Vai al contenuto
Swiss Observer

Il Governo svizzero propone il diritto di voto per le persone con disabilità mentali

Il Consiglio federale ha avviato una consultazione per concedere il diritto di voto a livello federale a tutte le cittadine e a tutti i cittadini svizzeri maggiorenni, abolendo l’attuale esclusione delle persone sottoposte a determinate forme di curatela per malattia mentale o incapacità. La proposta mira ad avvicinare la legislazione svizzera agli standard in materia di diritti delle persone con disabilità.

Il Governo svizzero propone il diritto di voto per le persone con disabilità mentali
AISWI swissinfo.ch

Il Consiglio federale ha posto all’ordine del giorno politico il diritto di voto a livello federale per le persone sottoposte a determinate forme di curatela. Il suo progetto di legge consentirebbe a ogni cittadina e cittadino svizzero di votare al raggiungimento della maggiore età, abolendo l’attuale esclusione legata a un’incapacità duratura di discernimento.

Il Governo ha avviato la consultazione il 14 ottobre 2026. La proposta riguarda soltanto i diritti politici a livello federale, e quindi la partecipazione alle elezioni e alle votazioni su questioni nazionali. Per ora non modifica le regole applicabili alle votazioni cantonali o comunali.

Secondo il sistema vigente, le persone definite nella Costituzione come affette da «malattia mentale o incapacità mentale» possono perdere i loro diritti politici federali se sono sottoposte a una curatela generale o a un mandato precauzionale con effetto in caso di incapacità di discernimento. Questa disposizione condiziona da decenni l’accesso alla democrazia diretta in Svizzera.

La modifica proposta renderebbe la maggiore età l’unica condizione esplicitamente prevista per esercitare questi diritti. Allineerebbe le regole federali svizzere sul diritto di voto a un più ampio cambiamento nella politica in materia di disabilità, che pone sempre più l’accento su una partecipazione paritaria e indipendente. La consultazione concede a partiti, Cantoni, organizzazioni e cittadine e cittadini il tempo di esprimersi prima che il Governo decida come procedere.

Riesaminare la norma sulla curatela

L’attuale esclusione è legata a misure di protezione legale, non alla sola diagnosi medica in generale. Le regole federali svizzere si applicano quando una persona è durevolmente incapace di discernimento ed è protetta da una curatela generale o da un mandato precauzionale con effetto in caso di incapacità di discernimento.

La distinzione è importante, perché la curatela può incidere su molti aspetti della vita di una persona, mentre i diritti politici sono una questione separata. Il quadro vigente considera la misura di protezione come prova del fatto che la persona dovrebbe essere esclusa dalle elezioni federali e dai referendum. Il Governo propone ora di eliminare questo legame automatico.

La formulazione costituzionale pertinente è stata precisata nella legislazione 50 anni fa. Da allora sono cambiati il modo di intendere la disabilità, la capacità giuridica e il processo decisionale con sostegno. Le autorità pubbliche e le organizzazioni che si occupano di disabilità hanno sempre più spesso sostenuto una partecipazione quanto più possibile indipendente e paritaria.

La proposta stabilirebbe quindi una regola federale chiara: l’idoneità dipenderebbe dalla cittadinanza svizzera e dalla maggiore età. Il materiale di partenza non specifica come verrebbero riprogettati i seggi elettorali, le istruzioni di voto o le modalità di assistenza. È probabile che queste questioni pratiche siano affrontate nella consultazione, soprattutto perché la riforma riguarda l’accesso al sistema svizzero di frequenti elezioni e votazioni.

Proseguire sulla via dei diritti delle persone con disabilità

Gli impegni della Svizzera in materia di diritti delle persone con disabilità hanno contribuito a riportare la questione al centro della politica federale. La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità è entrata in vigore per la Svizzera nel 2014. Il Consiglio federale indica tale convenzione come un’influenza particolarmente importante sulla riforma proposta.

La convenzione ha incoraggiato i governi a verificare se le leggi e le prassi amministrative consentano alle persone con disabilità di partecipare su un piano di parità. In Svizzera, il dibattito investe direttamente le istituzioni democratiche del Paese. Le elezioni federali e le votazioni offrono regolarmente alle cittadine e ai cittadini l’opportunità di influire sulla legislazione, sulla spesa pubblica e sulle modifiche costituzionali.

Il progetto del Governo riflette una concezione della partecipazione politica che attribuisce maggiore importanza all’inclusione e ai diritti individuali. Riconosce inoltre che le vecchie categorie giuridiche potrebbero non essere più adeguate agli attuali approcci alla disabilità e alla capacità. Il materiale di partenza non afferma che la convenzione determini da sola l’esito. Descrive il trattato come un fattore decisivo nel percorso che ha portato al progetto di legge.

La consultazione permetterà di valutare l’ampiezza del sostegno politico. Le risposte contribuiranno a stabilire se la proposta proseguirà nella sua forma attuale, se i legislatori aggiungeranno garanzie o misure di attuazione e come il Governo federale affronterà le preoccupazioni relative a una partecipazione accessibile senza ripristinare un’esclusione generalizzata.

Seguire la consultazione fino alla conclusione

La consultazione si concluderà il 28 gennaio 2028, lasciando più di un anno per il dibattito prima che il Governo decida come procedere. Il calendario offre ai partiti politici svizzeri, ai Cantoni, alle organizzazioni che si occupano di disabilità, agli esperti giuridici e alla cittadinanza l’opportunità di esprimersi su una riforma che avrà conseguenze per le elezioni federali e le votazioni.

La proposta ha volutamente una portata limitata. Riguarda i diritti politici a livello federale e non stabilisce un’unica regola per tutte le votazioni cantonali e comunali. La struttura federale svizzera implica che ogni cambiamento più ampio richiederebbe un esame separato nel quadro delle normative cantonali pertinenti.

Il compito immediato consiste nel valutare il progetto di legge e i suoi effetti pratici. Le autorità dovranno considerare come fornire informazioni agli elettori, come consentire loro di ricevere assistenza preservando la libertà di scelta e come coordinare le curatele esistenti con la partecipazione al voto. Il materiale di partenza non definisce procedure definitive né un calendario legislativo che vada oltre la consultazione.

Per le persone attualmente escluse in base alla norma federale, il progetto prospetta un possibile cambiamento di status prima della fase successiva dell’iter legislativo. Il Parlamento dovrebbe comunque discutere e approvare qualsiasi progetto di legge, che potrebbe inoltre essere modificato durante l’iter. Fino ad allora, le regole svizzere sul diritto di voto a livello federale restano in vigore.