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Swiss Observer

I parlamentari svizzeri incalzano la ministra della difesa per il pasticcio degli F-35

I parlamentari svizzeri hanno incalzato il ministro della difesa Martin Pfister per le gravi carenze nei negoziati per l’acquisto dei caccia F-35, tra cui l’assenza di un prezzo fisso e presunti conflitti d’interesse che coinvolgono consulenti.

AI21 settembre 2026Il nostro processo editoriale
I parlamentari svizzeri incalzano la ministra della difesa per il pasticcio degli F-35
AISWI swissinfo.ch

Diciannove interrogazioni parlamentari hanno sottoposto il ministro della difesa Martin Pfister a forti pressioni il 21 settembre, due settimane dopo che i revisori avevano portato alla luce gravi lacune nei negoziati svizzeri per l’acquisto dei caccia F-35. I parlamentari hanno chiesto chi avesse permesso di proseguire la procedura d’acquisto senza un prezzo fisso e se qualcuno potesse essere perseguito penalmente.

Pfister ha ripetutamente evitato di fornire una risposta definitiva. «Il Consiglio federale esporrà la propria posizione a tempo debito», ha dichiarato, riferendosi alla risposta prevista dal governo per dicembre. La sua comparsa ha lasciato il Parlamento in attesa di una ricostruzione ufficiale di come siano stati gestiti i negoziati e del perché le rassicurazioni precedenti si siano rivelate inesatte.

La controversia va oltre gli aspetti tecnici del contratto per i caccia. In precedenza, il governo svizzero aveva indicato che l’acquisto era stato concluso a prezzo fisso. Il rapporto dell’8 settembre ha contestato questa versione, rilevando che con gli Stati Uniti non era stato raggiunto alcun accordo di questo tipo. Le dichiarazioni precedenti erano state fatte dall’ex ministra della difesa Viola Amherd e da armasuisse, l’agenzia federale per gli acquisti.

La discrepanza tra le rassicurazioni pubbliche e i risultati dei revisori ha trasformato l’accordo sugli F-35 in una prova di responsabilità governativa. Il Parlamento si aspetta ora che il Consiglio federale individui le carenze, chiarisca le responsabilità e spieghi quali garanzie disciplineranno la parte restante del contratto.

La mancanza di un prezzo fisso fa lievitare i costi

L’assenza di un prezzo fisso è al centro della controversia. La Svizzera ha avviato la procedura d’acquisto degli F-35 aspettandosi certezze finanziarie chiare per un importante impegno in materia di difesa. Il rapporto dei revisori ha concluso che i negoziati con Washington non hanno portato all’accordo a prezzo fisso descritto in precedenza dai funzionari.

Le conseguenze si sono già ripercosse sulle dimensioni dell’ordine. In origine il governo prevedeva di acquistare 36 velivoli, ma ha poi ridotto l’acquisto a 30 dopo che gli Stati Uniti hanno chiesto prezzi più elevati. La riduzione non elimina l’obbligo di spiegare come si sia arrivati a questo punto, soprattutto dopo che la Svizzera aveva presentato pubblicamente l’accordo come finanziariamente più definito.

Il governo chiede 394 milioni di CHF per coprire i costi supplementari. Alla fine di giugno la Svizzera aveva già pagato quasi 2 miliardi di dollari per i caccia. Il budget complessivo stanziato per il programma ammonta a 6,4 miliardi di CHF.

Pfister ha dichiarato ai parlamentari che i costi d’esercizio sono «in linea» con il budget. Questa rassicurazione riguarda il futuro esercizio della flotta, mentre la preoccupazione immediata del Parlamento concerne la procedura d’acquisto. I parlamentari stanno esaminando i negoziati sui prezzi, le informazioni fornite al pubblico e le decisioni che hanno portato a una flotta più ridotta e più costosa.

I parlamentari indagano sul ruolo della società di consulenza

Il ruolo dei consulenti esterni ha aperto un secondo fronte di critica. Armasuisse ha incaricato lo studio legale e società di consulenza Homburger di assisterla nei negoziati contrattuali. Il rapporto dei revisori ha evidenziato un conflitto d’interesse legato alla procedura per stabilire il prezzo fisso, spingendo i parlamentari a chiedersi se l’accordo fosse conforme alla legge.

Pfister ha difeso il ricorso a competenze esterne come una prassi ordinaria. «Ricorrere all’aiuto di una società di consulenza esterna è una prassi abituale», ha dichiarato. Ha inoltre richiamato la conclusione giuridica del rapporto, secondo cui non vi sarebbero state «condotte illecite né perdite finanziarie ai sensi del diritto in materia di responsabilità».

Questa difesa non ha chiuso la questione in Parlamento. Le domande riguardano l’eventuale presenza di interessi dei consulenti in grado di influenzare la procedura d’acquisto, la loro adeguata dichiarazione e chi, all’interno dell’Amministrazione federale, abbia approvato l’incarico. La distinzione tra una prassi comune e una gestione corretta di un mandato specifico sarà centrale nella risposta del governo prevista per dicembre.

La questione Homburger pone sotto esame anche armasuisse. L’agenzia ha partecipato ai negoziati e in precedenza aveva dichiarato che era stato concordato un prezzo fisso. Il Parlamento chiede ora di chiarire meglio la catena delle responsabilità tra l’unità acquisti, i consulenti esterni e la dirigenza politica che ha comunicato i termini dell’accordo.

La risposta di dicembre determinerà i termini dell’accordo

Il prossimo momento decisivo sarà a dicembre, quando il Consiglio federale dovrebbe pubblicare la propria posizione sul rapporto dei revisori. Fino ad allora il governo non ha segnalato cambiamenti immediati all’accordo d’acquisto, mentre il Parlamento continua a chiedere risposte sul prezzo, sul mandato ai consulenti e sull’esattezza delle dichiarazioni ufficiali del passato.

La riduzione dell’ordine ha già modificato la pianificazione della difesa svizzera. Il Paese riceverà 30 caccia F-35, invece dei 36 inizialmente previsti, mentre il governo chiede centinaia di milioni di franchi per i costi supplementari. Pfister afferma che le spese d’esercizio dei caccia restano entro i limiti del budget, ma il Parlamento deve ancora valutare se l’acquisto possa essere gestito nel quadro finanziario rivisto.

Per i contribuenti svizzeri, il dibattito non riguarderà soltanto il numero di velivoli. Il programma combina un budget di 6,4 miliardi di CHF, quasi 2 miliardi di dollari già pagati e una richiesta di 394 milioni di CHF di finanziamenti supplementari. Queste cifre rendono rilevante per le future spese della difesa la spiegazione del governo sulla procedura d’acquisto.

La risposta di dicembre mostrerà se il Consiglio federale riconoscerà carenze istituzionali, attribuirà le responsabilità o limiterà le proprie conclusioni alla responsabilità giuridica. Le interrogazioni parlamentari hanno fatto sì che il contratto per gli F-35 resti al centro del dibattito politico svizzero mentre il governo porta a termine l’acquisto.