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Swiss Observer

Addio a un’icona delle montagne svizzere: la funivia che ha trasportato 16 milioni di passeggeri

La più antica funivia della Svizzera, che collega Verbier a Savoleyres, ha compiuto il suo ultimo viaggio dopo 56 anni e 16 milioni di passeggeri.

Addio a un’icona delle montagne svizzere: la funivia che ha trasportato 16 milioni di passeggeri
AISWI swissinfo.ch

Dopo 56 anni e 16 milioni di passeggeri, la funivia da Verbier a Savoleyres ha compiuto il suo ultimo viaggio. L’ultima corsa chiude un capitolo della storia dei trasporti in Vallese, dove gli impianti di risalita collegano villaggi, comprensori sciistici e punti panoramici in quota all’economia più ampia delle Alpi.

L’impianto è entrato in servizio nel 1970 ed è diventato un elemento familiare sopra Verbier. Le sue cabine trasportavano sciatori, residenti e visitatori lungo un percorso che ha contribuito a scandire la vita quotidiana della località. L’età dell’impianto gli ha conferito un carattere che raramente acquisiscono quelli più recenti: i passeggeri ne riconoscevano la sagoma esagonale, la struttura argentata, il tetto e i numeri arancioni ancora prima di salire a bordo.

Téléverbier ha celebrato il pensionamento con un evento incentrato sulla raclette, una tradizione tipicamente vallesana per congedare un punto di riferimento locale. L’incontro ha anche reso omaggio alle persone che hanno mantenuto in funzione l’impianto per oltre cinque decenni.

L’ultima corsa si è svolta mentre l’azienda si prepara a realizzare un impianto sostitutivo per la prossima stagione invernale. La nuova funivia seguirà un tracciato diverso, modificando sia l’infrastruttura sia il modo in cui i passeggeri raggiungeranno Savoleyres. La transizione colloca un noto elemento del patrimonio alpino svizzero al centro di un dibattito concreto sulla sicurezza, l’accessibilità e il futuro del turismo alpino.

Il design Giovanola che ha segnato un’epoca

L’impianto ha trasportato 16 milioni di passeggeri senza che si registrassero incidenti. Questo bilancio aiuta a spiegare perché il suo pensionamento abbia suscitato interesse anche al di fuori di Verbier. La funivia rappresentava un esempio di lunga data dell’ingegneria svizzera nel settore degli impianti di risalita, costruita in Vallese da Giovanola e mantenuta in funzione nonostante l’evoluzione delle aspettative riguardo ai trasporti di montagna.

Il suo design distintivo era funzionale e riconoscibile. Le cabine avevano una forma esagonale che le distingueva dalle cabinovie chiuse oggi comuni nelle località alpine. Al momento dell’inaugurazione, un sacerdote benedisse l’impianto, legando un’importante infrastruttura industriale alle usanze della comunità che serviva.

La storia dell’impianto riflette anche le condizioni impegnative del trasporto a fune nelle Alpi. Le attrezzature devono affrontare terreni ripidi, esposizione agli elementi e condizioni meteorologiche variabili, garantendo al contempo un trasporto affidabile dei passeggeri. Nel corso degli anni, la funivia di Savoleyres è diventata parte del paesaggio tanto quanto un mezzo per raggiungerlo.

RTS ha presentato l’impianto come un simbolo delle competenze svizzere nel settore degli impianti di risalita. Il suo pensionamento non cancella questa eredità. La storia ingegneristica della funivia resterà legata al percorso, alla località e alle generazioni che l’hanno utilizzata, anche dopo la fine del servizio.

Le norme di sicurezza raggiungono un impianto di 56 anni

Un bilancio impeccabile in materia di sicurezza non poteva esentare l’impianto dal rispetto delle norme odierne. Alcuni componenti non sono più conformi ai requisiti attuali, tra cui il morsetto che collega le cabine al cavo. Questo aspetto non sminuisce la storia operativa della funivia. Mostra come le aspettative normative evolvano mentre le infrastrutture continuano a essere utilizzate ogni giorno.

