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Swiss Observer

Le economie domestiche monoparentali dipendono molto più spesso dall’assistenza sociale

Nel 2023, circa un quarto delle economie domestiche monoparentali in 20 città svizzere ha ricevuto assistenza sociale, una quota quasi cinque volte superiore a quella delle economie domestiche nel complesso. I figli di famiglie monoparentali rappresentavano il 59% dei minorenni che ricevevano assistenza.

Le economie domestiche monoparentali dipendono molto più spesso dall’assistenza sociale
AILe News

Nel 2023, circa un’economia domestica monoparentale su quattro in 20 città svizzere ha ricevuto assistenza sociale, una quota quasi cinque volte superiore a quella delle economie domestiche nel complesso. Le cifre mostrano quanto spesso un solo reddito debba coprire sia i costi per crescere i figli sia i bisogni essenziali di un’economia domestica.

Perché il lavoro non basta sempre

I figli di famiglie monoparentali rappresentavano il 59% dei minorenni che ricevevano assistenza, rispetto al 52% nel 2010. Circa il 93% delle economie domestiche monoparentali beneficiarie dell’assistenza era diretto da donne. Le persone di nazionalità straniera erano a capo del 64% di queste economie domestiche, contro il 53% nel 2011.

Il lavoro retribuito non basta sempre a far uscire una famiglia dalle difficoltà. Nel 2023, in media il 41% dei genitori soli che ricevevano assistenza aveva un impiego, rispetto al 36% nel 2011. Avevano maggiori probabilità di lavorare rispetto ai beneficiari senza figli, ma i loro guadagni restavano troppo bassi per coprire il costo della vita della famiglia.

Michelle Beyeler dell’Università di Zurigo descrive pressioni che possono sommarsi: i genitori devono guadagnarsi da vivere, occuparsi dei figli e gestire l’economia domestica. Problemi di salute, difficoltà finanziarie e un sostegno limitato possono rendere più arduo conciliare queste responsabilità. I dati indicano che le famiglie possono trovarsi in difficoltà anche quando un genitore lavora già.

Interrompere il circolo dei lunghi periodi di assistenza

Circa il 70% dei genitori soli che ricevevano assistenza non aveva una qualifica riconosciuta oltre la scuola dell’obbligo. Occuparsi dei figli può rendere difficile riprendere gli studi, mentre i servizi sociali segnalano una carenza di formazioni adeguate. Le conseguenze si riflettono sulla durata del sostegno: il periodo mediano di assistenza era di 26 mesi per i genitori senza qualifiche riconosciute, contro 16 mesi per quelli con una formazione professionale o secondaria superiore.

Per i casi aperti tra il 2013 e il 2017, le famiglie monoparentali hanno ricevuto assistenza per una mediana di 22 mesi. Per le persone che vivevano sole la cifra era di 13 mesi, e in un quarto dei casi monoparentali il sostegno continuava anche dopo cinque anni.

L’accesso alla custodia dei figli può limitare sia il lavoro sia la formazione. Poco più della metà dei servizi sociali interpellati ha riferito di incontrare, almeno occasionalmente, difficoltà nel trovare posti adeguati. Gli orari di apertura spesso non coincidono con quelli dei lavori nei settori delle cure, delle pulizie, della ristorazione e del commercio al dettaglio, che possono prevedere turni mattutini, serali o nel fine settimana. Scarseggiavano anche i servizi di custodia d’emergenza e i posti per i bambini con bisogni supplementari.

Adattare il sostegno alla vita familiare

Secondo l’Iniziativa delle città per la politica sociale, l’assistenza da sola non può risolvere le pressioni a cui sono confrontate le famiglie monoparentali. Tra le raccomandazioni figurano formazioni più flessibili, come corsi a tempo parziale, e servizi di custodia che possano adattarsi a orari di lavoro irregolari. L’iniziativa chiede inoltre pagamenti di mantenimento affidabili e un sostegno migliore per le famiglie che escono dall’assistenza.

Le prestazioni familiari complementari sembrano essere d’aiuto. Nelle città che le offrono, la differenza tra famiglie e economie domestiche senza figli nel tasso di uscita dall’assistenza sociale era minore. Il risultato evidenzia il ruolo che un sostegno supplementare può svolgere accanto all’occupazione e alla formazione.

Per le città svizzere, la sfida consiste nel rendere praticabili i percorsi verso l’indipendenza finanziaria per i genitori che si assumono anche le responsabilità quotidiane di cura. Una formazione compatibile con la vita familiare, servizi di custodia oltre i normali orari d’ufficio e pagamenti affidabili possono affrontare gli ostacoli pratici individuati nello studio. Queste misure figurano tra le proposte del rapporto per aiutare le famiglie a uscire dall’assistenza e a mantenere la propria sicurezza finanziaria.