Carburante
I costi dei carburanti aumentano mentre le interruzioni dei trasporti mettono sotto pressione le forniture svizzere
I prezzi della benzina e del diesel in Svizzera sono nuovamente aumentati, mentre le interruzioni delle forniture minacciano anche le consegne di carburante per l’aviazione all’aeroporto di Zurigo. Il basso livello delle acque del Reno e la congestione delle linee ferroviarie rendono le importazioni di carburante più costose e meno affidabili.

I prezzi della benzina e del diesel sono aumentati entrambi di circa cinque centesimi al litro, mettendo ulteriormente sotto pressione gli automobilisti, le aziende di logistica e le economie domestiche svizzere, già confrontati con costi energetici più elevati. I dati del Touring Club Svizzero, riportati il 16 ottobre, indicano che la benzina senza piombo 95 costa CHF 2.16 al litro, con un aumento del 2,4% in una settimana. La benzina senza piombo 98 è arrivata a CHF 2.27, mentre il diesel è salito del 2,1% a CHF 2.45.
L’aumento dei prezzi coincide con un collo di bottiglia nelle forniture all’aeroporto di Zurigo. Dopo le interruzioni sulle rotte merci dalla Germania che hanno ritardato le consegne, la Confederazione ha autorizzato il prelievo dalle scorte obbligatorie di carburante per l’aviazione. Tra il 15 ottobre e il 1° novembre potranno essere rilasciati fino a 30’000 metri cubi, una quantità pari al 6,5% delle attuali riserve di carburante per l’aviazione.
Le compagnie aeree non hanno segnalato restrizioni operative. Secondo Le News, Swiss e l’aeroporto di Ginevra hanno dichiarato che il rifornimento degli aeromobili è proseguito normalmente. La decisione della Confederazione riflette l’importanza di garantire le forniture a Zurigo finché i collegamenti di trasporto restano inaffidabili. La Svizzera importa la maggior parte dei carburanti che consuma, perciò prezzi e disponibilità risentono di problemi che vanno ben oltre le stazioni di servizio.
Proteggere le forniture per l’aviazione a Zurigo
L’aeroporto di Zurigo può prelevare fino a 30’000 metri cubi di carburante per aerei entro il 1° novembre, ottenendo così un margine temporaneo mentre le consegne faticano a raggiungere lo scalo. Il rilascio autorizzato corrisponde al 6,5% delle scorte obbligatorie di carburante per l’aviazione della Svizzera. L’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese ha approvato la misura il 15 ottobre.
Il problema immediato è di natura logistica. Le linee ferroviarie dalla Germania, che alimentano la distribuzione di carburante in Svizzera, hanno subito ritardi e cancellazioni. Le consegne mancate non possono essere sostituite rapidamente, perché altre merci occupano già le stesse tratte congestionate. Il carburante per l’aviazione è quindi ancora disponibile nel sistema nazionale, ma il normale flusso verso Zurigo è diventato meno affidabile.
Il sistema delle scorte è concepito proprio per affrontare questo tipo di interruzioni. Le aziende private possiedono e gestiscono le scorte obbligatorie, mentre la Confederazione stabilisce quali beni devono essere tenuti in riserva e in quali quantità. Il rilascio non significa che le piste di Zurigo stiano per chiudere. Swiss non ha segnalato interruzioni nel rifornimento degli aeromobili e l’aeroporto di Ginevra non ha subito restrizioni. La situazione mostra però quanto rapidamente un problema di trasporto possa diventare una questione per l’aviazione in un Paese senza sbocco sul mare.
Trasportare le merci lungo un corridoio più stretto
Il basso livello delle acque del Reno ha reso le importazioni più costose e meno affidabili. Le chiatte che navigano sul fiume devono ridurre il carico e alcuni servizi sono stati cancellati. Le spedizioni di carburante che normalmente viaggerebbero via acqua sono quindi state dirottate verso la ferrovia, aggravando la pressione sulle tratte già percorse da volumi elevati di merci.
