Vai al contenuto
Swiss Observer

La Svizzera sospende le importazioni di carne brasiliana per timori legati all’uso di antibiotici

La Svizzera ha sospeso le importazioni di carne e prodotti a base di carne dal Brasile perché il Paese non ha fornito garanzie sufficienti che il suo settore zootecnico rispetti le norme volte a ridurre l’uso di antibiotici e la resistenza agli antimicrobici.

AI22 settembre 2026Il nostro processo editoriale
La Svizzera sospende le importazioni di carne brasiliana per timori legati all’uso di antibiotici
AISWI swissinfo.ch

Le importazioni sono sospese dal 3 settembre 2026, escludendo la carne e i prodotti a base di carne brasiliani dal mercato svizzero mentre le autorità verificano se il Brasile sia in grado di rispettare i requisiti sul controllo degli antibiotici. L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria, noto con la sigla USAV, ha confermato la misura a Keystone-SDA dopo le notizie diffuse da Espresso, il programma per i consumatori della radiotelevisione svizzera SRF.

La restrizione riguarda una specifica questione normativa: l’uso di antibiotici nell’allevamento e il rischio che un uso eccessivo o non adeguatamente controllato contribuisca alla resistenza antimicrobica. Prima di autorizzare le esportazioni sul mercato, la Svizzera esige dai Paesi non appartenenti all’Unione europea la dimostrazione che i loro prodotti di origine animale rispettino le norme volte a ridurre questo rischio.

L’USAV ha dichiarato che il Brasile non ha presentato prove sufficienti per fornire tali garanzie. I prodotti brasiliani non figurano quindi più nell’elenco pertinente degli esportatori approvati. La decisione riguarda la carne e i prodotti a base di carne, ma la fonte non specifica le singole specie, le aziende o i volumi delle spedizioni interessate.

Per i consumatori svizzeri, l’effetto immediato è un cambiamento nella catena di approvvigionamento legale, non un caso segnalato di contaminazione alimentare. La misura riflette una valutazione ufficiale della documentazione di conformità e dei controlli sulla produzione. Le autorità svizzere non hanno annunciato un richiamo a livello nazionale della carne brasiliana già venduta.

Perché i controlli sugli antibiotici hanno portato al divieto

La resistenza agli antibiotici è all’origine della sospensione. Gli antibiotici restano strumenti importanti in medicina veterinaria, ma le autorità di regolamentazione mirano a limitarne l’uso non necessario o eccessivo nell’allevamento, poiché i batteri resistenti possono rendere più difficili da curare le infezioni negli esseri umani e negli animali.

Le norme svizzere e dell’UE richiedono ai Paesi esportatori di dimostrare che i loro sistemi di produzione rispettino le misure di protezione volte a ridurre l’uso di antibiotici. La procedura prevede garanzie da parte delle autorità e l’inserimento in un elenco di prodotti di origine animale approvati. L’USAV ha dichiarato che il Brasile non ha ancora fornito garanzie sufficienti in base a tali norme.

La documentazione disponibile non fornisce dettagli sui controlli brasiliani specifici oggetto di verifica, sulle classi di antibiotici interessate o sui documenti ancora richiesti. Non indica nemmeno una particolare epidemia, spedizione o azienda brasiliana come motivo della decisione. Queste distinzioni sono importanti perché la sospensione riguarda la conformità alle norme, non un caso di contaminazione accertato e riferito dalle autorità svizzere.

La politica inserisce le importazioni di carne in Svizzera in un quadro più ampio di salute pubblica. Con la sua decisione, la Svizzera intende assoggettare i prodotti importati alle stesse aspettative sull’uso degli antibiotici previste dagli accordi veterinari con l’Unione europea. Questo approccio lega l’accesso al mercato alle prove relative alle pratiche di produzione, prima che i prodotti raggiungano i consumatori svizzeri.

Le norme svizzere e dell’UE procedono di pari passo

La Svizzera applica la posizione dell’UE nell’ambito dello spazio veterinario comune. In virtù dell’accordo agricolo, la Svizzera e l’Unione europea coordinano le condizioni d’importazione dei prodotti di origine animale provenienti da Paesi terzi. Di conseguenza, Berna applica le stesse condizioni pertinenti degli Stati membri dell’UE, anziché seguire una procedura nazionale distinta per la carne brasiliana.

La sospensione arriva in un momento delicato per la politica commerciale svizzera. Il 15 settembre, il Consiglio degli Stati ha approvato l’accordo con il Mercosur e ha stanziato 517 milioni di CHF a favore dell’agricoltura svizzera. Il Brasile fa parte del Mercosur insieme ad Argentina, Paraguay e Uruguay. La fonte non specifica in che modo la sospensione delle importazioni di carne incida sull’accordo commerciale, sul suo processo di ratifica o sul valore delle esportazioni di carne brasiliana verso la Svizzera.

La concomitanza pone comunque la sicurezza alimentare e la politica commerciale al centro dello stesso dibattito pubblico. Il Parlamento ha sostenuto legami commerciali più stretti con il blocco sudamericano, mentre le autorità veterinarie applicano le condizioni che regolano attualmente l’accesso al mercato. I due sviluppi seguono procedure diverse e non vanno interpretati come prova che l’accordo commerciale stesso sia stato sospeso.

Per gli importatori, la regola pratica è chiara: i prodotti di origine animale brasiliani non potranno rientrare sul mercato svizzero finché non cambierà la procedura di approvazione applicabile.

La verifica dell’UE deciderà i prossimi passi

La sospensione potrebbe essere revocata, ma non è stata annunciata alcuna tempistica. Le autorità svizzere per la sicurezza alimentare hanno dichiarato che a livello dell’UE è in corso una verifica dei prodotti brasiliani interessati. Se l’esame darà esito positivo e gli Stati membri dell’UE approveranno il risultato, le esportazioni brasiliane potrebbero essere nuovamente autorizzate.

Questa procedura offre al Brasile una possibilità di rientrare sul mercato svizzero, ma dipende dalle prove ritenute valide dalle autorità europee. L’USAV non ha indicato quando terminerà la verifica, quali ulteriori garanzie il Brasile dovrà fornire o se tutti i prodotti interessati riceveranno la stessa decisione. Nelle informazioni disponibili, le autorità svizzere non hanno inoltre pubblicato dettagli sugli importatori o sulle partite interessate dalla misura.

Fino alla conclusione della verifica, le aziende svizzere che si riforniscono di carne dal Brasile dovranno ricorrere ad alternative consentite o adeguare le proprie catene di approvvigionamento. La fonte non indica la quota di mercato interessata, i previsti effetti sui prezzi o eventuali carenze per i consumatori, perciò queste conseguenze non possono ancora essere quantificate.

Le prossime tappe formali sono la verifica dell’UE e la decisione degli Stati membri. Un esito favorevole potrebbe riaprire gli scambi. Una valutazione negativa o incompleta manterrebbe in vigore la sospensione e obbligherebbe il Brasile a colmare le lacune nelle garanzie sull’uso degli antibiotici prima della ripresa delle esportazioni.