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La Svizzera al nono posto nell’indice globale di sviluppo turistico
La Svizzera si colloca al nono posto su 110 economie nel nuovo Indice di sviluppo dei viaggi e del turismo del Forum economico mondiale. La classifica valuta le condizioni per un settore turistico competitivo, sostenibile e resiliente, e non la popolarità delle destinazioni tra i visitatori.

La Svizzera si è classificata al nono posto su 110 economie nel nuovo Indice di sviluppo dei viaggi e del turismo del Forum economico mondiale, consolidando la propria posizione nella competizione globale per gli investimenti nel turismo sostenibile e per attirare visitatori. La classifica è stata pubblicata il 25 settembre 2026 dal Forum economico mondiale e dal gruppo assicurativo Zurich.
La Svizzera ha ottenuto 4,97 punti, alle spalle di Giappone, Stati Uniti, Spagna, Australia, Francia, Germania, Cina e Regno Unito. Il Giappone è arrivato primo con 5,27 punti, seguito dagli Stati Uniti con 5,23 e dalla Spagna con 5,22.
Il risultato misura le basi di un’economia turistica. Valuta se un Paese è in grado di sostenere imprese competitive, gestire la pressione sulle destinazioni e resistere agli imprevisti. Il numero di visitatori, da solo, non determina il risultato.
Questa distinzione è importante per la Svizzera. Le località alpine, le città lacustri e le linee ferroviarie costituiscono una solida base turistica, mentre le istituzioni, le infrastrutture e i collegamenti internazionali contribuiscono a sostenere il settore. La classifica arriva inoltre mentre autorità e comunità continuano ad affrontare il problema dell’affollamento nelle principali attrazioni, tra cui Lucerna e altre destinazioni molto frequentate.
Il Giappone indica la via per un turismo resiliente
Il punteggio di 5,27 del Giappone ha fissato il riferimento, con un vantaggio di appena 0,30 punti sulla Svizzera. Secondo il rapporto, il Paese al primo posto ha tratto beneficio dal suo richiamo culturale, dalle città e dalle ferrovie. Il Giappone ha inoltre ridotto gli ostacoli per chi viaggia dall’estero e promosso il turismo al di fuori dei centri urbani più noti e dei periodi di punta.
Queste politiche contribuiscono a distribuire la domanda e a ridurre il sovraffollamento nelle singole località. Offrono un utile termine di paragone per la Svizzera, dove le mete più popolari possono riempirsi rapidamente in estate, durante la stagione degli sport invernali e nei fine settimana festivi. Una posizione elevata nella classifica delle condizioni turistiche non elimina la difficoltà concreta di gestire una domanda concentrata.
L’indice ha rilevato un miglioramento delle condizioni turistiche in quasi tutti i Paesi tra il 2024 e il 2026. L’Albania ha registrato il progresso maggiore, salendo di dieci posizioni fino al 53º posto. Anche il Laos e il Vietnam hanno compiuto progressi significativi, a conferma di un’evoluzione più ampia della capacità turistica nel Sud-est asiatico e in altri mercati emergenti.
Per le destinazioni svizzere, i risultati internazionali sottolineano l’importanza di una pianificazione coordinata. Collegamenti migliori tra città e regioni rurali, un’offerta distribuita su più stagioni e investimenti nei trasporti possono contribuire a ripartire i visitatori. L’indice premia le condizioni che rendono possibili questi cambiamenti, ma spetta comunque alle autorità locali attuarli sul territorio.
La resilienza mette alla prova le destinazioni svizzere
La resilienza è ormai un criterio determinante nella valutazione delle destinazioni, secondo Cara Morten, responsabile delle attività globali e delle operazioni presso Zurich. Ha affermato che l’attrattiva di una destinazione dipende sempre più dalla sua capacità di continuare a funzionare quando vengono cancellati voli, si verificano ondate di caldo o si guastano sistemi essenziali.
Questo criterio va oltre gli alberghi e gli impianti di risalita. Riguarda le reti di trasporto, i servizi digitali, l’approvvigionamento energetico, la pianificazione delle emergenze e la forza lavoro necessaria per far funzionare l’economia legata ai visitatori. La fitta rete ferroviaria svizzera e le istituzioni pubbliche consolidate rappresentano un vantaggio, ma ogni regione è esposta a pressioni diverse.
Le regioni di montagna devono prepararsi al cambiamento delle condizioni della neve e agli eventi meteorologici estremi. Le città devono gestire l’affollamento, la pressione sugli alloggi e il carico sui trasporti pubblici. Le destinazioni lacustri e storiche devono proteggere le infrastrutture accogliendo al contempo grandi flussi di visitatori. Queste esigenze rendono la sostenibilità un compito pratico di gestione, e non un esercizio di immagine.
Un recente rapporto citato da Swissinfo ha riferito che le principali mete turistiche svizzere sono rimaste sovraffollate nonostante i sussidi statali destinati a ridurre il congestionamento. Il dato evidenzia lo scarto tra la capacità nazionale e l’esperienza locale. Il nono posto della Svizzera indica basi solide, mentre le pressioni a Lucerna e in altre località molto frequentate mostrano dove occorre ancora intervenire.
Il turismo svizzero alla prova della manodopera
Nel 2025 il turismo ha generato 11,6 bilioni di dollari a livello mondiale, pari a circa 9,6 bilioni di franchi, e ha sostenuto circa 366 milioni di posti di lavoro, secondo le cifre citate nel rapporto. La posizione della Svizzera nell’indice si inserisce quindi in un settore di grande peso economico, confrontato con una crescente necessità di personale qualificato.
Il World Travel and Tourism Council stima che entro il 2035 il settore globale potrebbe trovarsi a far fronte a una carenza di 43 milioni di lavoratori. Gli alberghi, i ristoranti, le ferrovie di montagna e le imprese di viaggio svizzeri competono già per assicurarsi personale nei mercati del lavoro stagionali e internazionali. La disponibilità di manodopera inciderà sulla possibilità di sfruttare appieno le solide infrastrutture del Paese.
La prossima fase della politica turistica svizzera richiederà più che attirare altri visitatori. Gli operatori e le autorità pubbliche dovranno migliorare la produttività, sostenere la formazione e rendere i posti di lavoro sostenibili durante tutto l’anno. Ampliare i viaggi oltre un numero limitato di località famose potrebbe inoltre distribuire i ricavi e ridurre la pressione sulle mete più affollate.
Il nono posto della Svizzera offre al suo settore turistico una base credibile. La classifica sarà davvero importante se contribuirà a promuovere miglioramenti concreti nei trasporti regionali, nella pianificazione del personale, nell’adattamento climatico e nella gestione dei visitatori, prima della prossima valutazione.