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Swiss Observer

Il passaporto svizzero è nono nell’ultimo indice mondiale di mobilità

L’ultima classifica mondiale dei passaporti colloca la Svizzera al nono posto, con accesso senza visto o agevolato alla maggior parte delle destinazioni. I cittadini svizzeri possono entrare in 119 Paesi senza visto, mentre per 25 destinazioni devono ottenere il visto in anticipo.

AI25 settembre 2026Il nostro processo editoriale
Il passaporto svizzero è nono nell’ultimo indice mondiale di mobilità
AILe News

Il passaporto svizzero si colloca al nono posto a livello mondiale, confermando la posizione della Svizzera tra i documenti di viaggio più efficaci nell’ultimo indice di Passport Reports. La classifica è importante per turisti, aziende e famiglie che pianificano viaggi internazionali, perché misura quante destinazioni i cittadini possono raggiungere senza dover richiedere un visto tradizionale prima della partenza.

I cittadini svizzeri possono entrare in 119 destinazioni senza visto. Altre 54 destinazioni accettano un visto all’arrivo o un’autorizzazione elettronica di viaggio, mentre per 25 destinazioni è necessario ottenere il visto in anticipo. I viaggiatori svizzeri dispongono così di un ampio accesso in Europa, nelle Americhe e nei Caraibi, con una copertura particolarmente estesa in Oceania, dove raggiunge il 93% delle destinazioni.

Nonostante l’elevata mobilità complessiva, la Svizzera si colloca dietro a diversi Paesi vicini europei. È 13ª su 47 Paesi europei, con Germania e Spagna tra i Paesi che la precedono. La differenza riguarda le regole di viaggio, non la solidità pratica dell’economia svizzera né i diritti associati alla cittadinanza svizzera.

L’indice offre anche un’utile panoramica della mobilità internazionale. Gli Emirati Arabi Uniti guidano la classifica mondiale, seguiti da Singapore e Spagna. Poiché più Paesi condividono alcune posizioni, le prime dieci posizioni comprendono 17 passaporti.

I Paesi europei vicini guadagnano grazie a dettagli tecnici

Secondo il confronto citato da Le News, la classifica conteggia 173 destinazioni accessibili senza un visto tradizionale ottenuto in anticipo. La Svizzera condivide questo punteggio complessivo di mobilità con Lussemburgo, Belgio, Francia, Danimarca, Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svezia e Grecia.

Perché, allora, alcuni di questi passaporti figurano più in alto? L’indice distingue l’ingresso completamente senza visto dal visto all’arrivo e da altre modalità agevolate. In alcuni Paesi i viaggiatori svizzeri beneficiano di condizioni più semplici, ma una quota maggiore delle loro 173 destinazioni accessibili rientra nella categoria del visto all’arrivo. I passaporti europei che occupano posizioni più alte registrano più destinazioni come pienamente accessibili senza visto.

Le differenze riguardano un numero limitato di destinazioni. Diversi passaporti dei Paesi vicini europei consentono l’ingresso senza visto nelle Isole Marshall, a Palau e a Samoa, mentre i cittadini svizzeri ricevono generalmente un visto all’arrivo. Per chi viaggia nel Pacifico, questa classificazione può incidere sulla preparazione e sulle procedure all’arrivo. Per molti viaggi in Europa, nelle Americhe o nei Caraibi, la differenza pratica è molto meno significativa.

La posizione della Svizzera rispecchia quindi tanto il metodo dell’indice quanto un cambiamento generale nella libertà di viaggiare. Il passaporto resta uno strumento molto efficace per gli spostamenti transfrontalieri, anche se piccole differenze amministrative lo separano da quelli dei Paesi europei meglio classificati.

Le differenze alla base della classifica

Gli Emirati Arabi Uniti superano la Svizzera per l’accesso a 15 destinazioni, mettendo in luce le differenze precise che determinano la classifica mondiale. I cittadini emiratini possono recarsi senza ottenere un visto in anticipo in Benin, Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Ciad, Congo, Ghana, Iran, Iraq, Liberia, Mali, Nauru, Niger, Pakistan, Sudan e Yemen.

