social media
La Svizzera intende rafforzare la protezione dei minorenni sui social media
Il governo svizzero intende introdurre maggiori tutele per i minorenni sulle piattaforme dei social media e sui motori di ricerca. Un disegno di legge atteso entro giugno 2027 estenderebbe inoltre la procedura di segnalazione a contenuti potenzialmente illeciti e imporrebbe maggiore trasparenza ai principali servizi online.

Il Consiglio federale chiederà al Parlamento di rafforzare la protezione online dei minorenni, con un messaggio atteso entro la fine di giugno 2027. Il piano riguarda le piattaforme dei social media e i motori di ricerca gestiti da grandi aziende come Google, Facebook e YouTube. Fa seguito alla consultazione sull’avamprogetto di legge sulle piattaforme di comunicazione e sui motori di ricerca, svoltasi da ottobre 2025 a febbraio 2026.
Secondo il governo, i servizi interessati dalla legge sono diventati importanti fonti d’informazione e influenzano sempre più il dibattito pubblico. La proposta rafforzerebbe quindi i diritti degli utenti e imporrebbe ai fornitori di servizi online di spiegare più chiaramente come funzionano i loro servizi.
La protezione dei giovani costituisce la novità più significativa dell’avamprogetto. Le piattaforme e i motori di ricerca dovrebbero esaminare i rischi che i loro servizi creano o amplificano per i minorenni. Dovrebbero poi introdurre misure per ridurli. La proposta affronta anche lo sfruttamento commerciale dell’attenzione dei bambini: alle grandi piattaforme sarebbe vietato mostrare pubblicità personalizzata ai minorenni.
Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni, noto con l’abbreviazione tedesca UVEK, deve ora preparare il messaggio del governo. Spetterà al Parlamento decidere se le misure diventeranno legge.
Obbligare le piattaforme a valutare i rischi per i giovani
Le norme proposte renderebbero la valutazione dei rischi un obbligo legale per i principali servizi online. I fornitori dovrebbero analizzare se i loro prodotti espongono i minorenni a rischi dannosi o aggravano quelli esistenti. Il materiale di partenza non specifica quali rischi sarebbero contemplati né quali misure tecniche di protezione le aziende dovrebbero adottare. Questi dettagli dovranno emergere durante la stesura del progetto e il dibattito parlamentare.
L’approccio attribuisce la responsabilità ai servizi stessi. Ci si aspetterebbe che i motori di ricerca e i social network individuino i rischi legati alla progettazione e al funzionamento delle loro piattaforme e adottino poi misure per ridurli. L’obbligo si affiancherebbe a requisiti più ampi in materia di diritti degli utenti e trasparenza aziendale.
Una modifica distinta estenderebbe la procedura di segnalazione a tutti i contenuti sospettati di essere illeciti. La proposta inciderebbe quindi sulle modalità con cui gli utenti segnalano materiale potenzialmente illegale e i fornitori trattano tali segnalazioni. Sulla base delle informazioni disponibili, il governo non ha annunciato un nuovo canale unico per le segnalazioni né un termine preciso per le risposte.
La pubblicità personalizzata sarebbe soggetta a una chiara restrizione. Alle grandi piattaforme sarebbe vietato mostrarla ai minorenni. La norma riguarderebbe l’uso dei dati personali e del comportamento online per rivolgere pubblicità ai bambini, lasciando al Parlamento il compito di definire l’ambito definitivo e le modalità di applicazione.
Portare i risultati della consultazione in Parlamento
La consultazione ha raccolto 214 risposte, con una maggioranza favorevole alla proposta del Consiglio federale. La procedura ha offerto a partiti politici, Cantoni, organizzazioni e altre parti interessate l’opportunità di esprimersi sulla legge sulle piattaforme di comunicazione e sui motori di ricerca. Il governo ha ora esaminato le risposte e incaricato l’UVEK di procedere verso la stesura del messaggio.