La geometria delle cabine comportava un altro limite tecnico. Raymond Casanova, ex responsabile tecnico di Téléverbier, ha dichiarato che, per via della loro forma, le cabine erano molto sensibili al vento. L’esposizione al vento è un fattore importante nei trasporti di montagna, dove le condizioni meteorologiche possono incidere sulle decisioni di esercizio, sul comfort dei passeggeri e sull’affidabilità degli orari.

Queste considerazioni hanno contribuito a determinare il pensionamento della funivia dopo oltre cinque decenni. Un impianto può continuare a funzionare e richiedere comunque di essere sostituito quando i suoi componenti, il suo design o le condizioni operative non sono più in linea con i requisiti contemporanei. È una situazione nota nelle regioni montane svizzere, dove impianti datati servono percorsi che restano importanti per il turismo e la mobilità locale.

Per Verbier, la decisione comporta più che la rimozione di un vecchio impianto. Occorre sostituire un collegamento collaudato preservando l’accesso a Savoleyres. L’equilibrio tra conservazione e conformità normativa influenzerà il ricordo della vecchia funivia e la sicurezza con cui i passeggeri utilizzeranno quella nuova.

Un nuovo tracciato ridisegna la montagna

Dalla stagione invernale 2026-27, i passeggeri utilizzeranno un nuovo impianto su un tracciato diverso. Il cambiamento ridisegnerà una parte contenuta ma significativa dell’infrastruttura di montagna di Verbier. Il nuovo impianto dovrà assumersi le funzioni pratiche di quello vecchio, al servizio di una località le cui esigenze di trasporto si sono evolute dal 1970.

Un tracciato diverso può influire sul modo in cui i passeggeri raggiungono la stazione, sui collegamenti con gli altri impianti e sul modo in cui si vive il territorio circostante. La fonte non specifica la capacità né la configurazione tecnica del nuovo impianto, pertanto i fatti disponibili nell’immediato sono limitati: Téléverbier sostituirà la storica funivia e il nuovo impianto non seguirà lo stesso percorso.

La decisione riflette le realtà della manutenzione con cui devono fare i conti gli operatori alpini. Gli impianti di montagna operano in ambienti esposti, dipendono da componenti specializzati e devono rispettare norme di sicurezza che diventano sempre più esigenti. La sostituzione di un impianto può quindi essere una decisione infrastrutturale a lungo termine, anziché una risposta a un singolo guasto.

Per la Svizzera, il progetto di Savoleyres illustra le scelte che accompagnano la modernizzazione. Le località devono rinnovare i sistemi che sostengono il turismo, gestendo al contempo la perdita di strutture diventate parte dell’identità locale. Il prossimo impianto di Verbier raccoglierà il testimone di un percorso ricco di storia e avrà un predecessore ben visibile.

Ciò che resta a Verbier dopo l’ultima corsa

La vecchia funivia lascia in eredità un bilancio fatto di passeggeri, anni e ricordi. I suoi 16 milioni di viaggi mostrano quanto l’impianto fosse radicato nella vita di Verbier, anche se le cifre non possono raccontare ogni legame personale con le cabine. Per alcuni passeggeri, la funivia ha fatto parte della prima vacanza sugli sci, del tragitto abituale verso le piste o di una familiare corsa estiva sopra la valle.

Il congedo a base di raclette organizzato da Téléverbier ha dato al pensionamento una dimensione pubblica e locale. L’evento ha riconosciuto la funivia come bene condiviso, non soltanto come risorsa tecnica di proprietà e gestione di un’azienda. Nelle Alpi, le infrastrutture di trasporto entrano spesso a far parte del paesaggio culturale, perché determinano il modo in cui le comunità e i visitatori raggiungono la montagna.

Dalla prossima stagione invernale, il nuovo impianto offrirà un’esperienza diversa. Avrà anche la responsabilità di raccogliere l’eredità del lungo servizio del suo predecessore: garantire un accesso affidabile rispettando gli attuali requisiti di sicurezza. Le cabine d’epoca non si muoveranno più sopra Verbier, ma il loro profilo esagonale e i numeri arancioni resteranno i segni distintivi di una fase precedente dell’ingegneria alpina svizzera.

L’ultimo viaggio chiude la vita operativa della linea. Non chiude la storia di come la Svizzera costruisce, mantiene e rinnova l’accesso alle proprie montagne.