Le ripercussioni non si limitano a Zurigo. I dati della Confederazione citati da Le News mostrano che durante la settimana la disponibilità di benzina, diesel e olio da riscaldamento è peggiorata, sebbene le forniture siano rimaste sicure a livello nazionale. Si tratta quindi di margini più ridotti, non di una carenza nazionale confermata.
Per la Svizzera, il Reno è un’arteria commerciale fondamentale. Il carburante importato attraverso i porti europei può risalire il fiume su chiatte prima di raggiungere i depositi e le reti di distribuzione. Quando il livello delle acque scende, i fornitori devono fare i conti con carichi più piccoli, movimentazioni aggiuntive e costi di trasporto più elevati. La ferrovia può offrire un’alternativa, ma non è in grado di assorbire immediatamente tutte le merci dirottate. La congestione sulle linee di adduzione dalla Germania ha creato proprio questo problema: le consegne rischiano ritardi e le autorità federali sono state costrette a ricorrere alle riserve dell’aeroporto di Zurigo.
Seguire la stretta globale sulla raffinazione
Il diesel è ora a un solo centesimo dal massimo del 2026. Il prezzo medio ha raggiunto CHF 2.45 al litro, rispetto al picco annuo di CHF 2.46 registrato a metà settembre. Dopo un breve periodo di ribassi, la benzina senza piombo 95 è salita a CHF 2.16 e la 98 a CHF 2.27.
Swissinfo ha attribuito le oscillazioni alle tensioni sui mercati internazionali dei carburanti, oltre che ai problemi di trasporto interni. Venerdì mattina il Brent era scambiato a circa 105 dollari al barile. Il prezzo resta ben al di sopra dei circa 72 dollari registrati prima dell’inizio della guerra in Iran, alla fine di febbraio, anche se quel giorno il greggio aveva perso leggermente terreno.
I prezzi alla pompa non si muovono di pari passo con quelli del greggio. La raffinazione, il trasporto marittimo, lo stoccaggio, le oscillazioni valutarie e i costi di distribuzione locali incidono tutti sull’importo finale pagato in Svizzera. Le difficoltà attuali aggiungono un ulteriore fattore attraverso le reti del Reno e della ferrovia. Anche le forniture internazionali sono sotto pressione a causa della capacità di raffinazione limitata nel Golfo e delle interruzioni che interessano le raffinerie russe, importanti fornitrici di diesel e carburante per aerei. Questi fattori alimentano un mercato in cui anche un piccolo ritardo nei trasporti può far salire i costi.
Ricorrere alle riserve mentre si ripristinano i collegamenti
Le forniture nazionali di carburante restano sicure, ma la Confederazione utilizza le proprie riserve in una fase più a monte della filiera. Il rilascio delle riserve per l’aviazione copre le consegne a Zurigo fino al 1° novembre, mentre le autorità continuano a monitorare la disponibilità di benzina, diesel e olio da riscaldamento. L’intervento dà ai distributori il tempo di gestire i ritardi delle merci senza imporre restrizioni all’aeroporto.
Il prossimo punto critico sarà l’affidabilità dei trasporti. Se il livello delle acque del Reno resterà basso, le chiatte continueranno a viaggiare con carichi ridotti. Se la congestione ferroviaria persisterà, le spedizioni dirottate potrebbero arrivare comunque in ritardo. Le aziende petrolifere dovranno bilanciare le consegne tra aeroporti, trasporto stradale, industria e riscaldamento domestico, prima che la domanda invernale diventi un fattore più importante.
Per gli automobilisti, l’effetto immediato si vede alla pompa. I prezzi potrebbero non seguire ogni variazione del greggio, poiché i cambiamenti sui mercati internazionali impiegano di solito del tempo prima di ripercuotersi in Svizzera. Per le autorità federali, la decisione relativa all’aeroporto dimostra l’utilità delle scorte obbligatorie, ma anche i loro limiti. Le riserve possono coprire un’interruzione di breve durata, ma non sostituire reti fluviali e ferroviarie funzionanti. Le prossime settimane diranno se le rotte merci torneranno alla normalità prima della scadenza dell’autorizzazione temporanea per il carburante per l’aviazione.