Il sostegno proviene da diversi importanti schieramenti politici. Il Centro, il Partito socialista e i Verdi sostengono la proposta. I Verdi avevano inoltre presentato mozioni parlamentari per chiedere una maggiore protezione dei minorenni online. Le loro richieste hanno contribuito a portare la protezione dei giovani più in alto nell’agenda del governo.
Anche i Cantoni hanno svolto un ruolo importante. Secondo il rapporto sulla consultazione, 22 Cantoni sostengono la proposta. La struttura federale della Svizzera conferisce peso alle posizioni cantonali mentre il Parlamento esamina una legge che avrà effetti sulle autorità pubbliche, sulle famiglie e sulle imprese in tutto il Paese.
L’esito della consultazione non determina il futuro del disegno di legge. Il Consiglio federale deve ancora presentare il suo messaggio e le due Camere del Parlamento dovranno esaminare il testo. Sono ancora possibili modifiche, in particolare per quanto riguarda la definizione dei rischi delle piattaforme, gli obblighi dei fornitori e la tutela della libertà di espressione e dell’accesso alle informazioni degli utenti.
Conciliare la protezione con la libertà di espressione
Durante la consultazione, Svitto, Turgovia e l’Unione democratica di centro si sono opposti alla proposta. Le loro obiezioni riguardano il rischio che nuove norme online possano limitare la libertà di espressione e la libertà d’informazione. Queste preoccupazioni influenzeranno il dibattito mentre il governo trasforma il progetto sottoposto a consultazione in un disegno di legge formale.
Il disaccordo riflette una tensione ricorrente nella regolamentazione digitale. Il governo vuole che i servizi, la cui influenza sul dibattito pubblico è in crescita, si assumano maggiori responsabilità per il loro impatto sugli utenti, compresi i bambini. Gli oppositori temono che procedure di segnalazione più ampie e obblighi per i fornitori possano incoraggiare la rimozione eccessiva di materiale lecito o limitare l’accesso alle informazioni.
La proposta disponibile lascia aperte diverse questioni pratiche. Non precisa quali metodi le piattaforme debbano usare per determinare l’età di un utente, individuare i rischi o distinguere il materiale illecito dalla libertà di espressione lecita. Non indica nemmeno come le autorità di vigilanza verificherebbero il rispetto delle norme né quali sanzioni si applicherebbero. Queste questioni sono importanti per i minorenni, le famiglie, i fornitori e chiunque utilizzi i servizi online per informarsi o partecipare al dibattito pubblico.
Quando riceverà il messaggio del Consiglio federale, il Parlamento dovrà soppesare le misure di protezione rispetto a queste preoccupazioni concernenti le libertà civili.
Preparare il disegno di legge per il voto del 2027
La prossima scadenza decisiva è la fine di giugno 2027, quando l’UVEK dovrà completare il messaggio del governo. Il documento tradurrà i risultati della consultazione in una proposta legislativa concreta per il Parlamento. Fino ad allora, gli obblighi definitivi per le piattaforme dei social media e i motori di ricerca resteranno oggetto di elaborazione e negoziati politici.
Per le famiglie in Svizzera, il quadro proposto porterebbe più direttamente al centro dell’attenzione delle aziende che progettano e gestiscono i servizi online la protezione dei giovani. Le grandi piattaforme potrebbero essere soggette al divieto di mostrare pubblicità personalizzata ai minorenni, mentre i fornitori in generale dovrebbero valutare e ridurre i rischi per i giovani utenti. Gli utenti potrebbero inoltre disporre di una procedura più ampia per segnalare contenuti sospettati di violare la legge.
Le misure si applicherebbero in un contesto mediatico in cui le piattaforme e i motori di ricerca influenzano sempre più il modo in cui le persone si informano e partecipano al dibattito pubblico. Questa influenza spiega perché il Consiglio federale abbia affiancato la protezione dei giovani alla trasparenza e ai diritti degli utenti.
Dopo la trasmissione del messaggio al Parlamento, le due Camere decideranno se adottare la legge e come modificarla. La legge definitiva potrebbe quindi differire dall’attuale avamprogetto, soprattutto per quanto riguarda l’attuazione, la vigilanza e i limiti delle segnalazioni di contenuti.