite dai fulmini. Gonten, nell’Appenzello Interno, è stata definita la capitale svizzera dei fulmini dopo aver registrato nel 2024 la più alta densità di scariche per chilometro quadrato del Paese. Un primato locale non permette di prevedere ogni temporale, ma illustra quanto la geografia su piccola scala influisca sul quadro nazionale.

Agire per tempo quando il tuono raggiunge la valle

Un’allerta temporali dovrebbe indurre a modificare subito i programmi all’aperto, soprattutto in montagna. Prima di partire, escursionisti e visitatori dovrebbero consultare le previsioni, seguirne gli aggiornamenti durante la giornata e individuare capanne, edifici o stazioni di trasporto che possano offrire riparo. I temporali possono svilupparsi rapidamente dopo una mattinata calda; segnali visivi come nuvole che si scuriscono, raffiche di vento o tuoni nelle vicinanze richiedono di reagire per tempo.

Quando si sente un tuono, occorre lasciare creste esposte, cime, campi aperti, rive di laghi e punti panoramici isolati. Un edificio chiuso e solido o un veicolo completamente chiuso offrono il rifugio più sicuro. Una stazione di funivia, una capanna di montagna o una casa sono preferibili a una sporgenza poco profonda. È bene evitare di toccare strutture metalliche, recinzioni e superfici bagnate e distribuirsi, invece di ripararsi tutti insieme in un gruppo compatto.

Chi si trova lontano da un riparo dovrebbe scendere dai punti più elevati e tenersi a distanza da alberi isolati, pali e altri oggetti alti. La posizione più sicura disponibile è in basso e separata dalle altre persone, evitando però corsi d’acqua e zone che potrebbero allagarsi in caso di forti piogge. Nuoto, navigazione e attività in acque aperte vanno interrotti ai primi segni di temporale.

Dopo l’ultimo tuono, è opportuno attendere prima di riprendere le attività in luoghi esposti. Le celle temporalesche possono spostarsi in modo imprevedibile e una schiarita non significa sempre che il pericolo sia passato.

Prepararsi a brevi fasi di temporali violenti

I dati del 2026 indicano episodi concentrati, non una stagione complessivamente da record. Joris Royet, responsabile dei progetti meteorologici presso Meteorage, ha dichiarato che l’estate non è stata tra le più ricche di fulmini in Svizzera degli ultimi anni. Ha descritto come elemento distintivo l’intensità di alcuni temporali, nel contesto di una tendenza europea più attiva rispetto all’estate 2025.

Questa distinzione è importante per la sicurezza pubblica. Anche un totale stagionale moderato può includere brevi periodi con grandine pericolosa, raffiche violente, allagamenti improvvisi e frequenti scariche di fulmini nube-terra. La popolazione dovrebbe considerare le allerte come indicazioni locali e limitate nel tempo, perché un temporale che attraversa un Cantone può lasciare un altro sotto la sola pioggia o senza fenomeni rilevanti.

Le condizioni climatiche resteranno un fattore importante da monitorare. Un’atmosfera più calda può contenere più umidità, ma l’attività elettrica dipende da diversi fattori che interagiscono fra loro, tra cui l’instabilità, il wind shear, i confini frontali e l’organizzazione dei temporali. Il rapporto di Meteorage fornito non dimostra che il cambiamento climatico abbia causato i totali di fulmini registrati in Svizzera nel 2026. Mostra però perché le medie nazionali, da sole, non possono descrivere il pericolo.

Per la Svizzera, la lezione pratica è prepararsi a livello regionale. Comuni, gestori di strutture di montagna, agricoltori, organizzatori di eventi e visitatori hanno bisogno di allerte affidabili e di piani chiari per trovare riparo. Il prossimo temporale particolarmente intenso potrebbe essere misurato in minuti e distretti, non in base al totale finale dell’estate.