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Swiss Observer

Svizzera e Francia uniscono le forze per ridare vita al Doubs

Un’iniziativa congiunta svizzero-francese introduce nuove misure per ripristinare gli habitat della fauna selvatica lungo il Doubs, nella regione di confine, segnando una tappa importante nella cooperazione ambientale transfrontaliera.

Svizzera e Francia uniscono le forze per ridare vita al Doubs
AISWI swissinfo.ch

Per l’ospite più iconico del Doubs potrebbe essere ormai troppo tardi. In un duro colpo alla biodiversità, lo sciarrano del Rodano, noto localmente come «Roi du Doubs», è di fatto scomparso dalle nostre acque. Nonostante l’aspetto tranquillo del fiume mentre serpeggia lungo il confine franco-svizzero, la realtà sotto la superficie è catastrofica. L’ultimo avvistamento confermato di questa specie endemica risale al 2023, un silenzio inquietante nell’ecosistema fluviale.

Non si tratta soltanto di un declino, ma di un precipitare verso l’estinzione. Il Doubs, pur facendo da pittoresca linea di demarcazione tra due Paesi, è diventato il cimitero di una specie che un tempo prosperava in queste acque. La situazione pone gli ambientalisti di fronte a una domanda angosciante: stiamo assistendo a una rinascita o a un funerale della fauna selvatica del fiume? L’urgenza non è mai stata così grande: l’assenza dello sciarrano segnala una grave compromissione della salute di questo corso d’acqua essenziale.

Forza bilaterale: una missione diplomatica di salvataggio

Gli ecosistemi non riconoscono i confini nazionali, e nemmeno le nostre soluzioni possono farlo. Svizzera e Francia hanno avviato un’iniziativa congiunta per ripristinare gli habitat della fauna selvatica, riconoscendo che un’azione unilaterale non è più sufficiente. Questa rinnovata collaborazione arriva quasi dieci anni dopo che, nel 2016, le autorità federali e cantonali svizzere avevano adottato per la prima volta piani di ripristino. Le misure iniziali, tuttavia, hanno faticato ad arginare il degrado ecologico.

Ora i due Paesi intensificano gli sforzi, consapevoli che le strategie precedenti non hanno dato i risultati sperati. La collaborazione rappresenta un notevole rafforzamento della volontà politica e mira a invertire i danni accumulati nel corso degli anni. I piani del 2016 hanno posto le basi, ma è questa alleanza transfrontaliera il motore necessario per produrre un cambiamento concreto. È una corsa contro il tempo, in cui la cooperazione diplomatica è importante quanto gli interventi biologici per salvare ciò che resta della biodiversità del fiume.

Il re in esilio: a caccia del fantasma del Doubs

Il «Roi du Doubs» è diventato un fantasma. Nell’estate del 2023, la televisione pubblica svizzera (RTS) ha documentato una disperata ricerca notturna dello sfuggente sciarrano. Le telecamere hanno ripreso la scena, gli esperti hanno cercato, ma il fiume ha mantenuto i suoi segreti. Quella spedizione è stata l’ultima occasione in cui la specie è stata avvistata, un dato inquietante che sottolinea la gravità della situazione.

Gli effettivi hanno continuato a diminuire senza sosta, nonostante i tentativi di conservazione degli ultimi dieci anni. Lo sciarrano è più di un semplice pesce: è un indicatore della qualità dell’intero sistema fluviale. La sua scomparsa suggerisce che l’habitat è diventato inospitale persino per il suo sovrano. Le nuove misure franco-svizzere mirano a ripristinare questi habitat, ma resta una realtà terrificante: per lo sciarrano, gli interventi potrebbero essere arrivati troppo tardi.

Eredità ecologica: oltre una singola specie

Dobbiamo fare i conti con una dura verità: anche se il «re» è scomparso, il suo regno va salvato. La possibile estinzione dello sciarrano è una tragedia, ma può diventare un potente stimolo per un’azione ambientale più ampia. Il ripristino del Doubs è indispensabile non soltanto per una singola specie, ma per l’intera rete della vita che dipende da questo sistema fluviale. La qualità dell’acqua, il flusso dei sedimenti e la biodiversità ripariale sono tutti in gioco.

Questa collaborazione tra Svizzera e Francia deve lasciare un’eredità che superi i fallimenti del passato. Se non possiamo salvare lo sciarrano, dobbiamo fare in modo che il fiume diventi un rifugio per le specie che restano. I piani del 2016 sono stati un inizio; le misure adottate oggi devono rappresentare la soluzione. Il Doubs richiede la nostra attenzione immediata e costante, per evitare di perdere, nei flutti della storia, molto più di un pesce.