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Quasi metà della popolazione svizzera perde regolarmente la pazienza con gli altri utenti della strada
Un sondaggio nazionale sulla mobilità rileva che quasi la metà della popolazione svizzera si irrita regolarmente con gli altri utenti della strada. Ciclisti e conducenti di e-bike segnalano livelli particolarmente elevati di preoccupazione per gli incidenti causati da altre persone, mettendo in luce le tensioni crescenti sulle strade congestionate della Svizzera.

Quasi la metà della popolazione svizzera perde regolarmente la pazienza con gli altri utenti della strada. È quanto emerge dal sondaggio AXA sulla mobilità 2026, riferito da Keystone-ATS il 24 settembre, che rileva una fonte quotidiana di tensione sulle strade e nelle vie affollate della Svizzera.
Il sondaggio ha rilevato che il 26% delle persone interpellate si irrita più volte alla settimana, mentre il 23% prova questa irritazione ogni giorno. I dati riguardano un ampio ventaglio di utenti: automobilisti, ciclisti, conducenti di e-bike e pedoni. Le loro preoccupazioni sono diverse, ma condividono la sensazione crescente che le decisioni altrui generino rischi, ritardi e stress.
Questa frustrazione ha conseguenze concrete. Luca Genovese del Centro di competenza AXA per la mobilità ha affermato che guidare sotto stress, in modo aggressivo o agitato può ridurre la concentrazione. «I conducenti meno concentrati commettono più errori alla guida», ha dichiarato in un comunicato stampa di AXA.
Il sondaggio ha inoltre rilevato che la paura degli altri utenti della strada supera quella delle proprie capacità. Questa percezione è rilevante in un Paese in cui automobili, biciclette, e-bike, moto e pedoni condividono spesso spazi limitati. Un momento di impazienza può influire sull’attenzione con cui si osserva un incrocio, si valuta un sorpasso o si reagisce a una manovra inattesa.
Ciclisti e conducenti di e-bike sono i più preoccupati
Tre ciclisti e conducenti di e-bike su quattro temono un incidente causato da qualcun altro. Il risultato pone gli utenti della strada più vulnerabili al centro delle preoccupazioni per la sicurezza emerse dal sondaggio.
Chi circola in moto, in bicicletta o in e-bike ha dichiarato di sentirsi insicuro più spesso rispetto agli altri gruppi. La preoccupazione riguarda il comportamento di chi si trova attorno, in particolare l’eccesso di velocità e la guida spericolata. Anche pedoni e ciclisti sono infastiditi da ciclisti e conducenti di e-bike, a dimostrazione di quanto rapidamente lo stesso utente possa essere considerato vulnerabile in una situazione e pericoloso in un’altra.
Il sondaggio non fornisce una suddivisione per cantone e non consente quindi di stabilire se queste opinioni siano più diffuse a Zurigo, Ginevra, Basilea o nei Comuni più piccoli. Descrive però una tendenza nazionale, secondo cui gli utenti valutano la sicurezza in base al comportamento altrui.
Per ciclisti e conducenti di e-bike, questa valutazione è influenzata dallo squilibrio fisico tra i veicoli. Una distrazione o una velocità eccessiva da parte di un automobilista possono lasciare poco tempo per reagire. Per gli automobilisti, i ciclisti possono invece apparire imprevedibili nel traffico intenso o agli incroci. Queste percezioni possono acuirsi quando le strade sono congestionate e le infrastrutture lasciano ai diversi utenti margini di errore ridotti.
Gli automobilisti indicano i comportamenti che li esasperano
La distanza di sicurezza insufficiente è al primo posto tra le lamentele degli automobilisti, con il 63%. Ingorghi, strade congestionate e gli errori di altri conducenti sono state le tre principali fonti di irritazione rilevate dal sondaggio.
