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Swiss Observer

La febbre dell’eclissi solare contagia la Svizzera mentre nelle grandi città scarseggiano gli occhiali

Questa sera un’eclissi solare totale, un fenomeno raro, sarà visibile in tutta la Svizzera e ha scatenato una corsa nazionale agli occhiali protettivi. A Berna, centinaia di persone hanno atteso in fila per ore l’ultima consegna di occhiali, a testimonianza del grande interesse del pubblico per il primo fenomeno di questo tipo nell’Europa continentale dal 2006.

La febbre dell’eclissi solare contagia la Svizzera mentre nelle grandi città scarseggiano gli occhiali
AIThe Local Switzerland

Sono passati ben 27 anni dall’ultima volta che la Svizzera ha assistito a un fenomeno astronomico di questa portata, e la reazione del Paese sfiora l’ossessione. Questa sera la Luna traccerà un percorso davanti al Sole, oscurandone fino al 93% della superficie e avvolgendo il paesaggio alpino in una surreale penombra di mezzogiorno. Non si tratta soltanto di una curiosità scientifica: è un fenomeno culturale che ha catturato l’immaginazione del pubblico e che segna la prima grande eclissi visibile nell’Europa continentale dal 2006. Con l’avvicinarsi del tramonto, nelle principali città svizzere l’attesa è palpabile. Dalle rive del Lemano alle vette dell’Engadina, migliaia di persone si preparano ad assistere a una «coincidenza cosmica»: il Sole, 400 volte più grande della Luna ma 400 volte più lontano, sarà momentaneamente oscurato da un’ombra. Questo raro allineamento ha trasformato comuni cittadini in astronomi dilettanti, tutti impazienti di intravedere l’elusiva corona solare.

Berna alle prese con una corsa alla sicurezza lunga 200 metri

Ieri a Berna quasi 300 persone hanno sfidato un caldo torrido di 32 °C, formando una fila lunga oltre 200 metri attorno a un intero isolato. Il premio? Un’ultima, disperata consegna di occhiali per eclissi solare certificati ISO. Da Foto Zumstein Video la scena era di caos controllato: i responsabili marketing distribuivano cioccolata per tenere alto il morale durante i 90 minuti di attesa. Questa «pura follia» rispecchia una carenza che interessa tutto il continente e ha lasciato le farmacie, da Madrid a Parigi, senza dispositivi di protezione. A Berna la penuria è tale che i commercianti hanno dovuto introdurre un razionamento dettato dal «buon senso» per evitare speculazioni sul mercato nero. Mentre alcuni residenti fortunati sono riusciti ad accaparrarsi gli ultimi occhiali grazie a consegne dell’ultimo minuto, centinaia di altre persone sono rimaste a mani vuote: le scatole si sono svuotate in meno di 30 minuti. La disperazione è palpabile: per molti la scelta è tra procurarsi questi filtri dalle lenti argentate o rinunciare del tutto a uno spettacolo che capita una volta in una generazione.

I grandi distributori non riescono a soddisfare la domanda in forte crescita

In una sorprendente sottovalutazione della domanda, i maggiori dettaglianti svizzeri, Migros e Coop, hanno confermato di non avere alcun occhiale per eclissi in stock, lasciando un enorme vuoto sul mercato. Mentre il gigante online Digitec Galaxus aveva visto le proprie scorte scendere a livelli «non ideali» già giorni fa, i grandi commercianti tradizionali sono rimasti ai margini, costringendo il pubblico a rivolgersi a boutique specializzate e ottici già sotto pressione. Questo fallimento della catena di approvvigionamento ha creato un netto contrasto tra chi si è preparato e chi è disperato. In altri centri europei la situazione è ancora più critica: le autorità spagnole hanno ritirato dal mercato sei modelli non certificati per il rischio di lesioni oculari, mentre i fornitori francesi hanno iniziato a spedire gli occhiali tramite Uber per aggirare reti logistiche sovraccariche. Il fatto che i principali distributori svizzeri non abbiano saputo sfruttare questa domanda «alle stelle» ha costretto migliaia di residenti a setacciare le farmacie locali, trovando soltanto cartelli con la scritta «esaurito» e scaffali vuoti.

I rischi di un oscuramento del 93%

Anche con un oscuramento del 93%, il Sole è 4’000 volte più luminoso della Luna piena e rappresenta un grave pericolo per chi fosse tentato di guardarlo senza protezione. Gli esperti avvertono che l’occhio umano non ha recettori del dolore in grado di segnalare i danni alla retina: chi «scherza» potrebbe quindi non accorgersi di essersi bruciato la vista finché non è troppo tardi. Quando questa sera l’eclissi raggiungerà il suo apice, poco prima del tramonto, le temperature dovrebbero scendere e le ombre assumere contorni più netti e angolazioni insolite. Questo fenomeno ricorda in modo eloquente il nostro posto nel sistema solare, ma lancia anche un monito attuale: dopo l’eclissi statunitense del 2024, le ricerche online di «mi fanno male gli occhi» sono aumentate drasticamente. In Svizzera la prossima occasione di questa portata si presenterà soltanto nel 2075. Il messaggio delle autorità sanitarie è chiaro: usare occhiali certificati ISO 12312-2:2015 oppure seguire la diretta streaming. Mentre l’ombra della Luna si prepara ad attraversare la Confederazione, il Paese trattiene il fiato, sperando che il cielo resti sereno e gli occhi protetti.