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Swiss Observer

Crescono le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Svizzera dopo l’inserimento nella lista nera

La Svizzera affronta nuove sfide commerciali dopo che gli Stati Uniti l’hanno inserita in un elenco di Paesi con «pratiche commerciali sleali», nonostante i funzionari svizzeri difendano le politiche di apertura del mercato.

Crescono le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Svizzera dopo l’inserimento nella lista nera
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In una svolta significativa che ha suscitato tensioni diplomatiche, gli Stati Uniti hanno ufficialmente inserito la Svizzera nell’elenco dei Paesi con «pratiche commerciali sleali». La decisione è stata confermata da Helene Budliger Artieda, direttrice della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), in un’intervista ai giornali del gruppo CH-Media. Il rappresentante statunitense per il commercio Jamieson Greer ha chiesto in particolare alle aziende americane di segnalare le pratiche commerciali sleali dei Paesi partner, concentrandosi soprattutto sui Paesi del G20 e su quelli che registrano un saldo commerciale positivo con gli Stati Uniti.

La risposta e la difesa svizzere

I funzionari svizzeri hanno respinto con fermezza le accuse degli Stati Uniti, sottolineando l’impegno della Svizzera a favore del libero scambio e della lealtà commerciale. La direttrice della SECO Helene Budliger Artieda ha evidenziato che la Svizzera ha già adottato misure importanti per garantire condizioni commerciali eque, tra cui l’abolizione unilaterale dei dazi industriali e l’eliminazione dei dazi sui prodotti farmaceutici. La posizione svizzera è che le aziende statunitensi hanno accesso al mercato elvetico in esenzione da dazi, in diretta contraddizione con le accuse di pratiche sleali. «Non ci si può certo accusare di essere sleali», ha dichiarato Budliger Artieda, richiamando l’approccio proattivo della Svizzera alla liberalizzazione degli scambi.

Analisi delle relazioni commerciali

Al centro della controversia vi è il saldo commerciale positivo della Svizzera con gli Stati Uniti, diventato motivo di tensione. Il modello economico svizzero, caratterizzato da politiche di apertura del mercato e da un orientamento strategico verso le esportazioni ad alto valore aggiunto, ha contribuito storicamente a questo surplus commerciale. La posizione di leader mondiale della Svizzera nei settori farmaceutico, degli strumenti di precisione e dei servizi finanziari ha naturalmente generato uno squilibrio commerciale, nonostante il Paese mantenga alcune delle politiche di apertura del mercato più ampie tra le nazioni industrializzate.

Possibili conseguenze

L’inserimento degli Stati Uniti nella lista nera potrebbe avere conseguenze di vasta portata per le relazioni economiche tra i due Paesi. La Svizzera continua a sostenere che le proprie pratiche commerciali sono eque, ma la classificazione potrebbe comportare un controllo più rigoroso delle esportazioni svizzere e forse l’introduzione di ulteriori barriere commerciali. I produttori e gli esportatori svizzeri sono particolarmente preoccupati per le possibili ripercussioni sull’accesso al mercato statunitense. I funzionari svizzeri restano tuttavia fiduciosi di poter dimostrare il rispetto delle norme internazionali in materia di commercio e di mantenere un dialogo costruttivo con le controparti statunitensi per risolvere queste tensioni.