In otto di questi Paesi il passaporto degli Emirati consente l’ingresso senza visto: Benin, Burkina Faso, Ciad, Iran, Mali, Nauru, Pakistan e Sudan. Per le destinazioni restanti, i viaggiatori emiratini ottengono generalmente un visto all’arrivo. Secondo la classificazione dell’indice, per i cittadini svizzeri queste modalità richiedono invece un visto in anticipo.

Anche la Svizzera ha i suoi vantaggi. I cittadini svizzeri possono entrare senza visto in Belize, Lesotho, Nicaragua e Venezuela, mentre i viaggiatori emiratini hanno bisogno di un visto. I viaggiatori svizzeri possono inoltre utilizzare un’autorizzazione elettronica di viaggio per gli Stati Uniti e una procedura agevolata per i visitatori in Australia. La fonte indica che i cittadini emiratini hanno bisogno di un visto per entrambe le destinazioni.

Queste differenze da Paese a Paese mostrano perché un’unica posizione in classifica non possa descrivere l’esperienza di ogni viaggiatore. Il valore di un passaporto dipende dalla destinazione prevista, dalla frequenza dei viaggi e dal fatto che sia più facile ottenere un’autorizzazione all’arrivo rispetto a un visto completo.

Valutare l’accesso regione per regione

L’accesso garantito dalla Svizzera è più ampio in Europa, nelle Americhe e nei Caraibi, regioni che rappresentano molte delle normali trasferte di lavoro, visite familiari e vacanze dalla Svizzera. L’indice rileva un accesso particolarmente esteso in Oceania, dove i cittadini svizzeri possono raggiungere il 93% delle destinazioni senza un visto tradizionale ottenuto in anticipo.

L’Africa presenta un quadro più eterogeneo. I titolari di un passaporto svizzero hanno accesso al 72,2% delle destinazioni africane tramite ingresso senza visto, visto all’arrivo o autorizzazione elettronica di viaggio. La categoria comprende una regione vasta e diversificata, perciò la percentuale complessiva non indica se un viaggiatore possa entrare in un Paese specifico senza documenti, con un’autorizzazione digitale o dopo aver presentato una domanda prima della partenza.

La stessa cautela vale per il totale mondiale. L’indice misura soltanto l’accesso per i viaggi. Non valuta il costo dei voli, i controlli alle frontiere, la durata del soggiorno consentito, l’assicurazione di viaggio, i diritti di residenza o la probabilità che una destinazione corrisponda ai piani di una persona. Inoltre, non attribuisce lo stesso valore pratico a ogni destinazione.

Per i residenti in Svizzera, la classifica va letta soprattutto come uno strumento di pianificazione. Prima di prenotare, i viaggiatori devono comunque verificare le regole aggiornate della destinazione, i requisiti di validità del passaporto e le eventuali procedure di registrazione elettronica. Le norme d’ingresso possono cambiare dopo la pubblicazione di un indice.

Usare la classifica come guida di viaggio

La Svizzera resta tra i primi dieci Paesi al mondo, nonostante sia preceduta da diversi vicini europei, una posizione che offre ai suoi cittadini un’ampia libertà di movimento, pur evidenziando piccole differenze nella classificazione delle modalità d’ingresso. Il nono posto del passaporto è sostenuto da 119 destinazioni accessibili senza visto, 54 destinazioni con accesso agevolato e appena 25 destinazioni che richiedono un visto in anticipo.

Tra i passaporti più forti ai vertici della classifica figurano quelli degli Emirati Arabi Uniti, di Singapore, della Spagna, della Malaysia, del Lussemburgo, del Belgio e della Francia. Anche Danimarca, Finlandia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Svezia figurano nel gruppo di testa. Le parità al sesto, settimo e nono posto fanno sì che le prime dieci posizioni comprendano 17 passaporti.

In fondo alla classifica, lo Yemen è al 182° posto, il Pakistan al 183°, l’Iraq al 184°, la Siria al 185° e l’Afghanistan al 186°. Il passaporto afghano consente l’accesso senza visto a soli tre Paesi, a dimostrazione dell’ampio divario tra i documenti di viaggio nazionali.

Per i cittadini svizzeri, le conseguenze immediate sono pratiche più che simboliche. Il passaporto facilita gli spostamenti abituali per lavoro, turismo e visite familiari in gran parte del mondo. La sua posizione esatta può cambiare quando i Paesi modificano le regole d’ingresso, ma i dati attuali collocano saldamente la Svizzera tra i sistemi di mobilità più efficaci.