Gli automobilisti hanno inoltre indicato la guida distratta, segnalata dal 59%, e il mancato uso degli indicatori di direzione, indicato dal 57%. La guida a passo d’uomo ha irritato il 51%. Ognuno di questi comportamenti crea un problema diverso, dalla riduzione del tempo di reazione all’incertezza su cosa farà il veicolo che precede.
I dati mostrano che l’irritazione è legata a comportamenti di guida prevedibili, piuttosto che a una sola categoria di utenti della strada. Seguire troppo da vicino aumenta la pressione su chi è davanti. Un conducente che guarda il telefono o si lascia distrarre può non vedere un ciclista, un pedone o un semaforo che cambia. Senza indicatore di direzione, chi si trova nelle vicinanze deve tirare a indovinare.
I risultati del sondaggio si aggiungono alle persistenti preoccupazioni in Svizzera per la guida pericolosa. Nel marzo 2023, il Parlamento ha mantenuto la pena detentiva di un anno per i conducenti condannati per eccesso di velocità grave. I dati di AXA indicano i comportamenti quotidiani che possono creare tensioni ben prima che si arrivi a un reato.
La frustrazione dei pendolari continua sui trasporti pubblici
Metà della popolazione descrive il tragitto quotidiano casa-lavoro come almeno in parte stressante ed estenuante. Secondo il sondaggio, a segnalare più spesso questa fatica sono le persone che usano frequentemente i trasporti pubblici.
La tensione non finisce quando si lascia la strada. Quasi tre quarti delle persone interpellate si sono lamentate di chi parla ad alta voce al telefono o ascolta contenuti senza cuffie sui trasporti pubblici. Tra gli altri motivi frequenti di irritazione figurano i rifiuti, citati dal 68%, i piedi sui cuscini dei sedili, con il 55%, e gli odori troppo intensi, con il 53%.
La soddisfazione varia a seconda del mezzo di trasporto. Chi si sposta principalmente in bicicletta è più spesso soddisfatto degli altri utenti della strada, mentre anche gli automobilisti si dichiarano soddisfatti del proprio mezzo principale. Chi usa i trasporti pubblici preferirebbe spostarsi in automobile, mentre i pedoni insoddisfatti preferirebbero i trasporti pubblici.
Queste preferenze rivelano le scelte pratiche che si celano dietro la frustrazione. Un pendolare può sostenere una mobilità più ecologica, ma trovare estenuante un treno affollato. Un automobilista può apprezzare la comodità dell’auto e al contempo mal sopportare il traffico. Il sondaggio mette in relazione sicurezza stradale, comfort e scelte ambientali all’interno dello stesso sistema di mobilità quotidiana.
Le intenzioni ambientali si confrontano con le scelte quotidiane
Il 70% delle persone interpellate ritiene che gli altri dovrebbero adottare abitudini di spostamento più ecologiche. Solo il 52% afferma di essere personalmente disposto a farlo.
Il divario riflette le pressioni contrastanti che influenzano la mobilità in Svizzera. Circa metà della popolazione ha dichiarato che la sostenibilità ambientale influisce sulla scelta del mezzo di trasporto, anche se solo il 15% le attribuisce un peso importante. Quattro persone interpellate su dieci provano occasionalmente un senso di colpa per non aver scelto l’opzione più ecologica.
Le decisioni in materia di trasporti restano strettamente legate alla soddisfazione e allo stress. Si può desiderare di ridurre le emissioni e scegliere comunque l’auto per comodità, per evitare un treno affollato o perché ci si sente esposti in bicicletta. Il sondaggio non individua una soluzione univoca né classifica i mezzi di trasporto in base al loro impatto ambientale. Registra il modo in cui le persone affrontano priorità contrastanti nella vita quotidiana.
Per chi fa politica, i risultati sottolineano l’importanza di rendere pratici gli spostamenti più sicuri e puliti, non solo auspicabili. Per gli utenti della strada, offrono una fotografia di un sistema condiviso in cui la frustrazione spesso inizia dal comportamento altrui. La pressione quotidiana resta visibile agli incroci, sulle piste ciclabili, nelle code e a bordo dei treni affollati.